Questa volta... racconterò di un risotto fatto in padella...
Ingredienti :
200 gr di riso vialone nano
1 spicchio d'aglio e 1/2 cipolla di Montoro
1 litro di brodo vegetale
150 gr di zucca mantovana a dadini
1 pizzico di zafferano a stame intero
1 fiocco di burro ed una spolverata di parmigiano
3 cucchiai di olio e.v.o.
1 cucchiaio di vino bianco secco
Ricetta:
Versate l'olio in una padella antiaderente, larga meglio se una di quelle saltapasta ed aggiungete a freddo l'aglio e la mezza cipolla finemente tritati. Quando diventano traslucidi, cioè prima che soffriggano , bagnate con il vino bianco. Asciugato un poco il vino si aggiunge la zucca tagliata a dadini e poco dopo il riso, sempre mescolando. Si aggiungerà dunque un po' di brodo alla volta, continuando a girare il riso nella padella e verrà aggiunto ora anche il pizzico di zafferano, che piano piano si stempererà nel composto. Continuate a mescolare delicatamente fino a che il riso non avrà assorbito tutto il brodo. Per portare a cottura il risotto ci vogliono almeno 25 minuti, ma è sempre meglio assaggiare per essere certi che non sia duro o peggio scotto. E' necessario che il risotto sia cremoso e morbido sotto il mestolo, ed a questo punto si toglie dal fuoco e si lascia mantecare con un fiocco di burro ed una spolverata di Parmigiano per qualche minuto prima di
servire .
Amanti della lettura e della buona cucina, a volte dentro un romanzo, nell'intreccio di un giallo d'autore o in un racconto di viaggi in terre lontane si nascondono delle chicche culinarie...tutte da sperimentare. Quindi... benvenuti in cucina !
venerdì 29 novembre 2013
mercoledì 6 novembre 2013
gnocchi di zucca...in III° A
Questa volta desidero riportare la ricetta proprio come mi è arrivata via mail... e cioè come la testimonianza di un'esperienza educativa a tutto tondo !
"...come tradizione si conclude con una ricetta il nostro lavoro in classe legato all'autunno, quest'anno si è parlato di zucca...osservazione, descrizione e... degustazione... meglio educare da piccoli ai piaceri del cibo e del mangiare INSIEME no? Ci è venuto in aiuto stavolta un papà..."
GNOCCHI DI ZUCCA AL BURRO E SALVIA di papà Paolo...cuoco speciale per un giorno in TERZA A !
*ingredienti:
1 kg di zucca
400 gr di farina bianca
400 gr di ricotta
2 rossi d'uovo
200 gr di Trentingrana
100 gr di burro
sale - pepe - noce moscata
*preparazione:
Cuocere, strizzare e passare al setaccio la zucca. Impastare con farina e ricotta, un po' di grana, rossi d'uovo, sale, pepe e noce moscata.
Formare degli gnocchi aiutandosi con un cucchiaio e cuocerli in acqua bollente e salata.
Appena affiorano , servirli con del burro fuso e salvia e...BUON APPETITO !
martedì 24 settembre 2013
prima zuppa d'autunno...
La "Morbida"è una zuppa... asciutta
Ingredienti:
1 litro di brodo vegetale
300 gr di pasta corta
1 fetta spessa di speck stagionato
150 gr di piselli
2 cucchiai di panna da cucina
2/3 fettine di pecorino fresco
sale, pepe, olio evo (*), Erbe di Provenza
Ricetta:
Portare ad ebollizione il brodo ed aggiustarlo di sale se occorre, poi buttare la pasta e mescolare. Fuoco medio/ alto. Tagliare lo speck a dadini piccoli e così il formaggio. A metà cottura aggiungere i piselli, ed i dadini poi mescolare bene ed unire i 2 cucchiai di panna. Abbassare il fuoco e mescolare ogni tanto. A cottura ultimata il brodo sarà completamente assorbito e la zuppa si presenterà morbida e ben amalgamata. Aggiustare di sale, pepe e spolverare un po' con due pizzichi di Erbe di Provenza.
Servire con un filo d'olio , ben calda.
(*) ..per quelli, come me che non lo sapevano ...trattasi solo di acronimo per Extra Vergine di Oliva (!)
Ingredienti:
1 litro di brodo vegetale
300 gr di pasta corta
1 fetta spessa di speck stagionato
150 gr di piselli
2 cucchiai di panna da cucina
2/3 fettine di pecorino fresco
sale, pepe, olio evo (*), Erbe di Provenza
Ricetta:
Portare ad ebollizione il brodo ed aggiustarlo di sale se occorre, poi buttare la pasta e mescolare. Fuoco medio/ alto. Tagliare lo speck a dadini piccoli e così il formaggio. A metà cottura aggiungere i piselli, ed i dadini poi mescolare bene ed unire i 2 cucchiai di panna. Abbassare il fuoco e mescolare ogni tanto. A cottura ultimata il brodo sarà completamente assorbito e la zuppa si presenterà morbida e ben amalgamata. Aggiustare di sale, pepe e spolverare un po' con due pizzichi di Erbe di Provenza.
Servire con un filo d'olio , ben calda.
(*) ..per quelli, come me che non lo sapevano ...trattasi solo di acronimo per Extra Vergine di Oliva (!)
venerdì 20 settembre 2013
Rombo alla Mirabeau... reloaded
Ingredienti:
1 rombo di dimensioni medie
1 cipolla bionda
1 scalogno
1 e1/2 bicchiere di vino bianco
1 noce di burro
4 alici sott'olio
olio di oliva, rosmarino e salvia , sale e pepe
Ricetta:
Tagliare a fette lunghe e sottili la cipolla e lo scalogno. In una padella piuttosto larga versare 2 cucchiai di olio d'oliva e fatelo scaldare . Adagiare in padella il rombo precedentemente pulito, che va poi ricoperto dalle fette di cipolla e scalogno.. A fuoco medio per qualche minuto, va poi aggiunto il vino, gli aromi lasciati a ramoscello, il sale ed il pepe. Si dovrà coprire e lasciar cuocere a fuoco basso per circa 15/20 minuti. Nel frattempo lasciate sciogliere il burro in un pentolino insieme alle alici, quando si saranno dissolte, togliete il pentolino dal fuoco.
A fine cottura, il rombo tolto dalla padella dovrà essere sfilettato. La pelle verrà via facilmente, assieme alle pinne ed alla spina dorsale. I filetti del rombo hanno una forma allargata ed una consistenza che permetterà di impiattarli senza che si rompano. Il piatto di portata dovrà essere stato riscaldato in modo da mantenere caldi anche i filetti per il tempo necessario alla realizzazione della salsa di accompagnamento.
Ora coperto il piatto di portata, si procederà filtrando l'intingolo rimasto nella padella dopo la cottura, con un colino direttamente nel pentolino dove si erano fatti sciogliere il burro e le alici. Si dovrà mescolare con delicatezza il composto sopra un fuoco basso, ottenendo infine una salsina color della senape.
Va versata sui filetti, bella calda. Il piatto si può decorare con due sottili fette di lime e dei fili di erba cipollina e poi...subito in tavola!
Mirabeau si leccherebbe le dita...
1 rombo di dimensioni medie
1 cipolla bionda
1 scalogno
1 e1/2 bicchiere di vino bianco
1 noce di burro
4 alici sott'olio
olio di oliva, rosmarino e salvia , sale e pepe
Ricetta:
Tagliare a fette lunghe e sottili la cipolla e lo scalogno. In una padella piuttosto larga versare 2 cucchiai di olio d'oliva e fatelo scaldare . Adagiare in padella il rombo precedentemente pulito, che va poi ricoperto dalle fette di cipolla e scalogno.. A fuoco medio per qualche minuto, va poi aggiunto il vino, gli aromi lasciati a ramoscello, il sale ed il pepe. Si dovrà coprire e lasciar cuocere a fuoco basso per circa 15/20 minuti. Nel frattempo lasciate sciogliere il burro in un pentolino insieme alle alici, quando si saranno dissolte, togliete il pentolino dal fuoco.
A fine cottura, il rombo tolto dalla padella dovrà essere sfilettato. La pelle verrà via facilmente, assieme alle pinne ed alla spina dorsale. I filetti del rombo hanno una forma allargata ed una consistenza che permetterà di impiattarli senza che si rompano. Il piatto di portata dovrà essere stato riscaldato in modo da mantenere caldi anche i filetti per il tempo necessario alla realizzazione della salsa di accompagnamento.
Ora coperto il piatto di portata, si procederà filtrando l'intingolo rimasto nella padella dopo la cottura, con un colino direttamente nel pentolino dove si erano fatti sciogliere il burro e le alici. Si dovrà mescolare con delicatezza il composto sopra un fuoco basso, ottenendo infine una salsina color della senape.
Va versata sui filetti, bella calda. Il piatto si può decorare con due sottili fette di lime e dei fili di erba cipollina e poi...subito in tavola!
Mirabeau si leccherebbe le dita...
lunedì 24 giugno 2013
Prima Colazione , il film
Piano lungo sulla terrazza di un piccolo alberghetto di montagna in Alto Adige, affacciato su di una valle coronata di vette rocciose. L'aria è frizzante, il cielo terso. La giornata soleggiata, profuma del bosco che è tutto attorno, gli uccelli mandano richiami da un ramo all'altro, comprensibili solo per chi esercita il ..."diritto di volo".
Chiudendo poi lentamente sui tavoli preparati per la colazione, le tazze rovesciate sul piattino, i cesti di pane appena sfornato, le ciotole con le marmellate sfuse e il piatto con i riccioli di burro.
Piano americano su di noi, che ci siamo alzati da poco da un letto accogliente e caldo, e qui fuori è quasi freddo , ma forse è solo un brivido di piacere, siamo rilassati e contenti di esserci..
Seduti ad aspettare la bionda e rubizza cameriera, respiriamo a pieni polmoni l'atmosfera, il vento leggero e tutto il panorama della valle sottostante. Silenzio.
Carrello sul camminare veloce ed ondeggiante della ragazza vestita con abiti della tradizione tirolese che porta i bricchi di caffè bollente e di latte schiumoso ...
Primo " a rallentatore " sul caffè che scivola fuori dal beccuccio di smalto del bricco e scende rotondo nella tazza, mischiato a breve dalla schiuma di latte. La polvere di zucchero cade dal cucchiaino lucido e sparisce all'istante. Giro.
Piano allargato ora su di noi che prendiamo i panini e li tagliamo, con gesti calmi e misurati. Poi con un buffo coltello largo e piccolo stendiamo i riccioli del burro fino a che non siano più che un velo sottile e lucido sulla mollica . Infine con un cucchiaino raccogliamo grappoli di marmellata di frutta e la facciamo precipitare sul pane imburrato, come una slavina.
Primissimo piano sulla mia bocca che accoglie il pane e ne strappa un morso, mastica e sorride insieme.
Allargato a ritroso per riprendere il piacere che un panino croccante e ben conciato fa risalire dalla bocca agli occhi . La luce del mattino entra dalla pupilla e si espanderà presto in tutto il corpo, rinfrancato da una colazione perfetta. Caffè.
Sfumata.
Piano lungo sulla terrazza di un piccolo alberghetto di montagna in Alto Adige, affacciato su di una valle coronata di vette rocciose. L'aria è frizzante, il cielo terso. La giornata soleggiata, profuma del bosco che è tutto attorno, gli uccelli mandano richiami da un ramo all'altro, comprensibili solo per chi esercita il ..."diritto di volo".
Chiudendo poi lentamente sui tavoli preparati per la colazione, le tazze rovesciate sul piattino, i cesti di pane appena sfornato, le ciotole con le marmellate sfuse e il piatto con i riccioli di burro.
Piano americano su di noi, che ci siamo alzati da poco da un letto accogliente e caldo, e qui fuori è quasi freddo , ma forse è solo un brivido di piacere, siamo rilassati e contenti di esserci..
Seduti ad aspettare la bionda e rubizza cameriera, respiriamo a pieni polmoni l'atmosfera, il vento leggero e tutto il panorama della valle sottostante. Silenzio.
Carrello sul camminare veloce ed ondeggiante della ragazza vestita con abiti della tradizione tirolese che porta i bricchi di caffè bollente e di latte schiumoso ...
Primo " a rallentatore " sul caffè che scivola fuori dal beccuccio di smalto del bricco e scende rotondo nella tazza, mischiato a breve dalla schiuma di latte. La polvere di zucchero cade dal cucchiaino lucido e sparisce all'istante. Giro.
Piano allargato ora su di noi che prendiamo i panini e li tagliamo, con gesti calmi e misurati. Poi con un buffo coltello largo e piccolo stendiamo i riccioli del burro fino a che non siano più che un velo sottile e lucido sulla mollica . Infine con un cucchiaino raccogliamo grappoli di marmellata di frutta e la facciamo precipitare sul pane imburrato, come una slavina.
Primissimo piano sulla mia bocca che accoglie il pane e ne strappa un morso, mastica e sorride insieme.
Allargato a ritroso per riprendere il piacere che un panino croccante e ben conciato fa risalire dalla bocca agli occhi . La luce del mattino entra dalla pupilla e si espanderà presto in tutto il corpo, rinfrancato da una colazione perfetta. Caffè.
Sfumata.
venerdì 19 aprile 2013
Un dolce della Vienna fine'800 , lo "strudel di ciliegie"
pasta: 250gr di farina , 3 cucchiai di olio di
semi, 1 pizzico di sale, acqua tiepida
farcia: 1,5 Kg di ciliegie denocciolate,2 cucchiaini
di cannella in polvere, 1 stecca di vaniglia, 3 cucchiai di zucchero ,il succo
di 1/2 limone ,150gr di pane grattugiato, 80gr di burro+50gr da spennellare sullo
strudel prime della cottura.
come si fa : Setacciate
la farina e fatene una fontana, aggiungete un pizzico di sale, poi al centro lasciate
scendere l’olio. Con un cucchiaio fate dei cerchietti, dal centro della fontana
verso l’esterno. Quando l’olio si sarà assorbito, aggiungete l’acqua tiepida un
po’ alla volta e impastate con forza . L’impasto deve rimanere morbido ,ma
elastico . Ungetelo leggermente e lasciatelo riposare per almeno mezz’ora,
coperto da uno strofinaccio.
Una volta lavate e asciugate le ciliegie, snocciolatele dividendole a metà e conditele con lo zucchero e il succo di
limone in una terrina, mescolandole bene. In un pentolino antiaderente fate
fondere il burro ed aggiungetevi la cannella e la stecca di vaniglia e il pan
grattato, mescolate. Deve diventare pastoso. Fate raffreddare, togliete la stecca di
vaniglia e poi unite alle ciliegie mescolando bene.
Tirate
la pasta con i dorsi delle mani sino a che diventa molto sottile dandole una
forma rettangolare ed adagiatela su di un canovaccio infarinato. Potete aiutarvi
con un mattarello infarinato usato con delicatezza. Una volta ben steso potete
aggiungere la farcia di ciliegie. Quindi arrotolate, aiutandovi con il
canovaccio facendo fare solo due giri, sigillate i bordi, spennellatelo col
burro fuso e trasferite lo strudel così composto su una placca da dolci precedentemente imburrata e leggermente
infarinata.
Infornate a 200° per 35/40 min. circa, spennellandolo di burro ancora a metà cottura.
Infornate a 200° per 35/40 min. circa, spennellandolo di burro ancora a metà cottura.
lunedì 1 aprile 2013
AFORISMI
" Il senso del gusto è raffinato e complesso; la lingua è insieme l'organo del gusto e del linguaggio. Il gusto è una delle vittime del mondo moderno: sottoposti a stress e pressione abbiamo ben poco tempo per gustare il cibo che mangiamo. (...) Quando facciamo onore ad un pranzo, assaporiamo aromi che solitamente ci sfuggono."
( J.O'Donohue - Anam Cara )
Per il giorno di Pasqua, un'alternativa piuttosto valida al solito menù l'ho gustata in un ristorantino sul lago...
"Filetto " di tonno alla mediterranea
Cosa ci vuole:
Delle belle fette di tonno crudo, alte almeno 1 cm o anche 2
Salsa di pomodoro crudo, circa 1/2 bottiglia
2 scalogni piccoli, capperi dissalati ed olive nere snocciolate non amare, origano, sale qb, pepe
olio extrav. di oliva ( italiano!), vino bianco
Come si fa:
In una padella antiaderente dal bordo un po' altino, si fanno scottare con un poco di olio le fette di tonno crudo. Nel tempo che da rosso, diventino rosee, circa 4/5 minuti, girandole con una pinza da cucina e la cosa è fatta. Si tolgono quindi dal tegame e si mettono su di un piatto tenendole però al caldo. Questa cottura veloce impedisce poi al tonno nella ulteriore cottura con il sugo di disfarsi . Nella padella di prima si mette ancora un cucchiaio d'olio e si aggiunge lo scalogno tagliato sottile. Appena inizia a soffriggere si sfuma con un 1/2 bicchiere di vino bianco e poi senza fretta vi si unisce la salsa di pomodoro crudo, mescolandola delicatamente. Il fuoco deve essere moderato perché la salsa non deve raddensarsi troppo. A questo punto si aggiungono i capperi che avremo dissalato e scolato e devono essere una bella manciata e poi si continua l'arricchimento con le olive snocciolate. Se sono grandi tagliatele a metà, la dose ideale è un cucchiaio pieno. Si assaggerà per aggiustare di sale. Una volta aggiunto l'origano e mescolato il sugo , vi si adagiano le fette di tonno che vanno anche un po' coperte con la salsa e si fa andare a fuoco basso per circa 15 minuti. In questo modo il tonno, che è un po' alto, si cuoce fino all'interno e si armonizza con i sapori della salsa così condita. Una volta impiattato, si consiglia una spruzzatina di pepe . Si accompagna bene ad una bella insalata mista ed anche, per i più golosi, ad un buon piattino di patatine fritte... perché no !
" Il senso del gusto è raffinato e complesso; la lingua è insieme l'organo del gusto e del linguaggio. Il gusto è una delle vittime del mondo moderno: sottoposti a stress e pressione abbiamo ben poco tempo per gustare il cibo che mangiamo. (...) Quando facciamo onore ad un pranzo, assaporiamo aromi che solitamente ci sfuggono."
( J.O'Donohue - Anam Cara )
Per il giorno di Pasqua, un'alternativa piuttosto valida al solito menù l'ho gustata in un ristorantino sul lago...
"Filetto " di tonno alla mediterranea
Cosa ci vuole:
Delle belle fette di tonno crudo, alte almeno 1 cm o anche 2
Salsa di pomodoro crudo, circa 1/2 bottiglia
2 scalogni piccoli, capperi dissalati ed olive nere snocciolate non amare, origano, sale qb, pepe
olio extrav. di oliva ( italiano!), vino bianco
Come si fa:
In una padella antiaderente dal bordo un po' altino, si fanno scottare con un poco di olio le fette di tonno crudo. Nel tempo che da rosso, diventino rosee, circa 4/5 minuti, girandole con una pinza da cucina e la cosa è fatta. Si tolgono quindi dal tegame e si mettono su di un piatto tenendole però al caldo. Questa cottura veloce impedisce poi al tonno nella ulteriore cottura con il sugo di disfarsi . Nella padella di prima si mette ancora un cucchiaio d'olio e si aggiunge lo scalogno tagliato sottile. Appena inizia a soffriggere si sfuma con un 1/2 bicchiere di vino bianco e poi senza fretta vi si unisce la salsa di pomodoro crudo, mescolandola delicatamente. Il fuoco deve essere moderato perché la salsa non deve raddensarsi troppo. A questo punto si aggiungono i capperi che avremo dissalato e scolato e devono essere una bella manciata e poi si continua l'arricchimento con le olive snocciolate. Se sono grandi tagliatele a metà, la dose ideale è un cucchiaio pieno. Si assaggerà per aggiustare di sale. Una volta aggiunto l'origano e mescolato il sugo , vi si adagiano le fette di tonno che vanno anche un po' coperte con la salsa e si fa andare a fuoco basso per circa 15 minuti. In questo modo il tonno, che è un po' alto, si cuoce fino all'interno e si armonizza con i sapori della salsa così condita. Una volta impiattato, si consiglia una spruzzatina di pepe . Si accompagna bene ad una bella insalata mista ed anche, per i più golosi, ad un buon piattino di patatine fritte... perché no !
domenica 10 febbraio 2013
E' già arrivato il tempo di chiacchere, crostoli e frappe o gasse che dir si voglia , così sottili e profumate sembrano mascherine del carnevale...ma piuttosto che sugli occhi è meglio mettersele in bocca e.... che il colesterolo vada a farsi benedire, per una volta !!!!
RICETTA DEI CROSTOLI DELLA NONNA ANNA
Quel che occorre :
1/2 kg di farina bianca 00
100 gr di zucchero
50 gr di burro
2 uova
1 bustina di lievito
buccia di limone non trattato
1/2 fialetta di aroma alla vaniglia
1 bicchierino di grappa
1 bicchiere di latte
1 pizzico di sale
olio di arachide per friggere
zucchero a velo per decorare
Come si procede :
.Lavate il limone e grattatene un po'di buccia. Fate sciogliere il burro a bagno maria e lasciatelo raffreddare a parte.In una terrina mescolate la farina con lo zucchero ed il lievito, unite poi il sale e le uova e l'aroma di vaniglia. Aggiungete ancora il latte, la grappa ed il burro sciolto e raffreddato.Continuando a mescolare unitevi la buccia del limone. Otterrete alla fine un impasto morbido che dovrete lavorare anche con le mani. L'impasto va lasciato riposare per circa 1/2 ora e poi va spianato con il mattarello fino ad avere una sfoglia un po' sottile. La sfoglia va tagliata in rombi con la rotella ondulata dei ravioli. Ora i rombi di pasta vanno fatti friggere in abbondante olio di arachide bollente. Una volta girati e fritti bene si tolgono dalla padella e si fanno un po' asciugare sulla carta da cucina. Occorrerà essere delicati nel manovrarli perchè si possono rompere. Vanno serviti spolverati di zucchero a velo e se vogliamo dirla tutta anche con accanto una salsa di ribes o lamponi calda..
Buon carnevale a tutti !!!
RICETTA DEI CROSTOLI DELLA NONNA ANNA
Quel che occorre :
1/2 kg di farina bianca 00
100 gr di zucchero
50 gr di burro
2 uova
1 bustina di lievito
buccia di limone non trattato
1/2 fialetta di aroma alla vaniglia
1 bicchierino di grappa
1 bicchiere di latte
1 pizzico di sale
olio di arachide per friggere
zucchero a velo per decorare
Come si procede :
.Lavate il limone e grattatene un po'di buccia. Fate sciogliere il burro a bagno maria e lasciatelo raffreddare a parte.In una terrina mescolate la farina con lo zucchero ed il lievito, unite poi il sale e le uova e l'aroma di vaniglia. Aggiungete ancora il latte, la grappa ed il burro sciolto e raffreddato.Continuando a mescolare unitevi la buccia del limone. Otterrete alla fine un impasto morbido che dovrete lavorare anche con le mani. L'impasto va lasciato riposare per circa 1/2 ora e poi va spianato con il mattarello fino ad avere una sfoglia un po' sottile. La sfoglia va tagliata in rombi con la rotella ondulata dei ravioli. Ora i rombi di pasta vanno fatti friggere in abbondante olio di arachide bollente. Una volta girati e fritti bene si tolgono dalla padella e si fanno un po' asciugare sulla carta da cucina. Occorrerà essere delicati nel manovrarli perchè si possono rompere. Vanno serviti spolverati di zucchero a velo e se vogliamo dirla tutta anche con accanto una salsa di ribes o lamponi calda..
Buon carnevale a tutti !!!
mercoledì 21 novembre 2012
Zuppe, che passione!!
In previsione di qualcosa che riscaldi le nostre sere d'inverno che per la verità ora sembrano ancora lontane...ecco qui la ricetta di una zuppa "hot", che mi hanno consigliato di chiamare "Torriente de Fuego".
Gli ingredienti sono perfettamente in tema con l'autunno...ma la differenza la fa una speciale salsa calabrese al peperoncino...che naturalmente si ottiene facendo macerare nell'olio d'oliva a bassa acidità, una quantità smodata di peperoncini freschi,due spicchi d'aglio, alcune foglie di salvia ed un poco di prezzemolo, il tutto ridotto in poltiglia e poi lasciato decantare in santa pace in un barattolino di vetro opportunamente sterilizzato, con l'aggiunta di 2 bacche di ginepro, per almeno dieci giorni . (Il sole dell'estate imprigionato in un vasetto di vetro!)
Quel che serve :
1/4 di verza, tolte le foglie esterne
1/2 zucca mantovana di medie dimensioni
1 porro
1 lt.di brodo vegetale ristretto
1 cucchiaio di passata di pomodoro
2 cucchiaini di salsa al peperoncino
2 manciate di pasta corta (mezzi fusilli o pipette rigate )
2 cucchiaini di salsa al peperoncino
2 manciate di pasta corta (mezzi fusilli o pipette rigate )
sale q.b. -------------------------------------------
Lavate e sbollentate un po' la verza e la polpa della zucca tagliata a pezzi grossi. Questo ridurrà i tempi di cottura. Si può farlo anche il giorno prima, così come il brodo.
Quel che si fa ora :
In una pentola un po' alta mettete a scaldare 3 cucchiai d'olio d'oliva a cui aggiungerete 1/2 porro tagliato a rondelle sottili, non dovrà soffriggere ma solo rosolare leggermente. Unite la verza e la zucca , che saranno scolate e ridotte in piccoli pezzetti. Lasciate insaporire mescolando e poi aggiungete il cucchiaio di passata , infine senza fretta, il brodo. Portate ad ebollizione, quindi buttate la pasta, mescolando il tutto con delicatezza ripetutamente.Quando la pasta sarà quasi a fine cottura , circa 10 minuti dopo, aggiungete il 1/2 porro rimanente tagliato a rondelle sottili, aggiustate di sale ed incorporate la salsa al peperoncino. Mescolate la zuppa con delicatezza ,constatandone la consistenza che dovrebbe risultare cremosa e di un bel color arancione . Una zuppa "Torriente de Fuego"!
Buon Appetito !
Lavate e sbollentate un po' la verza e la polpa della zucca tagliata a pezzi grossi. Questo ridurrà i tempi di cottura. Si può farlo anche il giorno prima, così come il brodo.
Quel che si fa ora :
In una pentola un po' alta mettete a scaldare 3 cucchiai d'olio d'oliva a cui aggiungerete 1/2 porro tagliato a rondelle sottili, non dovrà soffriggere ma solo rosolare leggermente. Unite la verza e la zucca , che saranno scolate e ridotte in piccoli pezzetti. Lasciate insaporire mescolando e poi aggiungete il cucchiaio di passata , infine senza fretta, il brodo. Portate ad ebollizione, quindi buttate la pasta, mescolando il tutto con delicatezza ripetutamente.Quando la pasta sarà quasi a fine cottura , circa 10 minuti dopo, aggiungete il 1/2 porro rimanente tagliato a rondelle sottili, aggiustate di sale ed incorporate la salsa al peperoncino. Mescolate la zuppa con delicatezza ,constatandone la consistenza che dovrebbe risultare cremosa e di un bel color arancione . Una zuppa "Torriente de Fuego"!
Buon Appetito !
domenica 6 maggio 2012
Domenica è sempre domenica...
"Che fare ?".
Qualcun'altro si è già posto la domanda e non ricordo che risposta si è dato, ma quando mi lampeggia nella testa un " che fare ?", sembra quasi un avvertimento... Sbrigati a trovare una risposta sennò sono guai..." che fare ? "....mi chiedo in una tremenda domenica d'aprile, una di quelle " nè carne,nè pesce" per intenderci . Il tempo meteorologico non aiuta, è vago ed indeciso come se dopo aver aperto al sole caldo, ci ripensasse e allora giù acqua a catinelle, cielo plumbeo, poi il vento e le nuvole che corrono e fuori ancora il sole. Se sei in giro passi dalle scalmane al brivido senza soluzione di continuità... La famiglia vegeta sul divano o davanti al computer e non sembra interessata al mio rovello.
Se continua a martellarmi nel cervello finirò per annichilirmi del tutto, ogni volta che un'idea si affaccia, e spesso non è un gran che dico la verità, un'ondata di noia alta come uno tsunami mi travolge. Non sembra sia una cosa semplice arrivare a sera, non che abbia girato i pollici tutto il giorno, no perchè nonostante sia un giorno di festa ho lavorato, portato fuori il cane e poi strofinato, stirato, riposto...come una disperata . Senza ottenere risultati soddisfacenti giro intorno al fulcro del mio problema esistenziale, come se muovermi come una trottola ottundesse il malanimo che provo. Quanto più mi sento frustrata tanto più mi dedico ai lavori manuali e più sono automatici , più mi ci immergo. A volte mentre agito le mani, mi estraneo come se recitassi un mantra, una sottospecie di meditazione dinamica faidatè . La mente vola e sorvola, ma finora non ho comunque trovato il bandolo dell'intricata matassa che vorrei dipanare. Il senso delle cose, o meglio la direzione che prendono quando ti distrai per un attimo, il talento o meglio i talenti che coltivi, ma troppo poco e non ti sostengono sempre, perchè non sono imperituri e vanno esercitati...Non so se troverò entro oggi una risposta, almeno un' indicazione che mi porti a guardare avanti in un modo diverso, magari basterebbe provare a stirare gli angoli della bocca...tentare un sorriso, occorre un po' di fiducia...o forse serve urgentemente qualcosa di dolce, tipo...la
"LINZERTORTE"
Ingredienti :
250 gr di farina
250 gr di zucchero
1 bustina di zucchero vanigliato, 1 presina di sale, 1 punta di coltello di polvere di chiodi di
garofano, scorza di limone, 2 cucchiaini di lievito in polvere
250 gr di burro
250 gr di mandorle grattuggiate fini, non sbucciate
2 uova ed un tuorlo
1/2 vasetto di marmellata di mirtillo rosso, zucchero a velo e cannella in polvere
Ricetta :
Prima tagliare il burro a pezzetti e macinare le mandorle. Quindi setacciare la farina in una terrina e aggiungere il lievito, la polvere di chiodi di garofano e la scorza grattuggiata del limone. A parte sbattere bene le uova con lo zucchero, anche quello vanigliato e quando sono ben montate unirle alla farina e poi amalgamare il tutto. Se l'impasto dovesse essere un po'appiccicoso aggiungetevi un po' di farina. Distribuire su l'impasto il burro a pezzetti, ben ammorbidito e le mandorle macinate. Lavorare con cura fino ad ottenere una pasta liscia. Riponete la pasta in frigorifero, almeno per 30 minuti.. Presa una teglia da forno, ungerla e poi metterci 2/3 della pasta schiacciandola bene sul fondo. A questo punto vi si spalma la marmellata di mirtillo, facendo attenzione a non arrivare al bordo. Con il resto della pasta ,si fanno dei cordoncini , arrotolandoli tra le mani unite. Si dispongono infine a graticola sulla marmellata, fino a coprirne lo strato e poi si dovrà spennellare la pasta con un po' di tuorlo d'uovo sbattuto.
Si cuoce in forno preriscaldato a 180°, ventilato, per circa 45 minuti.
Una volta sfornata si lascia raffreddare e poi si cosparge di zucchero a velo ed un po' di cannella.
Qualcun'altro si è già posto la domanda e non ricordo che risposta si è dato, ma quando mi lampeggia nella testa un " che fare ?", sembra quasi un avvertimento... Sbrigati a trovare una risposta sennò sono guai..." che fare ? "....mi chiedo in una tremenda domenica d'aprile, una di quelle " nè carne,nè pesce" per intenderci . Il tempo meteorologico non aiuta, è vago ed indeciso come se dopo aver aperto al sole caldo, ci ripensasse e allora giù acqua a catinelle, cielo plumbeo, poi il vento e le nuvole che corrono e fuori ancora il sole. Se sei in giro passi dalle scalmane al brivido senza soluzione di continuità... La famiglia vegeta sul divano o davanti al computer e non sembra interessata al mio rovello.
Se continua a martellarmi nel cervello finirò per annichilirmi del tutto, ogni volta che un'idea si affaccia, e spesso non è un gran che dico la verità, un'ondata di noia alta come uno tsunami mi travolge. Non sembra sia una cosa semplice arrivare a sera, non che abbia girato i pollici tutto il giorno, no perchè nonostante sia un giorno di festa ho lavorato, portato fuori il cane e poi strofinato, stirato, riposto...come una disperata . Senza ottenere risultati soddisfacenti giro intorno al fulcro del mio problema esistenziale, come se muovermi come una trottola ottundesse il malanimo che provo. Quanto più mi sento frustrata tanto più mi dedico ai lavori manuali e più sono automatici , più mi ci immergo. A volte mentre agito le mani, mi estraneo come se recitassi un mantra, una sottospecie di meditazione dinamica faidatè . La mente vola e sorvola, ma finora non ho comunque trovato il bandolo dell'intricata matassa che vorrei dipanare. Il senso delle cose, o meglio la direzione che prendono quando ti distrai per un attimo, il talento o meglio i talenti che coltivi, ma troppo poco e non ti sostengono sempre, perchè non sono imperituri e vanno esercitati...Non so se troverò entro oggi una risposta, almeno un' indicazione che mi porti a guardare avanti in un modo diverso, magari basterebbe provare a stirare gli angoli della bocca...tentare un sorriso, occorre un po' di fiducia...o forse serve urgentemente qualcosa di dolce, tipo...la
"LINZERTORTE"
Ingredienti :
250 gr di farina
250 gr di zucchero
1 bustina di zucchero vanigliato, 1 presina di sale, 1 punta di coltello di polvere di chiodi di
garofano, scorza di limone, 2 cucchiaini di lievito in polvere
250 gr di burro
250 gr di mandorle grattuggiate fini, non sbucciate
2 uova ed un tuorlo
1/2 vasetto di marmellata di mirtillo rosso, zucchero a velo e cannella in polvere
Ricetta :
Prima tagliare il burro a pezzetti e macinare le mandorle. Quindi setacciare la farina in una terrina e aggiungere il lievito, la polvere di chiodi di garofano e la scorza grattuggiata del limone. A parte sbattere bene le uova con lo zucchero, anche quello vanigliato e quando sono ben montate unirle alla farina e poi amalgamare il tutto. Se l'impasto dovesse essere un po'appiccicoso aggiungetevi un po' di farina. Distribuire su l'impasto il burro a pezzetti, ben ammorbidito e le mandorle macinate. Lavorare con cura fino ad ottenere una pasta liscia. Riponete la pasta in frigorifero, almeno per 30 minuti.. Presa una teglia da forno, ungerla e poi metterci 2/3 della pasta schiacciandola bene sul fondo. A questo punto vi si spalma la marmellata di mirtillo, facendo attenzione a non arrivare al bordo. Con il resto della pasta ,si fanno dei cordoncini , arrotolandoli tra le mani unite. Si dispongono infine a graticola sulla marmellata, fino a coprirne lo strato e poi si dovrà spennellare la pasta con un po' di tuorlo d'uovo sbattuto.
Si cuoce in forno preriscaldato a 180°, ventilato, per circa 45 minuti.
Una volta sfornata si lascia raffreddare e poi si cosparge di zucchero a velo ed un po' di cannella.
venerdì 24 febbraio 2012
Pollo croccante ai pistacchi e mandole
Ingredienti x 4 persone:
4 fusi di pollo
4 sovracosce
1scalogno grosso
10 pistacchi
8 mandorle
4/5 cucchiai di pan grattato
sale, vino bianco, spezie ( rosmarino e timo )
aglio secco in polvere
olio extravergine di oliva
Salsa : 1yogurt greco0%,1 limone , sale e zenzero un pizzico, erba cipollina
Ricetta:
Lavate e spellate i pezzi di pollo e metteteli su di un piatto su cui avrete appoggiato un canovaccio, per asciugarli. In un mortaio, o se non l'avete nel trita-tutto, mettete prima le mandorle e i pistacchi e poi aggiungete il pangrattato l'aglio e le foglie del timo. Pestate, o tritate, fino ad ottenere un composto, che steso su di un piatto, servirà per impanare i pezzi del pollo.
In una padella larga antiaderente, fate scendere un filo d'olio d'oliva e accendete il fuoco , a basso regime. Tagliate lo scalogno e una volta messo nell'olio caldo, prima che frigga lo tirate con il vino bianco in modo che stufi per bene, poi aggiungete i pezzi di pollo impanati, alzate il fuoco, ma tenetelo a bada, coprendo ogni tanto con un coperchio. Salate il pollo, senza esagerare ed unite i rametti di rosmarino.Il pollo deve prima stufare un pochino per cuocere bene l'interno e poi arrostire per bene. Quasi a fine cottura spargete altro composto sulla carne .
Salsa : mescolate in una ciotola di vetro lo yogurt con il succo di limone, sale e zenzero e lasciatela riposare per il tempo di cottura del pollo.Tagliate a pezzetti l'erba cipollina.
Servite sovracoscia e fuso accompagnato da un po' di salsa allo yoghurt decorata con pezzetti di erba cipollina. Una porzione d'insalata verde ed un panino integrale sono degni accompagnatori di questo piatto. Vino bianco, meglio se un Ribolla.
4 fusi di pollo
4 sovracosce
1scalogno grosso
10 pistacchi
8 mandorle
4/5 cucchiai di pan grattato
sale, vino bianco, spezie ( rosmarino e timo )
aglio secco in polvere
olio extravergine di oliva
Salsa : 1yogurt greco0%,1 limone , sale e zenzero un pizzico, erba cipollina
Ricetta:
Lavate e spellate i pezzi di pollo e metteteli su di un piatto su cui avrete appoggiato un canovaccio, per asciugarli. In un mortaio, o se non l'avete nel trita-tutto, mettete prima le mandorle e i pistacchi e poi aggiungete il pangrattato l'aglio e le foglie del timo. Pestate, o tritate, fino ad ottenere un composto, che steso su di un piatto, servirà per impanare i pezzi del pollo.
In una padella larga antiaderente, fate scendere un filo d'olio d'oliva e accendete il fuoco , a basso regime. Tagliate lo scalogno e una volta messo nell'olio caldo, prima che frigga lo tirate con il vino bianco in modo che stufi per bene, poi aggiungete i pezzi di pollo impanati, alzate il fuoco, ma tenetelo a bada, coprendo ogni tanto con un coperchio. Salate il pollo, senza esagerare ed unite i rametti di rosmarino.Il pollo deve prima stufare un pochino per cuocere bene l'interno e poi arrostire per bene. Quasi a fine cottura spargete altro composto sulla carne .
Salsa : mescolate in una ciotola di vetro lo yogurt con il succo di limone, sale e zenzero e lasciatela riposare per il tempo di cottura del pollo.Tagliate a pezzetti l'erba cipollina.
Servite sovracoscia e fuso accompagnato da un po' di salsa allo yoghurt decorata con pezzetti di erba cipollina. Una porzione d'insalata verde ed un panino integrale sono degni accompagnatori di questo piatto. Vino bianco, meglio se un Ribolla.
giovedì 29 dicembre 2011
Capodanno allo... zenzero !
Vitello allo zenzero in gelatina
Ingredienti:
850 gr. di vitello (girello)
1carota,1sedano ,2 scalogni
2 dadi di gelatina
1 bicchiere di vino bianco
1 lt di brodo
zenzero ,anche in polvere,sale ,pepe, olio extravergine di oliva
Rosolate il girello ben bene con 3 cucchiai di olio, unite la carota, il sedano e lo scalogno tagliati a dadini. Poi salate,pepate e sfumate la base con il vino. Fate evaporare in parte e coprite,va in cottura a fuoco basso per un'ora circa, girandolo. Quando è cotto va tolto dalla casseruola ,ed avvolta nell'alluminio.Una volta freddo si taglia a fette e si pone su di un piatto di portata. Frullate il fondo di cottura e versate la salsa ottenuta sulla carne. Preparate la gelatina con il brodo ,seguendo le istruzioni riportate sui dadi e poi lasciatela raffreddare.Tagliate scagliette lo zenzero e spargetele sul piatto,oppure usate la polvere. Infine versare la gelatina ancora tiepida e morbida sulle fette di girello,in un primo strato. Decorate con delle sottili fette di limone e dei ciuffetti di prezzemolo ed ultimate con un ulteriore strato di gelatina in modo da avere tutto sotto "vetro". Buon Appetito !
Ingredienti:
850 gr. di vitello (girello)
1carota,1sedano ,2 scalogni
2 dadi di gelatina
1 bicchiere di vino bianco
1 lt di brodo
zenzero ,anche in polvere,sale ,pepe, olio extravergine di oliva
Rosolate il girello ben bene con 3 cucchiai di olio, unite la carota, il sedano e lo scalogno tagliati a dadini. Poi salate,pepate e sfumate la base con il vino. Fate evaporare in parte e coprite,va in cottura a fuoco basso per un'ora circa, girandolo. Quando è cotto va tolto dalla casseruola ,ed avvolta nell'alluminio.Una volta freddo si taglia a fette e si pone su di un piatto di portata. Frullate il fondo di cottura e versate la salsa ottenuta sulla carne. Preparate la gelatina con il brodo ,seguendo le istruzioni riportate sui dadi e poi lasciatela raffreddare.Tagliate scagliette lo zenzero e spargetele sul piatto,oppure usate la polvere. Infine versare la gelatina ancora tiepida e morbida sulle fette di girello,in un primo strato. Decorate con delle sottili fette di limone e dei ciuffetti di prezzemolo ed ultimate con un ulteriore strato di gelatina in modo da avere tutto sotto "vetro". Buon Appetito !
lunedì 19 dicembre 2011
Qualche idea per i pranzi delle vacanze...
LA PASTA AL FORNO DI MARINA

Ingredienti per 6 persone :
200 gr. zucchine
100 gr. funghi champignon
2 carote, 1 scalogno
50 gr. sedano
150 gr. prosciutto di Praga
60 gr. parmigiano grattuggiato
250 gr. lasagne
olio,sale ,pepe q.b.
Besciamella :
70 gr. burro
60 gr. farina
1 lt. latte
noce moscata,sale .
Ricetta : Tagliare le verdure a julienne, i funghi a fettine, e poi fare appassire il tutto in tre cucchiai di olio.
Tagliare il prosciutto. Comporre la besciamella: dopo aver fatto sciogliere il burro e raffreddare, mescolare gli ingredienti un po' alla volta per evitare i grumi.Lessare la pasta delle lasagne. Alternare in una pirofila imburrata la pasta,le verdure, la besciamella, la pasta di nuovo e poi il prosciutto, il parmigiano e la besciamella e di nuovo la pasta...Si termina con la besciamella su cui si appoggeranno dei fiocchetti di burro. Va messa in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti.
Ingredienti per 6 persone :
200 gr. zucchine
100 gr. funghi champignon
2 carote, 1 scalogno
50 gr. sedano
150 gr. prosciutto di Praga
60 gr. parmigiano grattuggiato
250 gr. lasagne
olio,sale ,pepe q.b.
Besciamella :
70 gr. burro
60 gr. farina
1 lt. latte
noce moscata,sale .
Ricetta : Tagliare le verdure a julienne, i funghi a fettine, e poi fare appassire il tutto in tre cucchiai di olio.
Tagliare il prosciutto. Comporre la besciamella: dopo aver fatto sciogliere il burro e raffreddare, mescolare gli ingredienti un po' alla volta per evitare i grumi.Lessare la pasta delle lasagne. Alternare in una pirofila imburrata la pasta,le verdure, la besciamella, la pasta di nuovo e poi il prosciutto, il parmigiano e la besciamella e di nuovo la pasta...Si termina con la besciamella su cui si appoggeranno dei fiocchetti di burro. Va messa in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti.
lunedì 12 dicembre 2011
Quasi alla fine di un altro anno...
" E tutto insieme, tutte le voci,
tutte le mete, tutti i desideri,
tutti i dolori, tutta la gioia,tutto il dolore,
tutto il bene ed il male,
tutto insieme era il mondo.
Tutto insieme era il fiume del divenire,
era la musica della vita. "
(Hermann Hesse - Siddharta )
tutte le mete, tutti i desideri,
tutti i dolori, tutta la gioia,tutto il dolore,
tutto il bene ed il male,
tutto insieme era il mondo.
Tutto insieme era il fiume del divenire,
era la musica della vita. "
(Hermann Hesse - Siddharta )
Crema di ceci e mazzancolle
Ingredienti: ( 4 pers.)
1 scalogno
1 rametto di rosmarino
3 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di salsa
1 vasetto di ceci lessati
1/2 litro di brodo vegetale
2 hg di mazzancolle
pane casereccio
sale, zenzero q.b.
Ricetta :
In una casseruola preferibilmente antiaderente, mettete lo scalogno tagliato fine e fatelo sciogliere in due cucchiai di olio. Aggiungete i ceci, precedentemente sciacquati e fateli rosolare delicatamente, poi mescolate.
Aggiungete il brodo un po' alla volta e lasciate andare fino a che i ceci non saranno morbidi . Togliete la pentola dal fuoco e con un frullino ad immersione trasformate la minestra di ceci in una crema a cui aggiungerete il cucchiaio di salsa ed il rametto intero di rosmarino, mescolando il tutto con delicatezza. Lasciatela coperta e procedete con le mazzancolle. Verranno lavate prima sotto l'acqua fredda e poi sgusciate partendo dalla zona delle zampette. Una volta pronte vanno fatte saltare in padella con un goccio d'olio smuovendole con la punta di un mestolo di legno. Quando avranno cambiato colore da grigie a rosa e si saranno arrotondate, sono pronte. Spolveratele con lo zenzero e giratele. A questo punto si dovrà rimettere la crema di ceci sul fuoco, per poterla servire ben calda , aggiungeremo quindi le mazzancolle ed aggiusteremo di sale. La zuppa va servita in un piatto fondo su cui avremo prima posto una fetta di pane casereccio. Buon appetito !
Possiamo consigliare come vino, un bianco aromatico come il Weissburgunder o il Gewurztraminer, ottimi vini altoatesini .
1 scalogno
1 rametto di rosmarino
3 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di salsa
1 vasetto di ceci lessati
1/2 litro di brodo vegetale
2 hg di mazzancolle
pane casereccio
sale, zenzero q.b.
Ricetta :
In una casseruola preferibilmente antiaderente, mettete lo scalogno tagliato fine e fatelo sciogliere in due cucchiai di olio. Aggiungete i ceci, precedentemente sciacquati e fateli rosolare delicatamente, poi mescolate.
Aggiungete il brodo un po' alla volta e lasciate andare fino a che i ceci non saranno morbidi . Togliete la pentola dal fuoco e con un frullino ad immersione trasformate la minestra di ceci in una crema a cui aggiungerete il cucchiaio di salsa ed il rametto intero di rosmarino, mescolando il tutto con delicatezza. Lasciatela coperta e procedete con le mazzancolle. Verranno lavate prima sotto l'acqua fredda e poi sgusciate partendo dalla zona delle zampette. Una volta pronte vanno fatte saltare in padella con un goccio d'olio smuovendole con la punta di un mestolo di legno. Quando avranno cambiato colore da grigie a rosa e si saranno arrotondate, sono pronte. Spolveratele con lo zenzero e giratele. A questo punto si dovrà rimettere la crema di ceci sul fuoco, per poterla servire ben calda , aggiungeremo quindi le mazzancolle ed aggiusteremo di sale. La zuppa va servita in un piatto fondo su cui avremo prima posto una fetta di pane casereccio. Buon appetito !
Possiamo consigliare come vino, un bianco aromatico come il Weissburgunder o il Gewurztraminer, ottimi vini altoatesini .
domenica 27 novembre 2011
lunedì 21 novembre 2011
Monte Bianco caffè
Si tratta di un caffè speciale:
-un espresso da bar (o un caffè di moka corto, se lo fai a casa tua)
-1 cucchiaino di cioccolato in polvere
- schiuma di latte compatta e densa, fino all'orlo !
* va servito in un bicchiere o in tazza di vetro *

-un espresso da bar (o un caffè di moka corto, se lo fai a casa tua)
-1 cucchiaino di cioccolato in polvere
- schiuma di latte compatta e densa, fino all'orlo !
* va servito in un bicchiere o in tazza di vetro *
domenica 20 novembre 2011
Storie e....dolcezze dalla Sardegna
ACCABADORA - Michela Murgia - ed. Einaudi 2009
Questa è veramente una storia che porta indietro nel tempo, senza una definizione assoluta di quanto indietro si riesca ad andare. E'ambientata nella Sardegna dei silenzi e dei sommessi patti omertosi, dei misteri chiusi nel ritmo e nei suoni di un antico linguaggio. Maria è l'ultima figlia di una madre vedova, che in un momento di difficoltà la affida come "fill'e anima" ad un'anziana sarta, donna rispettata ed in un certo senso anche temuta dai suoi compaesani. L'affidare i figli a chi li può far crescere meglio, è una consuetudine sociale che non toglie alla famiglia d'origine nessun diritto.
Nell'intrecciarsi delle loro vite si genera la vicenda, perchè per Bonaria e Maria, essere madre e figlia d'anima, ha il sapore della speciale intesa che si crea tra chi si è scelto. Bonaria ha scelto Maria e per lei cuce una vita diversa da quella che l'aspettava e Maria ha scelto di vivere con lei. La donna insegnerà alla bambina testarda e solitaria, l'attenzione e la cura per sè e per il lavoro, ciò che è importante sapere per poter superare i momenti duri dell'esistenza ed ancora come accogliere la vita e la morte con uguale umiltà.
Bonaria rappresenta una donna senza tempo, custode di saperi millenari , che ha accettato il suo destino semplicemente. Quando Maria scoprirà il ruolo ultimo di Bonaria ne rimarrà sconvolta e turbata. Bonaria è l'accabadora, colei porta a termine il destino , portando a chi lo chiede la fine pietosa.
L'ultima madre, che chiude il cerchio della vita. La fill'e anima avrà in eredità da lei, se vorrà, saperi e destino.
Una scrittura poetica e ricca di immagini questa di Michela Murgia, senza scivolate emotive, chiara e limpida come il mare della sua isola .
Nell'intrecciarsi delle loro vite si genera la vicenda, perchè per Bonaria e Maria, essere madre e figlia d'anima, ha il sapore della speciale intesa che si crea tra chi si è scelto. Bonaria ha scelto Maria e per lei cuce una vita diversa da quella che l'aspettava e Maria ha scelto di vivere con lei. La donna insegnerà alla bambina testarda e solitaria, l'attenzione e la cura per sè e per il lavoro, ciò che è importante sapere per poter superare i momenti duri dell'esistenza ed ancora come accogliere la vita e la morte con uguale umiltà.
Bonaria rappresenta una donna senza tempo, custode di saperi millenari , che ha accettato il suo destino semplicemente. Quando Maria scoprirà il ruolo ultimo di Bonaria ne rimarrà sconvolta e turbata. Bonaria è l'accabadora, colei porta a termine il destino , portando a chi lo chiede la fine pietosa.
L'ultima madre, che chiude il cerchio della vita. La fill'e anima avrà in eredità da lei, se vorrà, saperi e destino.
Una scrittura poetica e ricca di immagini questa di Michela Murgia, senza scivolate emotive, chiara e limpida come il mare della sua isola .
venerdì 14 ottobre 2011
E' già ottobre...
Spezzatino autunnale di lonza con pere e zucca e salvia
Ingredienti per 4 p.
500 gr. di lonza di maiale a pezzetti
1 cipolla bionda o 2 scalogni
2 pere william sode
200 gr di zucca mantovana sbucciata e tagliata a tocchetti
se possibile stessa misura della carne
3 foglie di salvia
2 cucchiai di aceto balsamico
2 cucchiai di olio extra vergine
20 gr di burro
sale e pepe
Mettere il burro e l’olio in una padella lasciar sciogliere a
fuoco moderato e aggiungere la cipolla tagliata finemente . Quando è appassita
aggiungere la carne, rosolare bene, unire la zucca, la salvia, salare , coprire
e cuocere per 10 minuti ( se occorresse aggiungere acqua calda).
Trascorso questo tempo aggiungere le pere sbucciate e
tagliate a tocchetti grossi, e cuocere per altri 10 min. coperto.
Bagnare con l’aceto balsamico, lasciare evaporare, unire il
pepe e gustare.
E' tempo di un buon risotto al "radicchio ed arancia" per dare il benvenuto all'autunno... ancora un po' indeciso !!
Per 4 persone
300 gr. di riso (perfetto in questo risotto la qualità
vialone nano, con chicchi tondi che dopo la cottura risulteranno morbidi ma consistenti).
180 gr. di radicchio rosso
1 arancia grossa o 2 piccole
2 o 3 scalogni sbucciati e affettati finemente
olio extra vergine d’oliva
sale e pepe
Pulire il radicchio tagliandolo a falde non grosse.
Sbucciare l’arancia e pelarla a vivo facendo questa operazione su di un piatto
che raccolga il succo.
Rosolare dolcemente gli scalogni affettati in 2 cucchiai di
olio finchè saranno morbidie trasparenti, aggiungere il radicchio, gli spicchi
d’arancia e il succo , salare
leggermente e dopo un paio di minuti spegnere la fiamma.
Nel frattempo lessate il riso in poca acqua calda salata ,
raggiunto la cottura eliminate l’acqua avanzata (non scolatelo deve rimanere
morbido) e aggiungete il radicchio con l' arancia , mescolate e dopo aver dato
un giro di olio di qualità servite caldo. Il pepe è facoltativo.
domenica 2 ottobre 2011
Dai libri portati in vacanza...
La città che profuma di coriandolo e cannella
Le ricette, i sapori e le storie di Damasco
di Rafik Shami e Marie Fadel
Garzanti - 2010
Si tratta si un libro scritto da Rafik Shami, scrittore damasceno che dal 1971 si trova in esilio in Germania per motivi politici,e che vuol far conoscere, attraverso un passaggio fra i ricordi della sua famiglia e le tradizioni locali , il profumo e il delizioso insieme dei sapori della cucina di Damasco. Forse non avrebbe potuto realizzare questo desiderio che coltivava da anni senza il prezioso aiuto della sorella Marie Fadel, che abita a Damasco e decide di aiutarlo. Per telefono, Marie lo accompagna idealmente in un percorso attraverso le vie ed i vicoli della loro città, tra i ricordi della loro infanzia , sposta il velo della lontananza e cosi assieme alle parole della sorella, arrivano a lui anche il profumo di caffè al cardamomo delle antiche caffetterie, le ricette saporite delle zie e gli odori della città mediorientale. Rafik tra immagini, sensazioni e ricordi scrive un testo che è un vero viaggio gastronomico, deliziosamente retrò, in cui conduce il lettore ad assaporare il vero spirito della sua città. E tra le viuzze e le vie del centro di Damasco, città delle sette porte, non solo s'incontra la storia della più antica e cosmopolita città del mondo, ma si riescono ad apprezzare anche i suoi sapori ....molte infatti sono le ricette citate, tratte dalle cucine di nonne e zie...
..."Zia Salime diceva che il tabbuleh è l'unica insalata che non viene mai servita in occasioni tristi ." (pag.21)
sabato 24 settembre 2011
Back Home
Eccoci qui dopo quasi due mesi di latitanza... è ora di rimettersi ai fornelli ! In pentola bolle un'altra storia....
lunedì 20 giugno 2011
Antipasto o brunch , magari in terrazza ?
INVOLTINI DI UOVA E ZUCCHINE
Ingredienti x 4 persone:
2 grosse zucchine
4 uova sode
olio extravergine d'oliva, aceto balsamico, timo,pepe, sale
Procedimento:
Lavate bene le zucchine e tagliatele a fette abbastanza sottili. Grigliatele,dopo averle leggermente bagnate con l'olio in modo che non si attacchino alla padella antiaderente. Quindi posatele in un piatto e spruzzatele con l'aceto balsamico. Sale ,pepe e timo e poi lasciate marinare per circa 15 minuti.
Intanto rassodate le uova e poi, una volta fredde, tagliatele in spicchi .Prendete le zucchine, fatele leggermente sgocciolare dalla marinata ed avvolgetele attorno ad ogni spicchio d'uovo sodo, fermandole con uno stecchino. Una volta messi gli involtini così ottenuti in un piatto di portata, vanno irrorati con un filo d'olio crudo ed una leggera spolverata di timo. Piatto freddo semplice, ma efficace !
COPPETTE DI FORMAGGIO AL BASILICO
Ingredienti :
2etti di crescenza o stracchino
1mazzetto di basilico
olio extravergine ,pepe ,sale
Procedimento :
Lavate bene il basilico ed asciugatelo con delicatezza , se le foglie sono grandi, dividetele in due o tre pezzi con le mani.
In ciotole monoporzione alternate a strati, un filo d'olio, un bel cucchiaio di crescenza, e del basilico. Aggiungete una spruzzata di pepe,senza esagerare. L'ultimo strato sarà di basilico. Si potrà decorare con mezzo pomodorino pachino messo sopra. Porre in frigo per almeno 30 minuti .
Ben si accompagnano al piatto precedente !
Ingredienti x 4 persone:
2 grosse zucchine
4 uova sode
olio extravergine d'oliva, aceto balsamico, timo,pepe, sale
Procedimento:
Lavate bene le zucchine e tagliatele a fette abbastanza sottili. Grigliatele,dopo averle leggermente bagnate con l'olio in modo che non si attacchino alla padella antiaderente. Quindi posatele in un piatto e spruzzatele con l'aceto balsamico. Sale ,pepe e timo e poi lasciate marinare per circa 15 minuti.
Intanto rassodate le uova e poi, una volta fredde, tagliatele in spicchi .Prendete le zucchine, fatele leggermente sgocciolare dalla marinata ed avvolgetele attorno ad ogni spicchio d'uovo sodo, fermandole con uno stecchino. Una volta messi gli involtini così ottenuti in un piatto di portata, vanno irrorati con un filo d'olio crudo ed una leggera spolverata di timo. Piatto freddo semplice, ma efficace !
COPPETTE DI FORMAGGIO AL BASILICO
Ingredienti :
2etti di crescenza o stracchino
1mazzetto di basilico
olio extravergine ,pepe ,sale
Procedimento :
Lavate bene il basilico ed asciugatelo con delicatezza , se le foglie sono grandi, dividetele in due o tre pezzi con le mani.
In ciotole monoporzione alternate a strati, un filo d'olio, un bel cucchiaio di crescenza, e del basilico. Aggiungete una spruzzata di pepe,senza esagerare. L'ultimo strato sarà di basilico. Si potrà decorare con mezzo pomodorino pachino messo sopra. Porre in frigo per almeno 30 minuti .
Ben si accompagnano al piatto precedente !
venerdì 10 giugno 2011
Il cielo estivo, l'invidia e la grandezza esponenziale dell'amore ... spiegato ai bambini
IL SOLE E LA NUVOLA...
" Il sole viaggiava in cielo, allegro e glorioso sul suo carro di fuoco, gettando i suoi raggi in tutte le direzioni, con gran rabbia di una nuvola di umore temporalesco,che borbottava:
-- Sciupone, mano bucata, butta via i tuoi raggi, vedrai quanti te ne rimangono.
Nelle vigne ogni acino d'uva che maturava sui tralci rubava un raggio al minuto, o anche due; e non c'era filo d'erba, o ragno, o fiore,o goccia d'acqua, che non si prendesse la sua parte.
-- Lascia, lascia che tutti ti derubino: vedrai come ti ringrazieranno, quando non avrai più niente da farti rubare.
Il sole continuava allegramente il suo viaggio, regalando raggi a milioni, a miliardi,senza contarli.
Solo al tramonto contò i raggi che gli rimanevano : e guarda un po', non gliene mancava neanche uno.
La nuvola, per la sorpresa, si sciolse in grandine.
Il sole si tuffò allegramente nel mare. "
Gianni Rodari --Favole al telefono 1962--
" Il sole viaggiava in cielo, allegro e glorioso sul suo carro di fuoco, gettando i suoi raggi in tutte le direzioni, con gran rabbia di una nuvola di umore temporalesco,che borbottava:
-- Sciupone, mano bucata, butta via i tuoi raggi, vedrai quanti te ne rimangono.
Nelle vigne ogni acino d'uva che maturava sui tralci rubava un raggio al minuto, o anche due; e non c'era filo d'erba, o ragno, o fiore,o goccia d'acqua, che non si prendesse la sua parte.
-- Lascia, lascia che tutti ti derubino: vedrai come ti ringrazieranno, quando non avrai più niente da farti rubare.
Il sole continuava allegramente il suo viaggio, regalando raggi a milioni, a miliardi,senza contarli.
Solo al tramonto contò i raggi che gli rimanevano : e guarda un po', non gliene mancava neanche uno.
La nuvola, per la sorpresa, si sciolse in grandine.
Il sole si tuffò allegramente nel mare. "
Gianni Rodari --Favole al telefono 1962--
giovedì 2 giugno 2011
E..state al fresco !!!
Insalata al melone
Ingredienti ( 4pers.) : 1 melone profumato
1avocado maturo
50 gr. di scaglie di grana
1lime ( il succo)
1 cucchiaio d'aceto balsamico
2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
erba cipollina, semi di sesamo tostati, sale e pepe rosa o bianco
Procedimento : Si taglia il melone, precedentemente tenuto al fresco, insieme all'avocado in pezzi nè piccoli nè grossi e si pone il tutto in una ciotola di vetro in cui si avrà l'accortezza di sistemare delle foglie pulite di lattuga freschissima. Si aggiunge anche la metà delle scaglie di grana. A parte si prepara il condimento, mescolando l'olio al succo di lime , sale e pepe q.b. , un po' di erba cipollina tagliata e una manciatina di semi di sesamo . Il sesamo però deve essere prima leggermente tostato in padella con una goccia d'olio, quando si colora leggermente, si toglie dal fuoco e si lascia raffreddare. In ultimo si unisce al condimento l'aceto balsamico e si mescola con delicatezza il tutto. Una volta ottenuto , il condimento si versa sui pezzi di melone ed avocado, a cui si uniscono le restanti scaglie di grana. Va posto in frigo per 15' prima di essere servito.
E' ottimo come antipasto o come un leggero secondo piatto !
Ingredienti ( 4pers.) : 1 melone profumato
1avocado maturo
50 gr. di scaglie di grana
1lime ( il succo)
1 cucchiaio d'aceto balsamico
2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
erba cipollina, semi di sesamo tostati, sale e pepe rosa o bianco
E' ottimo come antipasto o come un leggero secondo piatto !
martedì 17 maggio 2011
Carciofi romani ripieni
Ingredienti :
4 carciofi romani ( tipo mamma ) x 4 persone
3 fette di pan carrè senza crosta
2cucchiai di parmigiano grattuggiato
1 cucchiaio di mandorle
1 cucchiaio di prezzemolo
1spicchio d'aglio
3 cucchiai d'olio d'oliva extravergine
sale e pepe q.b.
Procedimento :
Lavare i carciofi e pulirli togliendo le foglie grosse più esterne, ma non i sepali ovvero quelle piccole sul gambo, che serviranno a renderli più digeribili.
Tritare il pane, le mandorle, il prezzemolo e l'aglio mettendo il tutto nel mixer. Una volta ottenuto il trito si aggiunge il parmigiano grattato ed un cucchiaio d'olio,poi si aggiusta di sale e pepe ed infine si mescola per ottenere un impasto.
Dopo aver fatto un po' asciugare i carciofi a testa in giù sopra un panno, si allarga la corolla con le dita e li si riempie con l'impasto. In una casseruola capiente e leggermente unta con un cucchiaio d'olio, si posano dunque i carciofi ripieni e si va a riempire la padella con acqua un po' salata fino a metà altezza dei carciofi, versandola un po' alla volta. Vanno messi a cuocere col coperchio a fuoco medio per circa mezz'ora.
Una volta pronti per essere mangiati , si consiglia di irrorarli con un ultimo cucchiaio di olio, crudo .
Bon Appetit !
4 carciofi romani ( tipo mamma ) x 4 persone
3 fette di pan carrè senza crosta
2cucchiai di parmigiano grattuggiato
1 cucchiaio di mandorle
1 cucchiaio di prezzemolo
1spicchio d'aglio
3 cucchiai d'olio d'oliva extravergine
sale e pepe q.b.
Procedimento :
Lavare i carciofi e pulirli togliendo le foglie grosse più esterne, ma non i sepali ovvero quelle piccole sul gambo, che serviranno a renderli più digeribili.
Tritare il pane, le mandorle, il prezzemolo e l'aglio mettendo il tutto nel mixer. Una volta ottenuto il trito si aggiunge il parmigiano grattato ed un cucchiaio d'olio,poi si aggiusta di sale e pepe ed infine si mescola per ottenere un impasto.
Dopo aver fatto un po' asciugare i carciofi a testa in giù sopra un panno, si allarga la corolla con le dita e li si riempie con l'impasto. In una casseruola capiente e leggermente unta con un cucchiaio d'olio, si posano dunque i carciofi ripieni e si va a riempire la padella con acqua un po' salata fino a metà altezza dei carciofi, versandola un po' alla volta. Vanno messi a cuocere col coperchio a fuoco medio per circa mezz'ora.
Una volta pronti per essere mangiati , si consiglia di irrorarli con un ultimo cucchiaio di olio, crudo .
Bon Appetit !
domenica 15 maggio 2011
Frittatine semplici delle monache
Da una ricetta di zia Norina...
Ingredienti :
8 uova ( per 20 frittatine)
4 foglie di lattuga lavata ed
1 manciata di foglie di basilico fresco, lavate e lasciate asciugare all'aria
qualche foglia di prezzemolo
100 gr. di parmigiano grattuggiato
1 cucchiaio di latte
sale e pepe q.b.
Procedimento :
Consiglio : al trito di verdure si può aggiungere, se piace , del prosciutto cotto sminuzzato.
lunedì 2 maggio 2011
Il punto !
A questo punto , facendo un rapido giro sulle pagine del blog, ci siamo rese conto che la maggior parte dei piatti proposti, ricavati o trascritti dai testi che abbiamo letto, sono quasi sempre dei "primi"... o dei dolci .
La ragione è che noi due preferiamo di gran lunga un bel primo piatto elaborato, a qualsiasi altra cosa e spesso usiamo offrirli alle nostre famiglie come piatti unici. Ma dato che il nostro apprezzamento in materia culinaria, "sale i monti e gira i colli " , prossimamente daremo spazio a gustosi piatti a base di verdure, non solo contorni, ma vere pietanze !
Monica e Gioia
La ragione è che noi due preferiamo di gran lunga un bel primo piatto elaborato, a qualsiasi altra cosa e spesso usiamo offrirli alle nostre famiglie come piatti unici. Ma dato che il nostro apprezzamento in materia culinaria, "sale i monti e gira i colli " , prossimamente daremo spazio a gustosi piatti a base di verdure, non solo contorni, ma vere pietanze !
Monica e Gioia
domenica 1 maggio 2011
Risotto alla milanese
500gr. di riso carnaroli o vialone nano
100gr. di burro
50gr. di midollo di bue
1cipolla bionda
1l.di brodo di carne
2 bei pizzichi di pistilli di zafferano
parmigiano grattato
Procedimento:
Mettere in una casseruola , o pentola antiaderente, 50gr.di burro, la cipolla finemente tritata ed una volta appassita, aggiungere prima il midollo tritato e poi il riso. Mescolare, il riso si dovrà leggermente tostare. Pian piano aggiungere il brodo caldo. Nel caso fosse necessario, aggiustare di sale.Preparare lo zafferano macinato e sciolto in una tazza con un po' d'acqua calda. Quando il riso sarà cotto unire lo zafferano, mescolando bene. Spento il fuoco si farà mantecare il riso con gli altri 50gr. di burro ed il parmigiano grattuggiato.
Il risotto va servito ben caldo e decorato con qualche pistillo di zafferano.
giovedì 28 aprile 2011
Pinocchio e ..la fame
Pinocchio era la rappresentazione simbolica e pittoresca di un bambino dell'ottocento, figlio di povera gente, secco e monello, sempre affamato di tutto. Il suo destino poteva anche essere quello di finire come un asino morto in fondo al mare, ma Collodi volle disegnare un finale diverso per lui, una prospettiva più rosea, quella di essere "salvato" da una signora, dai capelli turchini, e finire invece come un bravo bambino borghese , in carne ed ossa ...
Tra le tante disavventure gli capitò dunque di essere trasformato, a causa della sua dabbenaggine, in un somaro . Pinocchio si trovò perciò a mangiare paglia e fieno e sognare il cibo vero...
"Allora prese una boccata di paglia tritata: ma in quel mentre che la masticava
si dovè accorgere che il sapore della paglia tritata non somigliava punto nè al
risotto alla milanese nè ai maccheroni alla napoletana. " (C.Collodi)
"Allora prese una boccata di paglia tritata: ma in quel mentre che la masticava
si dovè accorgere che il sapore della paglia tritata non somigliava punto nè al
risotto alla milanese nè ai maccheroni alla napoletana. " (C.Collodi)
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