E' già arrivato il tempo di chiacchere, crostoli e frappe o gasse che dir si voglia , così sottili e profumate sembrano mascherine del carnevale...ma piuttosto che sugli occhi è meglio mettersele in bocca e.... che il colesterolo vada a farsi benedire, per una volta !!!!
RICETTA DEI CROSTOLI DELLA NONNA ANNA
Quel che occorre :
1/2 kg di farina bianca 00
100 gr di zucchero
50 gr di burro
2 uova
1 bustina di lievito
buccia di limone non trattato
1/2 fialetta di aroma alla vaniglia
1 bicchierino di grappa
1 bicchiere di latte
1 pizzico di sale
olio di arachide per friggere
zucchero a velo per decorare
Come si procede :
.Lavate il limone e grattatene un po'di buccia. Fate sciogliere il burro a bagno maria e lasciatelo raffreddare a parte.In una terrina mescolate la farina con lo zucchero ed il lievito, unite poi il sale e le uova e l'aroma di vaniglia. Aggiungete ancora il latte, la grappa ed il burro sciolto e raffreddato.Continuando a mescolare unitevi la buccia del limone. Otterrete alla fine un impasto morbido che dovrete lavorare anche con le mani. L'impasto va lasciato riposare per circa 1/2 ora e poi va spianato con il mattarello fino ad avere una sfoglia un po' sottile. La sfoglia va tagliata in rombi con la rotella ondulata dei ravioli. Ora i rombi di pasta vanno fatti friggere in abbondante olio di arachide bollente. Una volta girati e fritti bene si tolgono dalla padella e si fanno un po' asciugare sulla carta da cucina. Occorrerà essere delicati nel manovrarli perchè si possono rompere. Vanno serviti spolverati di zucchero a velo e se vogliamo dirla tutta anche con accanto una salsa di ribes o lamponi calda..
Buon carnevale a tutti !!!
Amanti della lettura e della buona cucina, a volte dentro un romanzo, nell'intreccio di un giallo d'autore o in un racconto di viaggi in terre lontane si nascondono delle chicche culinarie...tutte da sperimentare. Quindi... benvenuti in cucina !
domenica 10 febbraio 2013
mercoledì 21 novembre 2012
Zuppe, che passione!!
In previsione di qualcosa che riscaldi le nostre sere d'inverno che per la verità ora sembrano ancora lontane...ecco qui la ricetta di una zuppa "hot", che mi hanno consigliato di chiamare "Torriente de Fuego".
Gli ingredienti sono perfettamente in tema con l'autunno...ma la differenza la fa una speciale salsa calabrese al peperoncino...che naturalmente si ottiene facendo macerare nell'olio d'oliva a bassa acidità, una quantità smodata di peperoncini freschi,due spicchi d'aglio, alcune foglie di salvia ed un poco di prezzemolo, il tutto ridotto in poltiglia e poi lasciato decantare in santa pace in un barattolino di vetro opportunamente sterilizzato, con l'aggiunta di 2 bacche di ginepro, per almeno dieci giorni . (Il sole dell'estate imprigionato in un vasetto di vetro!)
Quel che serve :
1/4 di verza, tolte le foglie esterne
1/2 zucca mantovana di medie dimensioni
1 porro
1 lt.di brodo vegetale ristretto
1 cucchiaio di passata di pomodoro
2 cucchiaini di salsa al peperoncino
2 manciate di pasta corta (mezzi fusilli o pipette rigate )
2 cucchiaini di salsa al peperoncino
2 manciate di pasta corta (mezzi fusilli o pipette rigate )
sale q.b. -------------------------------------------
Lavate e sbollentate un po' la verza e la polpa della zucca tagliata a pezzi grossi. Questo ridurrà i tempi di cottura. Si può farlo anche il giorno prima, così come il brodo.
Quel che si fa ora :
In una pentola un po' alta mettete a scaldare 3 cucchiai d'olio d'oliva a cui aggiungerete 1/2 porro tagliato a rondelle sottili, non dovrà soffriggere ma solo rosolare leggermente. Unite la verza e la zucca , che saranno scolate e ridotte in piccoli pezzetti. Lasciate insaporire mescolando e poi aggiungete il cucchiaio di passata , infine senza fretta, il brodo. Portate ad ebollizione, quindi buttate la pasta, mescolando il tutto con delicatezza ripetutamente.Quando la pasta sarà quasi a fine cottura , circa 10 minuti dopo, aggiungete il 1/2 porro rimanente tagliato a rondelle sottili, aggiustate di sale ed incorporate la salsa al peperoncino. Mescolate la zuppa con delicatezza ,constatandone la consistenza che dovrebbe risultare cremosa e di un bel color arancione . Una zuppa "Torriente de Fuego"!
Buon Appetito !
Lavate e sbollentate un po' la verza e la polpa della zucca tagliata a pezzi grossi. Questo ridurrà i tempi di cottura. Si può farlo anche il giorno prima, così come il brodo.
Quel che si fa ora :
In una pentola un po' alta mettete a scaldare 3 cucchiai d'olio d'oliva a cui aggiungerete 1/2 porro tagliato a rondelle sottili, non dovrà soffriggere ma solo rosolare leggermente. Unite la verza e la zucca , che saranno scolate e ridotte in piccoli pezzetti. Lasciate insaporire mescolando e poi aggiungete il cucchiaio di passata , infine senza fretta, il brodo. Portate ad ebollizione, quindi buttate la pasta, mescolando il tutto con delicatezza ripetutamente.Quando la pasta sarà quasi a fine cottura , circa 10 minuti dopo, aggiungete il 1/2 porro rimanente tagliato a rondelle sottili, aggiustate di sale ed incorporate la salsa al peperoncino. Mescolate la zuppa con delicatezza ,constatandone la consistenza che dovrebbe risultare cremosa e di un bel color arancione . Una zuppa "Torriente de Fuego"!
Buon Appetito !
domenica 6 maggio 2012
Domenica è sempre domenica...
"Che fare ?".
Qualcun'altro si è già posto la domanda e non ricordo che risposta si è dato, ma quando mi lampeggia nella testa un " che fare ?", sembra quasi un avvertimento... Sbrigati a trovare una risposta sennò sono guai..." che fare ? "....mi chiedo in una tremenda domenica d'aprile, una di quelle " nè carne,nè pesce" per intenderci . Il tempo meteorologico non aiuta, è vago ed indeciso come se dopo aver aperto al sole caldo, ci ripensasse e allora giù acqua a catinelle, cielo plumbeo, poi il vento e le nuvole che corrono e fuori ancora il sole. Se sei in giro passi dalle scalmane al brivido senza soluzione di continuità... La famiglia vegeta sul divano o davanti al computer e non sembra interessata al mio rovello.
Se continua a martellarmi nel cervello finirò per annichilirmi del tutto, ogni volta che un'idea si affaccia, e spesso non è un gran che dico la verità, un'ondata di noia alta come uno tsunami mi travolge. Non sembra sia una cosa semplice arrivare a sera, non che abbia girato i pollici tutto il giorno, no perchè nonostante sia un giorno di festa ho lavorato, portato fuori il cane e poi strofinato, stirato, riposto...come una disperata . Senza ottenere risultati soddisfacenti giro intorno al fulcro del mio problema esistenziale, come se muovermi come una trottola ottundesse il malanimo che provo. Quanto più mi sento frustrata tanto più mi dedico ai lavori manuali e più sono automatici , più mi ci immergo. A volte mentre agito le mani, mi estraneo come se recitassi un mantra, una sottospecie di meditazione dinamica faidatè . La mente vola e sorvola, ma finora non ho comunque trovato il bandolo dell'intricata matassa che vorrei dipanare. Il senso delle cose, o meglio la direzione che prendono quando ti distrai per un attimo, il talento o meglio i talenti che coltivi, ma troppo poco e non ti sostengono sempre, perchè non sono imperituri e vanno esercitati...Non so se troverò entro oggi una risposta, almeno un' indicazione che mi porti a guardare avanti in un modo diverso, magari basterebbe provare a stirare gli angoli della bocca...tentare un sorriso, occorre un po' di fiducia...o forse serve urgentemente qualcosa di dolce, tipo...la
"LINZERTORTE"
Ingredienti :
250 gr di farina
250 gr di zucchero
1 bustina di zucchero vanigliato, 1 presina di sale, 1 punta di coltello di polvere di chiodi di
garofano, scorza di limone, 2 cucchiaini di lievito in polvere
250 gr di burro
250 gr di mandorle grattuggiate fini, non sbucciate
2 uova ed un tuorlo
1/2 vasetto di marmellata di mirtillo rosso, zucchero a velo e cannella in polvere
Ricetta :
Prima tagliare il burro a pezzetti e macinare le mandorle. Quindi setacciare la farina in una terrina e aggiungere il lievito, la polvere di chiodi di garofano e la scorza grattuggiata del limone. A parte sbattere bene le uova con lo zucchero, anche quello vanigliato e quando sono ben montate unirle alla farina e poi amalgamare il tutto. Se l'impasto dovesse essere un po'appiccicoso aggiungetevi un po' di farina. Distribuire su l'impasto il burro a pezzetti, ben ammorbidito e le mandorle macinate. Lavorare con cura fino ad ottenere una pasta liscia. Riponete la pasta in frigorifero, almeno per 30 minuti.. Presa una teglia da forno, ungerla e poi metterci 2/3 della pasta schiacciandola bene sul fondo. A questo punto vi si spalma la marmellata di mirtillo, facendo attenzione a non arrivare al bordo. Con il resto della pasta ,si fanno dei cordoncini , arrotolandoli tra le mani unite. Si dispongono infine a graticola sulla marmellata, fino a coprirne lo strato e poi si dovrà spennellare la pasta con un po' di tuorlo d'uovo sbattuto.
Si cuoce in forno preriscaldato a 180°, ventilato, per circa 45 minuti.
Una volta sfornata si lascia raffreddare e poi si cosparge di zucchero a velo ed un po' di cannella.
Qualcun'altro si è già posto la domanda e non ricordo che risposta si è dato, ma quando mi lampeggia nella testa un " che fare ?", sembra quasi un avvertimento... Sbrigati a trovare una risposta sennò sono guai..." che fare ? "....mi chiedo in una tremenda domenica d'aprile, una di quelle " nè carne,nè pesce" per intenderci . Il tempo meteorologico non aiuta, è vago ed indeciso come se dopo aver aperto al sole caldo, ci ripensasse e allora giù acqua a catinelle, cielo plumbeo, poi il vento e le nuvole che corrono e fuori ancora il sole. Se sei in giro passi dalle scalmane al brivido senza soluzione di continuità... La famiglia vegeta sul divano o davanti al computer e non sembra interessata al mio rovello.
Se continua a martellarmi nel cervello finirò per annichilirmi del tutto, ogni volta che un'idea si affaccia, e spesso non è un gran che dico la verità, un'ondata di noia alta come uno tsunami mi travolge. Non sembra sia una cosa semplice arrivare a sera, non che abbia girato i pollici tutto il giorno, no perchè nonostante sia un giorno di festa ho lavorato, portato fuori il cane e poi strofinato, stirato, riposto...come una disperata . Senza ottenere risultati soddisfacenti giro intorno al fulcro del mio problema esistenziale, come se muovermi come una trottola ottundesse il malanimo che provo. Quanto più mi sento frustrata tanto più mi dedico ai lavori manuali e più sono automatici , più mi ci immergo. A volte mentre agito le mani, mi estraneo come se recitassi un mantra, una sottospecie di meditazione dinamica faidatè . La mente vola e sorvola, ma finora non ho comunque trovato il bandolo dell'intricata matassa che vorrei dipanare. Il senso delle cose, o meglio la direzione che prendono quando ti distrai per un attimo, il talento o meglio i talenti che coltivi, ma troppo poco e non ti sostengono sempre, perchè non sono imperituri e vanno esercitati...Non so se troverò entro oggi una risposta, almeno un' indicazione che mi porti a guardare avanti in un modo diverso, magari basterebbe provare a stirare gli angoli della bocca...tentare un sorriso, occorre un po' di fiducia...o forse serve urgentemente qualcosa di dolce, tipo...la
"LINZERTORTE"
Ingredienti :
250 gr di farina
250 gr di zucchero
1 bustina di zucchero vanigliato, 1 presina di sale, 1 punta di coltello di polvere di chiodi di
garofano, scorza di limone, 2 cucchiaini di lievito in polvere
250 gr di burro
250 gr di mandorle grattuggiate fini, non sbucciate
2 uova ed un tuorlo
1/2 vasetto di marmellata di mirtillo rosso, zucchero a velo e cannella in polvere
Ricetta :
Prima tagliare il burro a pezzetti e macinare le mandorle. Quindi setacciare la farina in una terrina e aggiungere il lievito, la polvere di chiodi di garofano e la scorza grattuggiata del limone. A parte sbattere bene le uova con lo zucchero, anche quello vanigliato e quando sono ben montate unirle alla farina e poi amalgamare il tutto. Se l'impasto dovesse essere un po'appiccicoso aggiungetevi un po' di farina. Distribuire su l'impasto il burro a pezzetti, ben ammorbidito e le mandorle macinate. Lavorare con cura fino ad ottenere una pasta liscia. Riponete la pasta in frigorifero, almeno per 30 minuti.. Presa una teglia da forno, ungerla e poi metterci 2/3 della pasta schiacciandola bene sul fondo. A questo punto vi si spalma la marmellata di mirtillo, facendo attenzione a non arrivare al bordo. Con il resto della pasta ,si fanno dei cordoncini , arrotolandoli tra le mani unite. Si dispongono infine a graticola sulla marmellata, fino a coprirne lo strato e poi si dovrà spennellare la pasta con un po' di tuorlo d'uovo sbattuto.
Si cuoce in forno preriscaldato a 180°, ventilato, per circa 45 minuti.
Una volta sfornata si lascia raffreddare e poi si cosparge di zucchero a velo ed un po' di cannella.
venerdì 24 febbraio 2012
Pollo croccante ai pistacchi e mandole
Ingredienti x 4 persone:
4 fusi di pollo
4 sovracosce
1scalogno grosso
10 pistacchi
8 mandorle
4/5 cucchiai di pan grattato
sale, vino bianco, spezie ( rosmarino e timo )
aglio secco in polvere
olio extravergine di oliva
Salsa : 1yogurt greco0%,1 limone , sale e zenzero un pizzico, erba cipollina
Ricetta:
Lavate e spellate i pezzi di pollo e metteteli su di un piatto su cui avrete appoggiato un canovaccio, per asciugarli. In un mortaio, o se non l'avete nel trita-tutto, mettete prima le mandorle e i pistacchi e poi aggiungete il pangrattato l'aglio e le foglie del timo. Pestate, o tritate, fino ad ottenere un composto, che steso su di un piatto, servirà per impanare i pezzi del pollo.
In una padella larga antiaderente, fate scendere un filo d'olio d'oliva e accendete il fuoco , a basso regime. Tagliate lo scalogno e una volta messo nell'olio caldo, prima che frigga lo tirate con il vino bianco in modo che stufi per bene, poi aggiungete i pezzi di pollo impanati, alzate il fuoco, ma tenetelo a bada, coprendo ogni tanto con un coperchio. Salate il pollo, senza esagerare ed unite i rametti di rosmarino.Il pollo deve prima stufare un pochino per cuocere bene l'interno e poi arrostire per bene. Quasi a fine cottura spargete altro composto sulla carne .
Salsa : mescolate in una ciotola di vetro lo yogurt con il succo di limone, sale e zenzero e lasciatela riposare per il tempo di cottura del pollo.Tagliate a pezzetti l'erba cipollina.
Servite sovracoscia e fuso accompagnato da un po' di salsa allo yoghurt decorata con pezzetti di erba cipollina. Una porzione d'insalata verde ed un panino integrale sono degni accompagnatori di questo piatto. Vino bianco, meglio se un Ribolla.
4 fusi di pollo
4 sovracosce
1scalogno grosso
10 pistacchi
8 mandorle
4/5 cucchiai di pan grattato
sale, vino bianco, spezie ( rosmarino e timo )
aglio secco in polvere
olio extravergine di oliva
Salsa : 1yogurt greco0%,1 limone , sale e zenzero un pizzico, erba cipollina
Ricetta:
Lavate e spellate i pezzi di pollo e metteteli su di un piatto su cui avrete appoggiato un canovaccio, per asciugarli. In un mortaio, o se non l'avete nel trita-tutto, mettete prima le mandorle e i pistacchi e poi aggiungete il pangrattato l'aglio e le foglie del timo. Pestate, o tritate, fino ad ottenere un composto, che steso su di un piatto, servirà per impanare i pezzi del pollo.
In una padella larga antiaderente, fate scendere un filo d'olio d'oliva e accendete il fuoco , a basso regime. Tagliate lo scalogno e una volta messo nell'olio caldo, prima che frigga lo tirate con il vino bianco in modo che stufi per bene, poi aggiungete i pezzi di pollo impanati, alzate il fuoco, ma tenetelo a bada, coprendo ogni tanto con un coperchio. Salate il pollo, senza esagerare ed unite i rametti di rosmarino.Il pollo deve prima stufare un pochino per cuocere bene l'interno e poi arrostire per bene. Quasi a fine cottura spargete altro composto sulla carne .
Salsa : mescolate in una ciotola di vetro lo yogurt con il succo di limone, sale e zenzero e lasciatela riposare per il tempo di cottura del pollo.Tagliate a pezzetti l'erba cipollina.
Servite sovracoscia e fuso accompagnato da un po' di salsa allo yoghurt decorata con pezzetti di erba cipollina. Una porzione d'insalata verde ed un panino integrale sono degni accompagnatori di questo piatto. Vino bianco, meglio se un Ribolla.
giovedì 29 dicembre 2011
Capodanno allo... zenzero !
Vitello allo zenzero in gelatina
Ingredienti:
850 gr. di vitello (girello)
1carota,1sedano ,2 scalogni
2 dadi di gelatina
1 bicchiere di vino bianco
1 lt di brodo
zenzero ,anche in polvere,sale ,pepe, olio extravergine di oliva
Rosolate il girello ben bene con 3 cucchiai di olio, unite la carota, il sedano e lo scalogno tagliati a dadini. Poi salate,pepate e sfumate la base con il vino. Fate evaporare in parte e coprite,va in cottura a fuoco basso per un'ora circa, girandolo. Quando è cotto va tolto dalla casseruola ,ed avvolta nell'alluminio.Una volta freddo si taglia a fette e si pone su di un piatto di portata. Frullate il fondo di cottura e versate la salsa ottenuta sulla carne. Preparate la gelatina con il brodo ,seguendo le istruzioni riportate sui dadi e poi lasciatela raffreddare.Tagliate scagliette lo zenzero e spargetele sul piatto,oppure usate la polvere. Infine versare la gelatina ancora tiepida e morbida sulle fette di girello,in un primo strato. Decorate con delle sottili fette di limone e dei ciuffetti di prezzemolo ed ultimate con un ulteriore strato di gelatina in modo da avere tutto sotto "vetro". Buon Appetito !
Ingredienti:
850 gr. di vitello (girello)
1carota,1sedano ,2 scalogni
2 dadi di gelatina
1 bicchiere di vino bianco
1 lt di brodo
zenzero ,anche in polvere,sale ,pepe, olio extravergine di oliva
Rosolate il girello ben bene con 3 cucchiai di olio, unite la carota, il sedano e lo scalogno tagliati a dadini. Poi salate,pepate e sfumate la base con il vino. Fate evaporare in parte e coprite,va in cottura a fuoco basso per un'ora circa, girandolo. Quando è cotto va tolto dalla casseruola ,ed avvolta nell'alluminio.Una volta freddo si taglia a fette e si pone su di un piatto di portata. Frullate il fondo di cottura e versate la salsa ottenuta sulla carne. Preparate la gelatina con il brodo ,seguendo le istruzioni riportate sui dadi e poi lasciatela raffreddare.Tagliate scagliette lo zenzero e spargetele sul piatto,oppure usate la polvere. Infine versare la gelatina ancora tiepida e morbida sulle fette di girello,in un primo strato. Decorate con delle sottili fette di limone e dei ciuffetti di prezzemolo ed ultimate con un ulteriore strato di gelatina in modo da avere tutto sotto "vetro". Buon Appetito !
lunedì 19 dicembre 2011
Qualche idea per i pranzi delle vacanze...
LA PASTA AL FORNO DI MARINA

Ingredienti per 6 persone :
200 gr. zucchine
100 gr. funghi champignon
2 carote, 1 scalogno
50 gr. sedano
150 gr. prosciutto di Praga
60 gr. parmigiano grattuggiato
250 gr. lasagne
olio,sale ,pepe q.b.
Besciamella :
70 gr. burro
60 gr. farina
1 lt. latte
noce moscata,sale .
Ricetta : Tagliare le verdure a julienne, i funghi a fettine, e poi fare appassire il tutto in tre cucchiai di olio.
Tagliare il prosciutto. Comporre la besciamella: dopo aver fatto sciogliere il burro e raffreddare, mescolare gli ingredienti un po' alla volta per evitare i grumi.Lessare la pasta delle lasagne. Alternare in una pirofila imburrata la pasta,le verdure, la besciamella, la pasta di nuovo e poi il prosciutto, il parmigiano e la besciamella e di nuovo la pasta...Si termina con la besciamella su cui si appoggeranno dei fiocchetti di burro. Va messa in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti.
Ingredienti per 6 persone :
200 gr. zucchine
100 gr. funghi champignon
2 carote, 1 scalogno
50 gr. sedano
150 gr. prosciutto di Praga
60 gr. parmigiano grattuggiato
250 gr. lasagne
olio,sale ,pepe q.b.
Besciamella :
70 gr. burro
60 gr. farina
1 lt. latte
noce moscata,sale .
Ricetta : Tagliare le verdure a julienne, i funghi a fettine, e poi fare appassire il tutto in tre cucchiai di olio.
Tagliare il prosciutto. Comporre la besciamella: dopo aver fatto sciogliere il burro e raffreddare, mescolare gli ingredienti un po' alla volta per evitare i grumi.Lessare la pasta delle lasagne. Alternare in una pirofila imburrata la pasta,le verdure, la besciamella, la pasta di nuovo e poi il prosciutto, il parmigiano e la besciamella e di nuovo la pasta...Si termina con la besciamella su cui si appoggeranno dei fiocchetti di burro. Va messa in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti.
lunedì 12 dicembre 2011
Quasi alla fine di un altro anno...
" E tutto insieme, tutte le voci,
tutte le mete, tutti i desideri,
tutti i dolori, tutta la gioia,tutto il dolore,
tutto il bene ed il male,
tutto insieme era il mondo.
Tutto insieme era il fiume del divenire,
era la musica della vita. "
(Hermann Hesse - Siddharta )
tutte le mete, tutti i desideri,
tutti i dolori, tutta la gioia,tutto il dolore,
tutto il bene ed il male,
tutto insieme era il mondo.
Tutto insieme era il fiume del divenire,
era la musica della vita. "
(Hermann Hesse - Siddharta )
Crema di ceci e mazzancolle
Ingredienti: ( 4 pers.)
1 scalogno
1 rametto di rosmarino
3 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di salsa
1 vasetto di ceci lessati
1/2 litro di brodo vegetale
2 hg di mazzancolle
pane casereccio
sale, zenzero q.b.
Ricetta :
In una casseruola preferibilmente antiaderente, mettete lo scalogno tagliato fine e fatelo sciogliere in due cucchiai di olio. Aggiungete i ceci, precedentemente sciacquati e fateli rosolare delicatamente, poi mescolate.
Aggiungete il brodo un po' alla volta e lasciate andare fino a che i ceci non saranno morbidi . Togliete la pentola dal fuoco e con un frullino ad immersione trasformate la minestra di ceci in una crema a cui aggiungerete il cucchiaio di salsa ed il rametto intero di rosmarino, mescolando il tutto con delicatezza. Lasciatela coperta e procedete con le mazzancolle. Verranno lavate prima sotto l'acqua fredda e poi sgusciate partendo dalla zona delle zampette. Una volta pronte vanno fatte saltare in padella con un goccio d'olio smuovendole con la punta di un mestolo di legno. Quando avranno cambiato colore da grigie a rosa e si saranno arrotondate, sono pronte. Spolveratele con lo zenzero e giratele. A questo punto si dovrà rimettere la crema di ceci sul fuoco, per poterla servire ben calda , aggiungeremo quindi le mazzancolle ed aggiusteremo di sale. La zuppa va servita in un piatto fondo su cui avremo prima posto una fetta di pane casereccio. Buon appetito !
Possiamo consigliare come vino, un bianco aromatico come il Weissburgunder o il Gewurztraminer, ottimi vini altoatesini .
1 scalogno
1 rametto di rosmarino
3 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di salsa
1 vasetto di ceci lessati
1/2 litro di brodo vegetale
2 hg di mazzancolle
pane casereccio
sale, zenzero q.b.
Ricetta :
In una casseruola preferibilmente antiaderente, mettete lo scalogno tagliato fine e fatelo sciogliere in due cucchiai di olio. Aggiungete i ceci, precedentemente sciacquati e fateli rosolare delicatamente, poi mescolate.
Aggiungete il brodo un po' alla volta e lasciate andare fino a che i ceci non saranno morbidi . Togliete la pentola dal fuoco e con un frullino ad immersione trasformate la minestra di ceci in una crema a cui aggiungerete il cucchiaio di salsa ed il rametto intero di rosmarino, mescolando il tutto con delicatezza. Lasciatela coperta e procedete con le mazzancolle. Verranno lavate prima sotto l'acqua fredda e poi sgusciate partendo dalla zona delle zampette. Una volta pronte vanno fatte saltare in padella con un goccio d'olio smuovendole con la punta di un mestolo di legno. Quando avranno cambiato colore da grigie a rosa e si saranno arrotondate, sono pronte. Spolveratele con lo zenzero e giratele. A questo punto si dovrà rimettere la crema di ceci sul fuoco, per poterla servire ben calda , aggiungeremo quindi le mazzancolle ed aggiusteremo di sale. La zuppa va servita in un piatto fondo su cui avremo prima posto una fetta di pane casereccio. Buon appetito !
Possiamo consigliare come vino, un bianco aromatico come il Weissburgunder o il Gewurztraminer, ottimi vini altoatesini .
domenica 27 novembre 2011
lunedì 21 novembre 2011
Monte Bianco caffè
Si tratta di un caffè speciale:
-un espresso da bar (o un caffè di moka corto, se lo fai a casa tua)
-1 cucchiaino di cioccolato in polvere
- schiuma di latte compatta e densa, fino all'orlo !
* va servito in un bicchiere o in tazza di vetro *

-un espresso da bar (o un caffè di moka corto, se lo fai a casa tua)
-1 cucchiaino di cioccolato in polvere
- schiuma di latte compatta e densa, fino all'orlo !
* va servito in un bicchiere o in tazza di vetro *
domenica 20 novembre 2011
Storie e....dolcezze dalla Sardegna
ACCABADORA - Michela Murgia - ed. Einaudi 2009
Questa è veramente una storia che porta indietro nel tempo, senza una definizione assoluta di quanto indietro si riesca ad andare. E'ambientata nella Sardegna dei silenzi e dei sommessi patti omertosi, dei misteri chiusi nel ritmo e nei suoni di un antico linguaggio. Maria è l'ultima figlia di una madre vedova, che in un momento di difficoltà la affida come "fill'e anima" ad un'anziana sarta, donna rispettata ed in un certo senso anche temuta dai suoi compaesani. L'affidare i figli a chi li può far crescere meglio, è una consuetudine sociale che non toglie alla famiglia d'origine nessun diritto.
Nell'intrecciarsi delle loro vite si genera la vicenda, perchè per Bonaria e Maria, essere madre e figlia d'anima, ha il sapore della speciale intesa che si crea tra chi si è scelto. Bonaria ha scelto Maria e per lei cuce una vita diversa da quella che l'aspettava e Maria ha scelto di vivere con lei. La donna insegnerà alla bambina testarda e solitaria, l'attenzione e la cura per sè e per il lavoro, ciò che è importante sapere per poter superare i momenti duri dell'esistenza ed ancora come accogliere la vita e la morte con uguale umiltà.
Bonaria rappresenta una donna senza tempo, custode di saperi millenari , che ha accettato il suo destino semplicemente. Quando Maria scoprirà il ruolo ultimo di Bonaria ne rimarrà sconvolta e turbata. Bonaria è l'accabadora, colei porta a termine il destino , portando a chi lo chiede la fine pietosa.
L'ultima madre, che chiude il cerchio della vita. La fill'e anima avrà in eredità da lei, se vorrà, saperi e destino.
Una scrittura poetica e ricca di immagini questa di Michela Murgia, senza scivolate emotive, chiara e limpida come il mare della sua isola .
Nell'intrecciarsi delle loro vite si genera la vicenda, perchè per Bonaria e Maria, essere madre e figlia d'anima, ha il sapore della speciale intesa che si crea tra chi si è scelto. Bonaria ha scelto Maria e per lei cuce una vita diversa da quella che l'aspettava e Maria ha scelto di vivere con lei. La donna insegnerà alla bambina testarda e solitaria, l'attenzione e la cura per sè e per il lavoro, ciò che è importante sapere per poter superare i momenti duri dell'esistenza ed ancora come accogliere la vita e la morte con uguale umiltà.
Bonaria rappresenta una donna senza tempo, custode di saperi millenari , che ha accettato il suo destino semplicemente. Quando Maria scoprirà il ruolo ultimo di Bonaria ne rimarrà sconvolta e turbata. Bonaria è l'accabadora, colei porta a termine il destino , portando a chi lo chiede la fine pietosa.
L'ultima madre, che chiude il cerchio della vita. La fill'e anima avrà in eredità da lei, se vorrà, saperi e destino.
Una scrittura poetica e ricca di immagini questa di Michela Murgia, senza scivolate emotive, chiara e limpida come il mare della sua isola .
venerdì 14 ottobre 2011
E' già ottobre...
Spezzatino autunnale di lonza con pere e zucca e salvia
Ingredienti per 4 p.
500 gr. di lonza di maiale a pezzetti
1 cipolla bionda o 2 scalogni
2 pere william sode
200 gr di zucca mantovana sbucciata e tagliata a tocchetti
se possibile stessa misura della carne
3 foglie di salvia
2 cucchiai di aceto balsamico
2 cucchiai di olio extra vergine
20 gr di burro
sale e pepe
Mettere il burro e l’olio in una padella lasciar sciogliere a
fuoco moderato e aggiungere la cipolla tagliata finemente . Quando è appassita
aggiungere la carne, rosolare bene, unire la zucca, la salvia, salare , coprire
e cuocere per 10 minuti ( se occorresse aggiungere acqua calda).
Trascorso questo tempo aggiungere le pere sbucciate e
tagliate a tocchetti grossi, e cuocere per altri 10 min. coperto.
Bagnare con l’aceto balsamico, lasciare evaporare, unire il
pepe e gustare.
E' tempo di un buon risotto al "radicchio ed arancia" per dare il benvenuto all'autunno... ancora un po' indeciso !!
Per 4 persone
300 gr. di riso (perfetto in questo risotto la qualità
vialone nano, con chicchi tondi che dopo la cottura risulteranno morbidi ma consistenti).
180 gr. di radicchio rosso
1 arancia grossa o 2 piccole
2 o 3 scalogni sbucciati e affettati finemente
olio extra vergine d’oliva
sale e pepe
Pulire il radicchio tagliandolo a falde non grosse.
Sbucciare l’arancia e pelarla a vivo facendo questa operazione su di un piatto
che raccolga il succo.
Rosolare dolcemente gli scalogni affettati in 2 cucchiai di
olio finchè saranno morbidie trasparenti, aggiungere il radicchio, gli spicchi
d’arancia e il succo , salare
leggermente e dopo un paio di minuti spegnere la fiamma.
Nel frattempo lessate il riso in poca acqua calda salata ,
raggiunto la cottura eliminate l’acqua avanzata (non scolatelo deve rimanere
morbido) e aggiungete il radicchio con l' arancia , mescolate e dopo aver dato
un giro di olio di qualità servite caldo. Il pepe è facoltativo.
domenica 2 ottobre 2011
Dai libri portati in vacanza...
La città che profuma di coriandolo e cannella
Le ricette, i sapori e le storie di Damasco
di Rafik Shami e Marie Fadel
Garzanti - 2010
Si tratta si un libro scritto da Rafik Shami, scrittore damasceno che dal 1971 si trova in esilio in Germania per motivi politici,e che vuol far conoscere, attraverso un passaggio fra i ricordi della sua famiglia e le tradizioni locali , il profumo e il delizioso insieme dei sapori della cucina di Damasco. Forse non avrebbe potuto realizzare questo desiderio che coltivava da anni senza il prezioso aiuto della sorella Marie Fadel, che abita a Damasco e decide di aiutarlo. Per telefono, Marie lo accompagna idealmente in un percorso attraverso le vie ed i vicoli della loro città, tra i ricordi della loro infanzia , sposta il velo della lontananza e cosi assieme alle parole della sorella, arrivano a lui anche il profumo di caffè al cardamomo delle antiche caffetterie, le ricette saporite delle zie e gli odori della città mediorientale. Rafik tra immagini, sensazioni e ricordi scrive un testo che è un vero viaggio gastronomico, deliziosamente retrò, in cui conduce il lettore ad assaporare il vero spirito della sua città. E tra le viuzze e le vie del centro di Damasco, città delle sette porte, non solo s'incontra la storia della più antica e cosmopolita città del mondo, ma si riescono ad apprezzare anche i suoi sapori ....molte infatti sono le ricette citate, tratte dalle cucine di nonne e zie...
..."Zia Salime diceva che il tabbuleh è l'unica insalata che non viene mai servita in occasioni tristi ." (pag.21)
sabato 24 settembre 2011
Back Home
Eccoci qui dopo quasi due mesi di latitanza... è ora di rimettersi ai fornelli ! In pentola bolle un'altra storia....
lunedì 20 giugno 2011
Antipasto o brunch , magari in terrazza ?
INVOLTINI DI UOVA E ZUCCHINE
Ingredienti x 4 persone:
2 grosse zucchine
4 uova sode
olio extravergine d'oliva, aceto balsamico, timo,pepe, sale
Procedimento:
Lavate bene le zucchine e tagliatele a fette abbastanza sottili. Grigliatele,dopo averle leggermente bagnate con l'olio in modo che non si attacchino alla padella antiaderente. Quindi posatele in un piatto e spruzzatele con l'aceto balsamico. Sale ,pepe e timo e poi lasciate marinare per circa 15 minuti.
Intanto rassodate le uova e poi, una volta fredde, tagliatele in spicchi .Prendete le zucchine, fatele leggermente sgocciolare dalla marinata ed avvolgetele attorno ad ogni spicchio d'uovo sodo, fermandole con uno stecchino. Una volta messi gli involtini così ottenuti in un piatto di portata, vanno irrorati con un filo d'olio crudo ed una leggera spolverata di timo. Piatto freddo semplice, ma efficace !
COPPETTE DI FORMAGGIO AL BASILICO
Ingredienti :
2etti di crescenza o stracchino
1mazzetto di basilico
olio extravergine ,pepe ,sale
Procedimento :
Lavate bene il basilico ed asciugatelo con delicatezza , se le foglie sono grandi, dividetele in due o tre pezzi con le mani.
In ciotole monoporzione alternate a strati, un filo d'olio, un bel cucchiaio di crescenza, e del basilico. Aggiungete una spruzzata di pepe,senza esagerare. L'ultimo strato sarà di basilico. Si potrà decorare con mezzo pomodorino pachino messo sopra. Porre in frigo per almeno 30 minuti .
Ben si accompagnano al piatto precedente !
Ingredienti x 4 persone:
2 grosse zucchine
4 uova sode
olio extravergine d'oliva, aceto balsamico, timo,pepe, sale
Procedimento:
Lavate bene le zucchine e tagliatele a fette abbastanza sottili. Grigliatele,dopo averle leggermente bagnate con l'olio in modo che non si attacchino alla padella antiaderente. Quindi posatele in un piatto e spruzzatele con l'aceto balsamico. Sale ,pepe e timo e poi lasciate marinare per circa 15 minuti.
Intanto rassodate le uova e poi, una volta fredde, tagliatele in spicchi .Prendete le zucchine, fatele leggermente sgocciolare dalla marinata ed avvolgetele attorno ad ogni spicchio d'uovo sodo, fermandole con uno stecchino. Una volta messi gli involtini così ottenuti in un piatto di portata, vanno irrorati con un filo d'olio crudo ed una leggera spolverata di timo. Piatto freddo semplice, ma efficace !
COPPETTE DI FORMAGGIO AL BASILICO
Ingredienti :
2etti di crescenza o stracchino
1mazzetto di basilico
olio extravergine ,pepe ,sale
Procedimento :
Lavate bene il basilico ed asciugatelo con delicatezza , se le foglie sono grandi, dividetele in due o tre pezzi con le mani.
In ciotole monoporzione alternate a strati, un filo d'olio, un bel cucchiaio di crescenza, e del basilico. Aggiungete una spruzzata di pepe,senza esagerare. L'ultimo strato sarà di basilico. Si potrà decorare con mezzo pomodorino pachino messo sopra. Porre in frigo per almeno 30 minuti .
Ben si accompagnano al piatto precedente !
venerdì 10 giugno 2011
Il cielo estivo, l'invidia e la grandezza esponenziale dell'amore ... spiegato ai bambini
IL SOLE E LA NUVOLA...
" Il sole viaggiava in cielo, allegro e glorioso sul suo carro di fuoco, gettando i suoi raggi in tutte le direzioni, con gran rabbia di una nuvola di umore temporalesco,che borbottava:
-- Sciupone, mano bucata, butta via i tuoi raggi, vedrai quanti te ne rimangono.
Nelle vigne ogni acino d'uva che maturava sui tralci rubava un raggio al minuto, o anche due; e non c'era filo d'erba, o ragno, o fiore,o goccia d'acqua, che non si prendesse la sua parte.
-- Lascia, lascia che tutti ti derubino: vedrai come ti ringrazieranno, quando non avrai più niente da farti rubare.
Il sole continuava allegramente il suo viaggio, regalando raggi a milioni, a miliardi,senza contarli.
Solo al tramonto contò i raggi che gli rimanevano : e guarda un po', non gliene mancava neanche uno.
La nuvola, per la sorpresa, si sciolse in grandine.
Il sole si tuffò allegramente nel mare. "
Gianni Rodari --Favole al telefono 1962--
" Il sole viaggiava in cielo, allegro e glorioso sul suo carro di fuoco, gettando i suoi raggi in tutte le direzioni, con gran rabbia di una nuvola di umore temporalesco,che borbottava:
-- Sciupone, mano bucata, butta via i tuoi raggi, vedrai quanti te ne rimangono.
Nelle vigne ogni acino d'uva che maturava sui tralci rubava un raggio al minuto, o anche due; e non c'era filo d'erba, o ragno, o fiore,o goccia d'acqua, che non si prendesse la sua parte.
-- Lascia, lascia che tutti ti derubino: vedrai come ti ringrazieranno, quando non avrai più niente da farti rubare.
Il sole continuava allegramente il suo viaggio, regalando raggi a milioni, a miliardi,senza contarli.
Solo al tramonto contò i raggi che gli rimanevano : e guarda un po', non gliene mancava neanche uno.
La nuvola, per la sorpresa, si sciolse in grandine.
Il sole si tuffò allegramente nel mare. "
Gianni Rodari --Favole al telefono 1962--
giovedì 2 giugno 2011
E..state al fresco !!!
Insalata al melone
Ingredienti ( 4pers.) : 1 melone profumato
1avocado maturo
50 gr. di scaglie di grana
1lime ( il succo)
1 cucchiaio d'aceto balsamico
2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
erba cipollina, semi di sesamo tostati, sale e pepe rosa o bianco
Procedimento : Si taglia il melone, precedentemente tenuto al fresco, insieme all'avocado in pezzi nè piccoli nè grossi e si pone il tutto in una ciotola di vetro in cui si avrà l'accortezza di sistemare delle foglie pulite di lattuga freschissima. Si aggiunge anche la metà delle scaglie di grana. A parte si prepara il condimento, mescolando l'olio al succo di lime , sale e pepe q.b. , un po' di erba cipollina tagliata e una manciatina di semi di sesamo . Il sesamo però deve essere prima leggermente tostato in padella con una goccia d'olio, quando si colora leggermente, si toglie dal fuoco e si lascia raffreddare. In ultimo si unisce al condimento l'aceto balsamico e si mescola con delicatezza il tutto. Una volta ottenuto , il condimento si versa sui pezzi di melone ed avocado, a cui si uniscono le restanti scaglie di grana. Va posto in frigo per 15' prima di essere servito.
E' ottimo come antipasto o come un leggero secondo piatto !
Ingredienti ( 4pers.) : 1 melone profumato
1avocado maturo
50 gr. di scaglie di grana
1lime ( il succo)
1 cucchiaio d'aceto balsamico
2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
erba cipollina, semi di sesamo tostati, sale e pepe rosa o bianco
E' ottimo come antipasto o come un leggero secondo piatto !
martedì 17 maggio 2011
Carciofi romani ripieni
Ingredienti :
4 carciofi romani ( tipo mamma ) x 4 persone
3 fette di pan carrè senza crosta
2cucchiai di parmigiano grattuggiato
1 cucchiaio di mandorle
1 cucchiaio di prezzemolo
1spicchio d'aglio
3 cucchiai d'olio d'oliva extravergine
sale e pepe q.b.
Procedimento :
Lavare i carciofi e pulirli togliendo le foglie grosse più esterne, ma non i sepali ovvero quelle piccole sul gambo, che serviranno a renderli più digeribili.
Tritare il pane, le mandorle, il prezzemolo e l'aglio mettendo il tutto nel mixer. Una volta ottenuto il trito si aggiunge il parmigiano grattato ed un cucchiaio d'olio,poi si aggiusta di sale e pepe ed infine si mescola per ottenere un impasto.
Dopo aver fatto un po' asciugare i carciofi a testa in giù sopra un panno, si allarga la corolla con le dita e li si riempie con l'impasto. In una casseruola capiente e leggermente unta con un cucchiaio d'olio, si posano dunque i carciofi ripieni e si va a riempire la padella con acqua un po' salata fino a metà altezza dei carciofi, versandola un po' alla volta. Vanno messi a cuocere col coperchio a fuoco medio per circa mezz'ora.
Una volta pronti per essere mangiati , si consiglia di irrorarli con un ultimo cucchiaio di olio, crudo .
Bon Appetit !
4 carciofi romani ( tipo mamma ) x 4 persone
3 fette di pan carrè senza crosta
2cucchiai di parmigiano grattuggiato
1 cucchiaio di mandorle
1 cucchiaio di prezzemolo
1spicchio d'aglio
3 cucchiai d'olio d'oliva extravergine
sale e pepe q.b.
Procedimento :
Lavare i carciofi e pulirli togliendo le foglie grosse più esterne, ma non i sepali ovvero quelle piccole sul gambo, che serviranno a renderli più digeribili.
Tritare il pane, le mandorle, il prezzemolo e l'aglio mettendo il tutto nel mixer. Una volta ottenuto il trito si aggiunge il parmigiano grattato ed un cucchiaio d'olio,poi si aggiusta di sale e pepe ed infine si mescola per ottenere un impasto.
Dopo aver fatto un po' asciugare i carciofi a testa in giù sopra un panno, si allarga la corolla con le dita e li si riempie con l'impasto. In una casseruola capiente e leggermente unta con un cucchiaio d'olio, si posano dunque i carciofi ripieni e si va a riempire la padella con acqua un po' salata fino a metà altezza dei carciofi, versandola un po' alla volta. Vanno messi a cuocere col coperchio a fuoco medio per circa mezz'ora.
Una volta pronti per essere mangiati , si consiglia di irrorarli con un ultimo cucchiaio di olio, crudo .
Bon Appetit !
domenica 15 maggio 2011
Frittatine semplici delle monache
Da una ricetta di zia Norina...
Ingredienti :
8 uova ( per 20 frittatine)
4 foglie di lattuga lavata ed
1 manciata di foglie di basilico fresco, lavate e lasciate asciugare all'aria
qualche foglia di prezzemolo
100 gr. di parmigiano grattuggiato
1 cucchiaio di latte
sale e pepe q.b.
Procedimento :
Consiglio : al trito di verdure si può aggiungere, se piace , del prosciutto cotto sminuzzato.
lunedì 2 maggio 2011
Il punto !
A questo punto , facendo un rapido giro sulle pagine del blog, ci siamo rese conto che la maggior parte dei piatti proposti, ricavati o trascritti dai testi che abbiamo letto, sono quasi sempre dei "primi"... o dei dolci .
La ragione è che noi due preferiamo di gran lunga un bel primo piatto elaborato, a qualsiasi altra cosa e spesso usiamo offrirli alle nostre famiglie come piatti unici. Ma dato che il nostro apprezzamento in materia culinaria, "sale i monti e gira i colli " , prossimamente daremo spazio a gustosi piatti a base di verdure, non solo contorni, ma vere pietanze !
Monica e Gioia
La ragione è che noi due preferiamo di gran lunga un bel primo piatto elaborato, a qualsiasi altra cosa e spesso usiamo offrirli alle nostre famiglie come piatti unici. Ma dato che il nostro apprezzamento in materia culinaria, "sale i monti e gira i colli " , prossimamente daremo spazio a gustosi piatti a base di verdure, non solo contorni, ma vere pietanze !
Monica e Gioia
domenica 1 maggio 2011
Risotto alla milanese
500gr. di riso carnaroli o vialone nano
100gr. di burro
50gr. di midollo di bue
1cipolla bionda
1l.di brodo di carne
2 bei pizzichi di pistilli di zafferano
parmigiano grattato
Procedimento:
Mettere in una casseruola , o pentola antiaderente, 50gr.di burro, la cipolla finemente tritata ed una volta appassita, aggiungere prima il midollo tritato e poi il riso. Mescolare, il riso si dovrà leggermente tostare. Pian piano aggiungere il brodo caldo. Nel caso fosse necessario, aggiustare di sale.Preparare lo zafferano macinato e sciolto in una tazza con un po' d'acqua calda. Quando il riso sarà cotto unire lo zafferano, mescolando bene. Spento il fuoco si farà mantecare il riso con gli altri 50gr. di burro ed il parmigiano grattuggiato.
Il risotto va servito ben caldo e decorato con qualche pistillo di zafferano.
giovedì 28 aprile 2011
Pinocchio e ..la fame
Pinocchio era la rappresentazione simbolica e pittoresca di un bambino dell'ottocento, figlio di povera gente, secco e monello, sempre affamato di tutto. Il suo destino poteva anche essere quello di finire come un asino morto in fondo al mare, ma Collodi volle disegnare un finale diverso per lui, una prospettiva più rosea, quella di essere "salvato" da una signora, dai capelli turchini, e finire invece come un bravo bambino borghese , in carne ed ossa ...
Tra le tante disavventure gli capitò dunque di essere trasformato, a causa della sua dabbenaggine, in un somaro . Pinocchio si trovò perciò a mangiare paglia e fieno e sognare il cibo vero...
"Allora prese una boccata di paglia tritata: ma in quel mentre che la masticava
si dovè accorgere che il sapore della paglia tritata non somigliava punto nè al
risotto alla milanese nè ai maccheroni alla napoletana. " (C.Collodi)
"Allora prese una boccata di paglia tritata: ma in quel mentre che la masticava
si dovè accorgere che il sapore della paglia tritata non somigliava punto nè al
risotto alla milanese nè ai maccheroni alla napoletana. " (C.Collodi)
Maccheroni alla napoletana
Ingredienti : (x 4 persone)
350 gr. di maccheroni lunghi
350 gr. di polpa di manzo intera
1 fetta di pancetta o lardo
1 spicchio d'aglio
prezzemolo
4cucchiai d'olio extravergine d'oliva
1cucchiaio di malvasìa
1 cucchiaio di pinoli
1 scatola di pelati interi
1/2 cipolla
30 gr. di burro
parmigiano o pecorino grattugiato
sale e pepe q.b.
Procedimento :
Fare un trito del lardo, o pancetta, con il prosciutto, l'aglio e il prezzemolo. A parte scaldare il un pentolino la malvasìa con un po' d'acqua e del burro. Una volta raffreddato, unire il tritato mescolando fino ad ottenere un impasto.
Praticare dei fori nella polpa di manzo e poi riempirli con l'impasto , aiutandosi con un cucchiaino.
Tritare la cipolla e farla rosolare in una pentola antiaderente con l'olio, poi sistemarvi la polpa conciata. Prima dovrà dorare per bene su ogni lato e poi verranno aggiunti i pelati, facendo attenzione a schiacciarli con una forchetta. Sale e del pepe q.b. ed infine si porterà a cottura ,a fiamma bassa e con il coperchio, per circa 2 orette, rigirando il pezzo di carne ogni tanto. Si baderà ad aggiungere dell'acqua calda quando il sugo tenderà ad addensarsi troppo.
Circa 15 min. prima del termine di cottura previsto, si metterà a bollire l'acqua per la pasta. I maccheroni, una volta cotti al punto giusto, verranno scolati e conditi con il sugo della carne, il formaggio grattato e i pinoli .
" ...come usano i Napoletani, si condiscono i maccheroni e la carne serve da companatico. "
(Artusi )
mercoledì 20 aprile 2011
Pasta alla scarola
Ricetta per 4 persone:
* Sbollentate in acqua calda per 2 minuti metà testa di scarola (un po' grande) tagliata a striscioline, scolatela e mettetela in una padella grande dove avrete scaldato 2 o 3 spicchi d'aglio, magari quello fresco di questa stagione, e un po' di peperoncino.
* Stufate per 5 minuti e aggiungete ca. 25 olive di gaeta denocciolate e spegnete.
* A parte in un padellino più piccolo cuocete per 3/4 minuti sempre con aglio fresco e peperoncino una decina di pomodorini possibilmente i pizzuttelli .
* Nel frattempo avrete cotto la pasta al dente ( consigliamo pasta fresca di semola un po' attorcigliata) e tagliato a dadini 150 gr. di provola affumicata.
* Riaccendete la padella grande con la scarola versateci la pasta, il sughetto di pomodorini, mescolate qualche istante, spegnete il fuoco, aggiungete la provola e...godetevi questa deliziosa, ma semplice... "pasta alla scarola con pomodorini, olive di gaeta e provola affumicata".
venerdì 15 aprile 2011
Pastepatate
Una storia nella Storia di una città fatta di un sopra e di un sotto,raccontata attraverso le vite di due orfani cresciuti in epoche diverse, ma ugualmente soli e che per un caso del destino si incontrano. Don Gaetano è il più vecchio e fa il portinaio di un vecchio palazzo, si farà carico d'insegnare al giovane figlio di Nessuno, lo Smilzo , come restare vivo ed imparare l'arte del vivere, e lo fa raccontandogli la sua, di storia . Il ragazzino beve ogni parola che esce dalla bocca del suo 'maestro'. Fuori dalla guardiola di Don Gaetano,c'è la città di Napoli, i suoi vicoli scuri, il porto e il mare.
" T'aggia imparà e t'aggia perdere" , dice Don Gaetano allo Smilzo . Devo insegnarti tutto e devo lasciarti andare, in queste parole è racchiuso il senso stesso della vicenda di questo romanzo,e nel contempo, una preziosa rivelazione pedagogica. Il ragazzo si nutrirà della sapienza e dell'esperienza di Don Gaetano che rappresenta per lui radici , terra e città fino a quando, diventato abbastanza grande, se ne dovrà andare. Lo Smilzo si nutre di storie, dell'amore che scopre e da cui viene scoperto,della forza e della dannazione di un destino segnato. Prima di andare via dovrà conoscere il segreto del fuoco che gli riserverà dignità e considerazione tra la sua gente, e prima di partire dovrà assaporare ciò che si prova " il giorno prima della felicità" quello prima che tutto cambi.
Un sapore che ha il gusto famigliare di un piatto di "pastepatate".
( Il giorno prima della felicità ...Erri De Luca...Ed.Feltrinelli )
PASTEPATATE alla napoletana
Ingredienti x tre persone: 250 g r.di pasta mista
1/2 cipolla, 1 carota, 1costa di sedano
qualche foglia di prezzemolo e basilico
3 patate (sbucciate e tagliate a cubetti)
1 pugno di pancetta a dadini o di lardo
2/3 cucchiai di concentrato di pomodoro
parmigiano ( anche un pezzo di crosta ripulita) grattato
sale, pepe ,peperoncino, olio d'oliva
Procedimento:
Fare un battuto di cipolla, carota e sedano, far rosolare nell'olio con un pezzetto di peperoncino e un po' di lardo o pancetta a cubetti. Quando tutto sarà rosolato si potrà aggiungere il concentrato di pomodoro, si mescola bene e si uniscono le patate a cubetti. Si fa insaporire, sempre mescolando e poi s'aggiunge dell'acqua calda fino a copertura, con un po' di sale e la crosta di parmigiano. Quando le patate saranno cotte, ma non disfatte, si va ad aggiungere altra acqua calda, si porta a bollore e si butta la pasta mista. A questo punto si regola di sale e la pasta viene portata fin quasi a cottura, a fiamma bassa, mescolando. Se occorre si potrà aggiungere altra acqua calda, nella misura di una tazza alla volta. Quando sarà al dente, si spegne il fuoco e si lasca riposare ed addensare per 5'.
Prima di impiattare, si aggiunga del parmigiano grattato, un trito leggero di prezzemolo e una foglia di basilico,come decoro.
Un sapore che ha il gusto famigliare di un piatto di "pastepatate".
( Il giorno prima della felicità ...Erri De Luca...Ed.Feltrinelli )
PASTEPATATE alla napoletana
Ingredienti x tre persone: 250 g r.di pasta mista
1/2 cipolla, 1 carota, 1costa di sedano
qualche foglia di prezzemolo e basilico
3 patate (sbucciate e tagliate a cubetti)
1 pugno di pancetta a dadini o di lardo
2/3 cucchiai di concentrato di pomodoro
parmigiano ( anche un pezzo di crosta ripulita) grattato
sale, pepe ,peperoncino, olio d'oliva
Procedimento:
Fare un battuto di cipolla, carota e sedano, far rosolare nell'olio con un pezzetto di peperoncino e un po' di lardo o pancetta a cubetti. Quando tutto sarà rosolato si potrà aggiungere il concentrato di pomodoro, si mescola bene e si uniscono le patate a cubetti. Si fa insaporire, sempre mescolando e poi s'aggiunge dell'acqua calda fino a copertura, con un po' di sale e la crosta di parmigiano. Quando le patate saranno cotte, ma non disfatte, si va ad aggiungere altra acqua calda, si porta a bollore e si butta la pasta mista. A questo punto si regola di sale e la pasta viene portata fin quasi a cottura, a fiamma bassa, mescolando. Se occorre si potrà aggiungere altra acqua calda, nella misura di una tazza alla volta. Quando sarà al dente, si spegne il fuoco e si lasca riposare ed addensare per 5'.
Prima di impiattare, si aggiunga del parmigiano grattato, un trito leggero di prezzemolo e una foglia di basilico,come decoro.
martedì 12 aprile 2011
Lo strudel di nonna Anna
Ingredienti per la sfoglia :
200 gr. di farina bianca
100 gr. d'acqua tiepida
2 cucchiai d'olio di semi (arachidi o mais)
1 pizzico di sale
Si versa la farina in una ciotola facendola smuovere bene,poi s'aggiunge il sale e si versa l'olio nel mezzo. Si aggiunge l'acqua tiepida piano piano. Si dovrà mescolare il tutto finchè non si ottiene una pasta morbida, da lavorare fino a che non sia più appiccicosa. Poi si deve sfarinare il piano di lavoro dove si inizierà a manipolare l'impasto. Una volta ottenuta una palla di pasta ,con forza si deve buttarla sul piano due o tre volte fino ad ottenere una palla di pasta ben liscia e che non attacchi. A questo punto si lascia riposare per mezz'ora, poggiata sulla carta forno,infarinata anch'essa, e su di un canovaccio grande. Si ungerà un po' la palla e si ricoprirà con una ciotola riscaldata. (in microonde oppure con l' acqua calda e poi va asciugata) Accendere il forno a 180° .
Ingredienti per la farcitura:
800gr di mele leggermente acidule ( renette o pinova)
100gr di pangrattato
60gr di burro
100gr di zucchero
2 cucchiai di Rum
1 limone
50gr di uvetta
50gr noci o mandorle tritate
50gr pinoli
cannella
zucchero a velo
Prima di tutto si metterà l'uvetta in acqua calda per idratarla bene,poi si deve rosolare il pangrattato con il burro sciolto nel padellino. Si lavano e si sbucciano le mele.avendo cura di levare il torsolo, poi si tagliano a fette sottili. Si mettono in una ciotola a cui si aggiunge lo zucchero,il rum,il succo del limone e un po' di buccia grattata se è bio. Infine, una volta strizzate le uvette, si aggiungono alle mele ,insieme alle noci o mandorle, ai pinoli e alla cannella.
Procedimento:
La pasta che ha riposato si stende, prima con il mattarello e poi con le mani, fino ad ottenere una forma rettangolare, di consistenza finissima, ma elastica sotto le mani.Bisogna renderla quasi trasparente ,tanto da poter vedere la trama del canovaccio sottostante. Ora è pronta per essere riempita , in quest'ordine : prima il pangrattato rosolato, e tutto il rettangolo deve essere ben riempito , poi il ripieno verrà versato a pioggia, con le mani dalla ciotola e poi distribuito sulla superficie della pasta. Infine, aiutandosi con il canovaccio, si fa arrotolare dalla parte più lunga fino a che si uniscano i lembi.Si chiuderanno poi le estremità dello strudel, cercando di dargli una forma leggermente a ferro di cavallo. Usando la carta forno si trasferirà lo strudel in forno sopra una teglia. starà a cuocere per 40' ed a metà cottura si potrà bagnare la parte superiore con del latte tiepido.
Una volta sfornato si servirà sempre tiepido con una sfarinata di zucchero a velo oppure accompagnato da una salsa di vaniglia calda.
200 gr. di farina bianca
100 gr. d'acqua tiepida
2 cucchiai d'olio di semi (arachidi o mais)
1 pizzico di sale
Si versa la farina in una ciotola facendola smuovere bene,poi s'aggiunge il sale e si versa l'olio nel mezzo. Si aggiunge l'acqua tiepida piano piano. Si dovrà mescolare il tutto finchè non si ottiene una pasta morbida, da lavorare fino a che non sia più appiccicosa. Poi si deve sfarinare il piano di lavoro dove si inizierà a manipolare l'impasto. Una volta ottenuta una palla di pasta ,con forza si deve buttarla sul piano due o tre volte fino ad ottenere una palla di pasta ben liscia e che non attacchi. A questo punto si lascia riposare per mezz'ora, poggiata sulla carta forno,infarinata anch'essa, e su di un canovaccio grande. Si ungerà un po' la palla e si ricoprirà con una ciotola riscaldata. (in microonde oppure con l' acqua calda e poi va asciugata) Accendere il forno a 180° .
Ingredienti per la farcitura:
800gr di mele leggermente acidule ( renette o pinova)
100gr di pangrattato
60gr di burro
100gr di zucchero
2 cucchiai di Rum
1 limone
50gr di uvetta
50gr noci o mandorle tritate
50gr pinoli
cannella
zucchero a velo
Prima di tutto si metterà l'uvetta in acqua calda per idratarla bene,poi si deve rosolare il pangrattato con il burro sciolto nel padellino. Si lavano e si sbucciano le mele.avendo cura di levare il torsolo, poi si tagliano a fette sottili. Si mettono in una ciotola a cui si aggiunge lo zucchero,il rum,il succo del limone e un po' di buccia grattata se è bio. Infine, una volta strizzate le uvette, si aggiungono alle mele ,insieme alle noci o mandorle, ai pinoli e alla cannella.
Procedimento:
La pasta che ha riposato si stende, prima con il mattarello e poi con le mani, fino ad ottenere una forma rettangolare, di consistenza finissima, ma elastica sotto le mani.Bisogna renderla quasi trasparente ,tanto da poter vedere la trama del canovaccio sottostante. Ora è pronta per essere riempita , in quest'ordine : prima il pangrattato rosolato, e tutto il rettangolo deve essere ben riempito , poi il ripieno verrà versato a pioggia, con le mani dalla ciotola e poi distribuito sulla superficie della pasta. Infine, aiutandosi con il canovaccio, si fa arrotolare dalla parte più lunga fino a che si uniscano i lembi.Si chiuderanno poi le estremità dello strudel, cercando di dargli una forma leggermente a ferro di cavallo. Usando la carta forno si trasferirà lo strudel in forno sopra una teglia. starà a cuocere per 40' ed a metà cottura si potrà bagnare la parte superiore con del latte tiepido.
Una volta sfornato si servirà sempre tiepido con una sfarinata di zucchero a velo oppure accompagnato da una salsa di vaniglia calda.
La baklava turca e le origini dello strudel...
La notizia è che lo strudel.... ha sicure origini mediorientali!
Tanto per sottolineare ancora una volta, se servisse, che da lì ha preso forma la nostra cultura... Sembra che derivi da un dolce molto diffuso in quei territori, la baklava .
La baklava è un dolce di pasta sfogliata, pasta fillo , ripieno di frutta secca, miele , zucchero e succo di limone, spezie e acqua di rose. In Turchia viene tagliata in rettangoli o triangoli, oppure arrotolata e tagliata a fette circolari. E' possibile che ogni famiglia turca lo faccia in un modo un po' diverso una dall'altra, seguendo antiche ricette tramandate di madre in figlia.
L'origine di questo dolce ha radici molto antiche che risalgono agli Assiri, che infornavano un trito di noci e miele, avvolto in una pasta molto lavorata e tirata. L'uso della pasta fillo ( da phyllo che in greco significa foglia) lo si deve appunto ai Greci, cui il dolce era giunto al seguito di viaggiatori e marinai.
Un'ulteriore modifica alla farcia del dolce, la portarono gli Armeni, che all'epoca di Bisanzio, unirono all'impasto di frutta secca : pistacchi, cannella e chiodi di garofano tritati.
Infine si deve alla cultura araba sia l'aggiunta del cardamomo e dell'acqua di rose, sia il nome,che significa "noci". Insomma " le mani in pasta" ce le hanno messe in tanti.
A seguito delle conquiste turche il dolce giunse nella penisola balcanica e poi nel 1547 circa arrivò fino in Ungheria, dove cambiò nome e parte della farcitura e divenne lo strudel di mele. Durante il tempo dell'impero austro-ungarico diventò uno dei dolci più amati e diffusi . Infine, dopo il congresso di Vienna del 1815 , entrò ufficialmente a far parte della tradizione gastronomica delle regioni dolomitiche. La produzione di mele del territorio ha ulteriormente contribuito a dare a questo dolce una grande popolarità e diffusione .
Tanto per sottolineare ancora una volta, se servisse, che da lì ha preso forma la nostra cultura... Sembra che derivi da un dolce molto diffuso in quei territori, la baklava .
La baklava è un dolce di pasta sfogliata, pasta fillo , ripieno di frutta secca, miele , zucchero e succo di limone, spezie e acqua di rose. In Turchia viene tagliata in rettangoli o triangoli, oppure arrotolata e tagliata a fette circolari. E' possibile che ogni famiglia turca lo faccia in un modo un po' diverso una dall'altra, seguendo antiche ricette tramandate di madre in figlia.
L'origine di questo dolce ha radici molto antiche che risalgono agli Assiri, che infornavano un trito di noci e miele, avvolto in una pasta molto lavorata e tirata. L'uso della pasta fillo ( da phyllo che in greco significa foglia) lo si deve appunto ai Greci, cui il dolce era giunto al seguito di viaggiatori e marinai.
Un'ulteriore modifica alla farcia del dolce, la portarono gli Armeni, che all'epoca di Bisanzio, unirono all'impasto di frutta secca : pistacchi, cannella e chiodi di garofano tritati.
Infine si deve alla cultura araba sia l'aggiunta del cardamomo e dell'acqua di rose, sia il nome,che significa "noci". Insomma " le mani in pasta" ce le hanno messe in tanti.
A seguito delle conquiste turche il dolce giunse nella penisola balcanica e poi nel 1547 circa arrivò fino in Ungheria, dove cambiò nome e parte della farcitura e divenne lo strudel di mele. Durante il tempo dell'impero austro-ungarico diventò uno dei dolci più amati e diffusi . Infine, dopo il congresso di Vienna del 1815 , entrò ufficialmente a far parte della tradizione gastronomica delle regioni dolomitiche. La produzione di mele del territorio ha ulteriormente contribuito a dare a questo dolce una grande popolarità e diffusione .
venerdì 18 marzo 2011
Dolcezze dal mondo... l' Ashure ad Istanbul
Riportiamo la citazione da un libro letto con curiosità e piacere dove la ricetta dell' ashure viene riportata integralmente , si tratta del romanzo --"La bastarda di Istanbul" di Elif Shafak , ed.BUR -- ...e si legge con il piacere di una scoperta. La città di Istanbul viene paragonata ad una nave che naviga fra due mari, dove si incrociano i destini di due famiglie etnicamente diverse , ma con un passato comune. Il passato per gli armeni della diaspora è il doloroso ed unico aggancio alla propria origine, non vogliono e non possono dimenticare.
Per i turchi invece sembra essere un buco nero dove lasciare il ricordo di efferatezze non riconosciute. In questa atmosfera di profonde differenze si incrociano le vite di due ragazze i cui destini sono indissolubilmente legati proprio dal passato dei loro popoli diversi e simili.
In casa della ragazza turca, Asya, dove un vuoto incolmabile è rappresentato dalla mancanza del padre, vivono solo donne e tra i vapori di una cucina che dal mattino alla sera è piena di profumi di spezie, si prepara un dolce antico...
... " L'\ashure era il simbolo della continuità e della stabilità, l'epitome dei tempi felici che seguono ogni bufera, non importa quanto terribile sia stata.
La nonna aveva messo a mollo gli ingredienti il giorno prima, e adesso si apprestava a cucinarli. Aprì un armadietto e tirò fuori una grossa pentola. Bisognava sempre tenere in casa un pentolone adatto per l'ashure...
Ingredienti:
1/2tazza di ceci
Ingredienti:
1tazza di grano integro in chicchi
1tazza di riso
1tazza e1/2 di zucchero
1/2tazza di nocciole tostate
1/2tazza di pistacchi
1/2tazza di pinoli
1cucchiaino di vaniglia
1/3tazza di uvetta
1/3tazza di fichi secchi
1/2tazza di albicocche secche
1/2tazza di scorze d'arancia
2cucchiaini di acqua di rose
Decorazione:
2cucchiaini di cannella
1/2 tazza di mandorle sbiancate ed affettate
1/2tazza di semi di melagrana
Decorazione:
2cucchiaini di cannella
1/2 tazza di mandorle sbiancate ed affettate
1/2tazza di semi di melagrana
Preparazione :
La maggior parte degli ingredienti va messa a bagno il giorno precedente, come segue : lavare accuratamente ceci,grano,riso e poi lasciarli a mollo tutta la notte in ciotole separate. Immergete fichi, albicocche e scorze d'arancia in acqua calda per mezz'ora,poi scolate tenendo da parte l'acqua di ammollo;tagliare il tutto a pezzi, mescolare con uvetta e tenere da parte.
Cottura :
Coprire i ceci con circa quattro litri d'acqua fredda. Portare a ebollizione e cuocere a fuoco medio per circa un'ora. Intanto portare ad ebollizione 75cl. d'acqua e cuocere riso e grano a fuoco basso per un'ora continuando a mescolare fino a quando la miscela è morbida. Aggiungere l'acqua di ammollo della frutta secca, lo zucchero, le nocciole spezzate,i pistacchi e i pinoli nella pentola, e far bollire il tutto a fuoco medio mescolando di continuo, per 30 minuti o più. La miscela deve addensarsi leggermente fino ala consistenza di una zuppa spessa. Aggiungere la vaniglia, l'uvetta,i fichi, le albicocche e le scorze d'arancia, e cuocere per altri 20 minuti continuando a mescolare. Spegnere il fuoco e aggiungere l'acqua di rose. Lasciar raffreddare l'ashure a temperatura ambiente per un'ora o più. Spolverare con la cannella e guarnire con fettine di mandorla e semi di melagrana. " (c.d.t.)
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