lunedì 24 giugno 2013

Prima  Colazione , il film

Piano lungo  sulla terrazza di un piccolo alberghetto di montagna in Alto Adige,  affacciato su di una valle coronata di vette rocciose. L'aria è frizzante, il cielo terso. La giornata soleggiata, profuma del bosco che è tutto attorno, gli  uccelli mandano richiami da un ramo all'altro, comprensibili solo per chi  esercita il ..."diritto di volo".
Chiudendo poi lentamente sui tavoli preparati per la colazione, le tazze rovesciate sul piattino, i cesti di pane appena sfornato, le ciotole con le marmellate sfuse e il piatto con i riccioli di burro.
Piano americano su di noi, che ci siamo alzati da poco da un letto accogliente e caldo, e qui fuori è quasi freddo , ma forse è solo un brivido di piacere, siamo rilassati e contenti di esserci..
Seduti ad aspettare la bionda e rubizza cameriera, respiriamo a pieni polmoni l'atmosfera, il vento leggero e tutto il panorama della valle sottostante. Silenzio.
Carrello sul camminare veloce ed ondeggiante della ragazza vestita con abiti della tradizione tirolese che porta i bricchi di caffè bollente e di  latte schiumoso ...
Primo " a rallentatore " sul caffè che scivola fuori dal beccuccio di smalto del bricco e scende rotondo nella tazza, mischiato a breve dalla schiuma di latte. La polvere di zucchero cade dal cucchiaino lucido e sparisce all'istante. Giro.
Piano allargato ora su di noi che  prendiamo i panini e li tagliamo, con gesti calmi e misurati. Poi con un buffo coltello largo e piccolo stendiamo i riccioli del burro fino a che non siano più che un velo sottile e lucido sulla mollica . Infine con un  cucchiaino raccogliamo grappoli di marmellata di frutta e la facciamo precipitare sul pane imburrato, come una slavina.
Primissimo piano  sulla  mia bocca che accoglie il pane e ne strappa un morso, mastica e sorride insieme.
Allargato a  ritroso per riprendere il piacere che  un panino croccante e ben conciato fa risalire  dalla bocca agli occhi .  La luce del mattino entra dalla pupilla e si espanderà presto in tutto il corpo, rinfrancato da una colazione perfetta. Caffè.
Sfumata.

venerdì 19 aprile 2013

Un dolce della Vienna fine'800 , lo "strudel di ciliegie"


pasta:      250gr di farina , 3 cucchiai di olio di semi, 1 pizzico di sale, acqua tiepida
farcia:      1,5 Kg di ciliegie denocciolate,2 cucchiaini di cannella in polvere, 1 stecca di vaniglia, 3 cucchiai di zucchero ,il succo di 1/2 limone ,150gr di pane grattugiato, 80gr di burro+50gr da spennellare sullo strudel prime della cottura.
come si fa : Setacciate la farina e fatene una fontana, aggiungete un pizzico di sale, poi al centro lasciate scendere l’olio. Con un cucchiaio fate dei cerchietti, dal centro della fontana verso l’esterno. Quando l’olio si sarà assorbito, aggiungete l’acqua tiepida un po’ alla volta e impastate con forza . L’impasto deve rimanere morbido ,ma elastico . Ungetelo leggermente e lasciatelo riposare per almeno mezz’ora, coperto da uno strofinaccio. 
Una volta lavate e asciugate  le ciliegie, snocciolatele dividendole a metà  e conditele con lo zucchero e il succo di limone in una terrina, mescolandole bene. In un pentolino antiaderente fate fondere il burro ed aggiungetevi la cannella e la stecca di vaniglia e il pan grattato, mescolate. Deve diventare pastoso.  Fate raffreddare, togliete la stecca di vaniglia e poi unite alle ciliegie  mescolando bene.
Tirate la pasta con i dorsi delle mani sino a che diventa molto sottile dandole una forma rettangolare ed adagiatela su di un canovaccio infarinato. Potete aiutarvi con un mattarello infarinato usato con delicatezza. Una volta ben steso  potete  aggiungere la farcia di ciliegie. Quindi arrotolate, aiutandovi con il canovaccio facendo fare solo due giri, sigillate i bordi, spennellatelo col burro fuso e trasferite lo strudel così composto su una placca da dolci  precedentemente imburrata e leggermente infarinata.
Infornate a 200° per 35/40 min. circa, spennellandolo di burro  ancora a metà cottura.


lunedì 1 aprile 2013

 AFORISMI
" Il senso del gusto è raffinato e complesso; la lingua è insieme l'organo del gusto e del linguaggio. Il gusto è una delle vittime del mondo moderno: sottoposti a stress e pressione abbiamo ben poco tempo per gustare il cibo che mangiamo. (...)  Quando facciamo onore ad un pranzo, assaporiamo aromi che solitamente ci sfuggono."  
( J.O'Donohue - Anam Cara )


Per il giorno di Pasqua, un'alternativa piuttosto valida al solito menù l'ho gustata in un ristorantino sul lago...

"Filetto " di tonno alla mediterranea

Cosa ci vuole:
Delle belle fette di tonno crudo, alte almeno 1 cm o anche 2
Salsa di pomodoro crudo, circa 1/2 bottiglia 
2 scalogni piccoli, capperi dissalati ed olive nere snocciolate non amare, origano, sale qb, pepe
olio extrav. di oliva ( italiano!), vino bianco

Come si fa:
In una padella antiaderente dal bordo un po' altino, si fanno scottare  con un poco di olio le fette di tonno crudo. Nel tempo che da rosso, diventino rosee, circa 4/5 minuti, girandole con una pinza da cucina e la cosa è fatta. Si tolgono quindi dal tegame e si mettono su di un piatto tenendole però al caldo. Questa cottura veloce impedisce poi al tonno nella ulteriore cottura con il sugo di disfarsi . Nella padella di prima si mette ancora un cucchiaio d'olio e si aggiunge lo scalogno tagliato sottile. Appena inizia a soffriggere si sfuma con un 1/2 bicchiere di vino bianco e poi senza fretta vi si unisce la salsa di pomodoro crudo, mescolandola delicatamente. Il fuoco deve essere moderato perché la salsa  non deve raddensarsi troppo. A questo punto si aggiungono i capperi che avremo dissalato e scolato e devono essere una bella manciata e  poi si continua l'arricchimento con le olive snocciolate. Se sono grandi tagliatele a metà, la dose ideale è un cucchiaio pieno. Si assaggerà per aggiustare di sale. Una volta aggiunto l'origano e mescolato il sugo , vi si adagiano le fette di tonno che vanno anche un po' coperte con la salsa e si fa andare a fuoco basso per circa 15 minuti. In questo modo il tonno, che è un po' alto, si cuoce fino all'interno e si armonizza con i sapori della salsa così  condita.  Una volta impiattato, si consiglia una spruzzatina di pepe . Si accompagna bene ad una bella insalata mista ed anche,  per i più golosi, ad un  buon piattino di patatine fritte... perché  no !

domenica 10 febbraio 2013

E' già arrivato il tempo di chiacchere, crostoli e frappe o gasse  che dir si voglia , così sottili e profumate sembrano mascherine del carnevale...ma piuttosto che sugli occhi è meglio mettersele in bocca e.... che il colesterolo vada a farsi benedire, per una volta  !!!!

RICETTA DEI CROSTOLI DELLA NONNA ANNA

Quel che occorre :
1/2 kg di farina bianca 00
100 gr di zucchero
 50 gr di burro
  2 uova
 1 bustina di lievito
buccia di limone non trattato
1/2 fialetta di aroma alla vaniglia 
1 bicchierino di grappa
1 bicchiere di latte
1 pizzico di sale
olio di arachide per friggere 
zucchero a velo per decorare

Come si procede :
.Lavate il limone e grattatene un po'di buccia. Fate sciogliere il burro a bagno maria e lasciatelo raffreddare a parte.In una terrina mescolate la farina con lo zucchero ed il lievito, unite poi il sale e le uova e l'aroma di vaniglia. Aggiungete ancora il latte, la grappa ed il burro sciolto e raffreddato.Continuando a mescolare unitevi la buccia del limone. Otterrete alla fine un impasto morbido che dovrete lavorare anche con le mani. L'impasto va lasciato riposare per circa 1/2 ora e poi va spianato con il mattarello fino ad avere una sfoglia un po' sottile. La sfoglia va tagliata in rombi con la rotella ondulata dei ravioli. Ora i rombi di pasta vanno fatti friggere in abbondante olio di arachide bollente. Una volta girati e fritti bene si tolgono dalla padella e si fanno un po' asciugare sulla carta da cucina. Occorrerà essere delicati nel manovrarli perchè si possono rompere. Vanno serviti spolverati di zucchero a velo e se vogliamo dirla tutta anche con accanto una salsa di ribes o lamponi calda..

Buon carnevale a tutti !!!

mercoledì 21 novembre 2012

Zuppe, che passione!!

In previsione di qualcosa che riscaldi le nostre sere d'inverno che per la verità ora sembrano ancora lontane...ecco qui la ricetta di una zuppa "hot", che mi hanno consigliato di chiamare "Torriente de Fuego".
Gli ingredienti sono perfettamente in tema con l'autunno...ma la differenza la fa una speciale salsa calabrese al peperoncino...che naturalmente si ottiene facendo macerare nell'olio d'oliva a bassa acidità, una quantità smodata di peperoncini freschi,due spicchi d'aglio, alcune foglie di salvia ed un poco di prezzemolo, il tutto ridotto in poltiglia e poi lasciato decantare in santa pace in un barattolino di vetro opportunamente sterilizzato, con l'aggiunta di 2 bacche di ginepro, per almeno dieci giorni . (Il sole dell'estate imprigionato in un vasetto di vetro!)
Quel che serve :
1/4 di verza, tolte le foglie esterne
1/2  zucca mantovana di medie dimensioni
1 porro
1 lt.di brodo vegetale ristretto
1 cucchiaio di passata di pomodoro
2 cucchiaini di salsa al peperoncino
2 manciate di pasta corta (mezzi fusilli o pipette rigate )
sale q.b.   -------------------------------------------
Lavate e sbollentate un po' la verza e la polpa della zucca tagliata a pezzi grossi. Questo ridurrà i tempi di cottura. Si può farlo anche il giorno prima, così come  il brodo.

Quel che si fa ora :
In una pentola un po' alta mettete a scaldare 3 cucchiai d'olio d'oliva a cui aggiungerete 1/2 porro tagliato a rondelle sottili, non dovrà soffriggere ma solo rosolare leggermente. Unite la verza e la zucca , che saranno scolate e ridotte in piccoli pezzetti. Lasciate insaporire mescolando e poi aggiungete il cucchiaio di passata , infine senza fretta, il brodo.  Portate ad ebollizione, quindi buttate la pasta, mescolando il tutto con delicatezza ripetutamente.Quando la pasta sarà  quasi a fine cottura , circa 10 minuti dopo, aggiungete il 1/2 porro rimanente tagliato a rondelle sottili, aggiustate di sale ed incorporate la salsa al peperoncino. Mescolate la zuppa  con delicatezza ,constatandone la consistenza che dovrebbe risultare cremosa e di un bel color arancione . Una zuppa "Torriente de Fuego"!
                
                  Buon Appetito !



domenica 6 maggio 2012

Domenica è sempre domenica...

"Che fare ?".
 Qualcun'altro si è già posto la domanda e non ricordo che risposta si è dato, ma quando mi lampeggia nella testa un " che fare ?", sembra quasi un avvertimento... Sbrigati a  trovare una risposta sennò sono guai..." che fare ? "....mi chiedo in una tremenda domenica d'aprile, una di quelle " nè carne,nè pesce" per intenderci . Il tempo meteorologico non aiuta, è vago ed indeciso come se dopo aver aperto al sole caldo, ci ripensasse e allora giù acqua a catinelle, cielo plumbeo, poi il vento e le nuvole che corrono e fuori ancora il sole. Se sei in giro passi dalle scalmane al brivido senza soluzione di continuità... La famiglia vegeta sul divano o davanti al computer e non sembra interessata al mio rovello.
Se continua a martellarmi nel cervello finirò per annichilirmi del tutto, ogni volta che un'idea  si affaccia, e spesso non è un gran che dico la verità, un'ondata di noia alta come uno tsunami mi travolge. Non sembra  sia una cosa semplice arrivare a sera, non che abbia girato i pollici tutto il giorno, no perchè nonostante sia un giorno di festa ho lavorato, portato fuori il cane e poi strofinato, stirato, riposto...come una disperata . Senza ottenere risultati soddisfacenti giro intorno al fulcro del mio problema esistenziale, come se muovermi come una trottola ottundesse il malanimo che provo. Quanto più mi sento frustrata tanto più mi dedico ai lavori manuali  e più sono automatici , più mi ci immergo. A volte mentre agito le mani, mi estraneo come se recitassi un mantra, una sottospecie di meditazione dinamica faidatè . La mente vola e sorvola, ma finora non ho comunque trovato il bandolo dell'intricata matassa che vorrei dipanare.  Il senso delle cose, o meglio la direzione che prendono quando ti distrai per un attimo, il talento  o meglio i talenti che coltivi, ma troppo poco e non ti sostengono sempre, perchè non sono imperituri e vanno esercitati...Non so se troverò entro oggi una risposta, almeno un' indicazione che mi porti a guardare avanti in un modo diverso, magari basterebbe provare a stirare gli angoli della bocca...tentare un sorriso, occorre un po' di fiducia...o forse serve urgentemente qualcosa di dolce, tipo...la
                                            "LINZERTORTE"
Ingredienti :
250 gr di farina
250 gr di zucchero
1 bustina di zucchero vanigliato, 1 presina di sale, 1 punta di coltello di polvere di chiodi di     
   garofano, scorza di limone, 2 cucchiaini di lievito in polvere
250 gr di burro
250 gr di mandorle grattuggiate fini, non sbucciate
2 uova ed un tuorlo 
1/2 vasetto di marmellata di mirtillo rosso,  zucchero a velo e cannella in polvere 
Ricetta :
Prima tagliare il burro a pezzetti e macinare le mandorle. Quindi setacciare la farina in una terrina e aggiungere il lievito, la polvere di chiodi di garofano e la scorza grattuggiata del limone. A parte sbattere bene le uova con lo zucchero, anche quello vanigliato e quando sono ben montate unirle alla farina e poi amalgamare il tutto. Se l'impasto dovesse essere un po'appiccicoso aggiungetevi un po' di farina. Distribuire su l'impasto il burro a pezzetti, ben ammorbidito  e le mandorle macinate. Lavorare con cura fino ad ottenere una pasta liscia. Riponete la pasta in frigorifero, almeno per 30 minuti.. Presa una teglia da forno, ungerla e poi metterci 2/3 della pasta schiacciandola bene sul fondo. A questo punto vi si spalma la marmellata di mirtillo, facendo attenzione a non arrivare al bordo. Con il resto della pasta ,si fanno  dei cordoncini , arrotolandoli tra le mani unite. Si dispongono infine a graticola sulla marmellata, fino a coprirne lo strato e poi si dovrà spennellare la pasta con un po' di tuorlo d'uovo sbattuto.
Si cuoce in forno preriscaldato a 180°, ventilato, per circa 45 minuti. 
Una volta sfornata si lascia raffreddare e poi si cosparge di zucchero a velo ed un po' di cannella.

venerdì 24 febbraio 2012

Pollo croccante ai pistacchi e mandole

Ingredienti x 4 persone:
4 fusi di pollo  
4 sovracosce                                                                        
1scalogno grosso                                                                    
10 pistacchi                                                                              
8   mandorle
 4/5 cucchiai di pan grattato
sale, vino bianco, spezie ( rosmarino e timo )
aglio secco in polvere
olio extravergine di oliva
Salsa : 1yogurt greco0%,1 limone , sale e zenzero  un pizzico, erba cipollina

Ricetta:
Lavate e spellate i pezzi di pollo e metteteli su di un piatto su cui avrete appoggiato un canovaccio, per asciugarli. In un mortaio, o se non l'avete nel trita-tutto, mettete prima le mandorle e i pistacchi e poi aggiungete il pangrattato l'aglio e le foglie del timo. Pestate, o tritate, fino ad ottenere un composto, che steso su di un piatto, servirà per impanare i pezzi del pollo.
In una padella larga antiaderente, fate scendere un filo d'olio d'oliva e accendete il fuoco , a basso regime. Tagliate lo scalogno e una volta messo nell'olio caldo, prima che frigga lo tirate con il vino bianco in modo che stufi per bene, poi aggiungete i pezzi di pollo impanati, alzate il fuoco, ma tenetelo a bada, coprendo ogni tanto con un coperchio. Salate il pollo, senza esagerare ed unite i rametti di rosmarino.Il pollo deve prima stufare un pochino per cuocere bene l'interno e poi arrostire per bene. Quasi a fine cottura spargete altro composto  sulla carne .
Salsa :  mescolate in una ciotola di vetro lo yogurt  con  il succo di limone, sale e zenzero e lasciatela riposare per il tempo di cottura del pollo.Tagliate a pezzetti l'erba cipollina.
Servite  sovracoscia e fuso accompagnato da un po' di salsa allo yoghurt decorata con pezzetti di erba cipollina.  Una porzione d'insalata verde ed un panino integrale sono degni accompagnatori di questo piatto. Vino bianco, meglio se un Ribolla.

giovedì 29 dicembre 2011

Capodanno allo... zenzero !

Vitello allo zenzero in gelatina


Ingredienti:
850 gr. di vitello (girello)
1carota,1sedano ,2 scalogni
2 dadi di gelatina
1 bicchiere di vino bianco
1 lt di brodo 
zenzero ,anche in polvere,sale ,pepe, olio extravergine di oliva


Rosolate il girello ben bene con 3 cucchiai di olio, unite la carota, il sedano e lo scalogno tagliati a dadini. Poi salate,pepate e sfumate la base con il vino. Fate evaporare in parte e coprite,va in cottura a fuoco basso per un'ora circa, girandolo. Quando è cotto va tolto dalla casseruola ,ed avvolta nell'alluminio.Una volta freddo si taglia a fette e si pone su di un piatto di portata. Frullate il fondo di cottura e versate la salsa ottenuta sulla carne. Preparate la gelatina con il brodo ,seguendo le istruzioni riportate sui dadi e poi lasciatela raffreddare.Tagliate  scagliette lo zenzero e spargetele sul piatto,oppure usate la polvere. Infine versare la gelatina ancora tiepida e morbida sulle fette di girello,in un primo strato. Decorate con delle sottili fette di limone e dei ciuffetti di prezzemolo ed ultimate con un ulteriore strato di gelatina in modo da avere tutto sotto "vetro". Buon Appetito !

lunedì 19 dicembre 2011

Qualche idea per i pranzi delle vacanze...

LA PASTA AL FORNO DI  MARINA                         

Ingredienti  per 6 persone :                                              
200 gr. zucchine                                                    
100 gr. funghi champignon
2  carote, 1 scalogno
50   gr. sedano
150 gr. prosciutto di Praga
60   gr. parmigiano grattuggiato
250 gr. lasagne
olio,sale ,pepe q.b.
Besciamella :
70 gr. burro
60 gr. farina
1  lt. latte
noce moscata,sale .

Ricetta : Tagliare le verdure a julienne, i funghi a fettine, e poi fare appassire il tutto in tre cucchiai di olio.
Tagliare il prosciutto. Comporre la besciamella: dopo aver fatto sciogliere il burro e raffreddare, mescolare gli ingredienti un po' alla volta per evitare i grumi.Lessare la pasta delle lasagne. Alternare in una pirofila imburrata la pasta,le verdure, la besciamella, la pasta di nuovo e poi il prosciutto, il parmigiano e la besciamella e di nuovo la pasta...Si termina con la besciamella su cui si appoggeranno dei fiocchetti di burro. Va messa in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti.


lunedì 12 dicembre 2011

Quasi alla fine di un altro anno...

" E tutto insieme, tutte le voci,
 tutte le mete, tutti i desideri,
 tutti i dolori, tutta la gioia,tutto il dolore,
 tutto il bene ed il male,
 tutto insieme era il mondo.
 Tutto insieme era il fiume del divenire,
 era la musica della vita. "
(Hermann Hesse  -  Siddharta )

Crema di ceci e mazzancolle

Ingredienti: ( 4 pers.)
1 scalogno
1 rametto di rosmarino
3 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di salsa
1 vasetto di ceci lessati
1/2 litro di brodo vegetale
2 hg di mazzancolle
pane casereccio
sale, zenzero q.b.

Ricetta :
In una casseruola preferibilmente antiaderente, mettete  lo scalogno tagliato fine e fatelo sciogliere in due cucchiai di olio. Aggiungete i ceci, precedentemente sciacquati e fateli rosolare delicatamente, poi  mescolate.
Aggiungete il brodo un po' alla volta e lasciate  andare fino a che i ceci non saranno morbidi . Togliete la pentola dal fuoco e con un frullino ad immersione trasformate la minestra di ceci in una crema a cui aggiungerete il cucchiaio di salsa ed il rametto intero di rosmarino, mescolando il tutto con delicatezza. Lasciatela coperta e procedete con le mazzancolle. Verranno lavate prima sotto l'acqua fredda e poi sgusciate partendo dalla zona delle zampette. Una volta pronte vanno fatte saltare in padella con un goccio d'olio  smuovendole con la punta di un mestolo di legno. Quando avranno cambiato colore da grigie a rosa e si saranno arrotondate, sono pronte. Spolveratele con  lo zenzero e giratele. A questo punto si dovrà rimettere la crema di ceci sul fuoco, per poterla servire ben calda , aggiungeremo quindi le mazzancolle ed aggiusteremo di sale. La zuppa va servita  in un piatto fondo su cui avremo  prima posto una fetta di pane casereccio.  Buon appetito !
Possiamo consigliare come vino, un bianco aromatico come il Weissburgunder o il Gewurztraminer,  ottimi vini altoatesini .

domenica 27 novembre 2011

Da oggi il nostro blog è ad impatto zero ! E'un'iniziativa libera e gratuita.
 Un albero verrà piantato in un preciso luogo del mondo dedicato a chi vorrà segnalare il suo blog o sito su  www.doveconviene.it in collaborazione con " I plant a tree ".

lunedì 21 novembre 2011

Monte Bianco caffè

Si tratta di un caffè speciale:    

-un espresso da bar (o un caffè di moka corto, se lo fai a casa tua)
-1 cucchiaino di cioccolato  in polvere
- schiuma di latte compatta e densa, fino all'orlo !


* va servito in un bicchiere o in tazza di vetro *  




domenica 20 novembre 2011

Storie e....dolcezze dalla Sardegna

ACCABADORA - Michela Murgia - ed. Einaudi 2009

AccabadoraQuesta è veramente una storia che porta indietro nel tempo, senza una definizione assoluta di quanto indietro si riesca ad andare. E'ambientata nella Sardegna dei silenzi e dei sommessi patti omertosi, dei misteri chiusi nel ritmo e nei suoni di un antico linguaggio.  Maria è l'ultima figlia di una madre vedova, che in un momento di difficoltà la affida come "fill'e anima" ad un'anziana sarta, donna rispettata ed in un certo senso anche temuta dai suoi compaesani. L'affidare i figli a chi li può far crescere  meglio, è una consuetudine sociale che non toglie alla famiglia d'origine nessun diritto.
Nell'intrecciarsi delle loro vite si genera la vicenda, perchè per Bonaria e Maria, essere madre e figlia d'anima, ha il sapore della speciale intesa che si crea tra chi si è scelto. Bonaria ha scelto Maria e per lei cuce una vita diversa da quella che l'aspettava e Maria ha scelto di vivere con lei. La donna insegnerà alla bambina testarda e solitaria, l'attenzione e la cura per sè e per il lavoro, ciò che è importante sapere per poter superare i momenti duri dell'esistenza ed ancora come accogliere la vita e la morte con uguale umiltà.
Bonaria rappresenta una donna senza tempo, custode di saperi millenari , che ha accettato il suo destino semplicemente. Quando Maria scoprirà il ruolo ultimo di Bonaria ne rimarrà sconvolta e turbata. Bonaria è l'accabadora, colei porta a termine il destino , portando a chi lo chiede la fine pietosa.
L'ultima madre, che chiude il cerchio della vita. La fill'e anima avrà in eredità da lei, se vorrà, saperi e destino.
Una scrittura poetica e ricca di immagini questa di Michela Murgia, senza scivolate emotive, chiara e limpida come il mare della sua isola .



venerdì 14 ottobre 2011

E' già ottobre...


Spezzatino autunnale di lonza con pere e zucca e salvia

Ingredienti per 4 p.
500 gr. di lonza di maiale a pezzetti
1 cipolla bionda o 2 scalogni
2 pere william sode
200 gr di zucca mantovana sbucciata e tagliata a tocchetti se possibile stessa misura della carne
3 foglie di salvia
2 cucchiai di aceto balsamico
2 cucchiai di olio extra vergine
20 gr di burro
sale e pepe
Mettere il burro e l’olio in una padella lasciar sciogliere a fuoco moderato e aggiungere la cipolla tagliata finemente . Quando è appassita aggiungere la carne, rosolare bene, unire la zucca, la salvia, salare , coprire e cuocere per 10 minuti ( se occorresse aggiungere acqua calda).
Trascorso questo tempo aggiungere le pere sbucciate e tagliate a tocchetti grossi, e cuocere per altri 10 min. coperto.
Bagnare con l’aceto balsamico, lasciare evaporare, unire il pepe e gustare.

E' tempo di un buon risotto al "radicchio ed arancia" per dare il benvenuto all'autunno... ancora un po' indeciso !!



Per  4 persone
300 gr. di riso (perfetto in questo risotto la qualità vialone nano, con chicchi tondi che dopo la cottura risulteranno  morbidi ma consistenti).
180 gr. di radicchio rosso
1 arancia grossa o 2 piccole
2 o 3 scalogni sbucciati e affettati finemente
olio extra vergine d’oliva
sale e pepe

Pulire il radicchio tagliandolo a falde non grosse. Sbucciare l’arancia e pelarla a vivo facendo questa operazione su di un piatto che raccolga il succo.
Rosolare dolcemente gli scalogni affettati in 2 cucchiai di olio finchè saranno morbidie trasparenti,  aggiungere il radicchio, gli spicchi d’arancia  e il succo , salare leggermente e dopo un paio di minuti spegnere la fiamma.
Nel frattempo lessate il riso in poca acqua calda salata , raggiunto la cottura eliminate l’acqua avanzata (non scolatelo deve rimanere morbido) e aggiungete il radicchio con l' arancia , mescolate e dopo aver dato un giro di olio di qualità servite caldo. Il pepe è facoltativo.









domenica 2 ottobre 2011

Dai libri portati in vacanza...


La città che profuma di coriandolo e cannella 



 Le ricette, i sapori e le storie di Damasco

di Rafik Shami  e Marie Fadel

Garzanti - 2010

Si tratta si un libro scritto da Rafik Shami, scrittore damasceno che dal 1971 si trova in esilio in Germania per motivi politici,e che vuol far conoscere, attraverso un passaggio fra i ricordi della sua famiglia e le tradizioni locali , il profumo e il delizioso insieme dei sapori della cucina di Damasco. Forse non avrebbe potuto realizzare questo  desiderio che coltivava da anni senza  il prezioso aiuto della sorella Marie Fadel, che abita a Damasco e decide di aiutarlo. Per telefono, Marie lo accompagna idealmente in un percorso attraverso le vie ed i vicoli della loro città, tra i ricordi  della loro infanzia , sposta il velo della lontananza e cosi  assieme alle parole della sorella, arrivano a lui anche il  profumo di caffè al cardamomo delle antiche caffetterie, le ricette saporite delle zie e gli odori della città mediorientale. Rafik tra immagini, sensazioni e ricordi scrive un testo che è un vero viaggio gastronomico, deliziosamente retrò, in cui conduce il lettore ad assaporare il vero spirito  della sua città. E tra le viuzze e le vie del centro di Damasco, città delle sette porte, non solo s'incontra la storia della più antica  e cosmopolita città del mondo, ma si riescono ad apprezzare anche i suoi sapori ....molte infatti sono le ricette citate, tratte  dalle  cucine di nonne e zie...

..."Zia Salime diceva che il tabbuleh è l'unica insalata che non viene mai servita in   occasioni tristi ." (pag.21)

sabato 24 settembre 2011

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Eccoci qui dopo quasi due mesi di latitanza... è ora di rimettersi ai fornelli ! In pentola bolle un'altra storia....

lunedì 20 giugno 2011

Antipasto o brunch , magari in terrazza ?

INVOLTINI DI UOVA E ZUCCHINE
Ingredienti x 4 persone: 
2 grosse zucchine
4 uova sode
olio extravergine d'oliva, aceto balsamico, timo,pepe, sale
Procedimento:
Lavate bene le zucchine e tagliatele a fette abbastanza sottili.   Grigliatele,dopo averle leggermente bagnate con l'olio in modo che non si attacchino alla padella antiaderente. Quindi posatele in un piatto  e spruzzatele con l'aceto balsamico. Sale ,pepe e timo e poi lasciate marinare per circa 15 minuti.
Intanto rassodate le uova e poi, una volta fredde, tagliatele in spicchi .Prendete le zucchine, fatele leggermente sgocciolare dalla marinata ed avvolgetele attorno ad ogni spicchio d'uovo sodo, fermandole con uno stecchino. Una volta messi gli involtini così ottenuti in un piatto di portata, vanno irrorati con un filo d'olio crudo ed una leggera spolverata di timo.   Piatto freddo semplice, ma efficace !

COPPETTE DI FORMAGGIO AL BASILICO
Ingredienti :
2etti di crescenza o stracchino
1mazzetto di basilico
olio extravergine ,pepe ,sale
Procedimento :
Lavate bene il basilico ed asciugatelo con delicatezza , se le foglie sono grandi, dividetele in due o tre pezzi con le mani.
In ciotole monoporzione alternate a strati, un filo d'olio, un bel cucchiaio di crescenza, e del basilico. Aggiungete una spruzzata di pepe,senza esagerare. L'ultimo strato sarà di basilico. Si potrà decorare con mezzo pomodorino pachino messo sopra. Porre in frigo per almeno 30 minuti .
 Ben si accompagnano al piatto precedente !

venerdì 10 giugno 2011

Il cielo estivo, l'invidia e la grandezza esponenziale dell'amore ... spiegato ai bambini

 IL SOLE E LA NUVOLA...


" Il sole viaggiava in cielo, allegro e glorioso sul suo carro di fuoco, gettando i suoi raggi in tutte le direzioni, con gran rabbia di una nuvola di umore temporalesco,che borbottava:
-- Sciupone, mano bucata, butta via i tuoi raggi, vedrai quanti te ne rimangono.
Nelle vigne ogni acino d'uva che maturava sui tralci rubava un raggio al minuto, o anche due; e non c'era filo d'erba, o ragno, o fiore,o goccia d'acqua, che non si prendesse la sua parte.
-- Lascia, lascia che tutti ti derubino: vedrai come ti ringrazieranno, quando non avrai più niente da farti rubare.
Il sole continuava allegramente il suo viaggio, regalando raggi a milioni, a miliardi,senza contarli.
Solo al tramonto contò i raggi che gli rimanevano : e guarda un po', non gliene mancava neanche uno.
La nuvola,  per la sorpresa, si sciolse in grandine. 
Il sole si tuffò allegramente nel mare. "


Gianni Rodari --Favole al telefono 1962--

giovedì 2 giugno 2011

E..state al fresco !!!

Insalata al melone

Ingredienti ( 4pers.) : 1 melone profumato
                                 1avocado maturo
                                 50 gr. di scaglie di grana
                                 1lime ( il succo)
                                 1 cucchiaio d'aceto balsamico
                                 2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
                                 erba cipollina, semi di sesamo tostati, sale e pepe rosa o bianco

Procedimento :       Si taglia il melone, precedentemente tenuto al fresco, insieme all'avocado in pezzi nè piccoli nè grossi e si pone il tutto in una ciotola di vetro in cui si avrà l'accortezza di sistemare delle foglie pulite di lattuga freschissima.  Si aggiunge anche la metà delle scaglie di grana. A parte si prepara il condimento, mescolando l'olio al succo di lime , sale e pepe q.b. , un po' di erba cipollina tagliata e una manciatina di semi di sesamo . Il sesamo però deve essere prima leggermente tostato in padella con una goccia d'olio, quando si colora leggermente, si toglie dal fuoco e si lascia raffreddare. In ultimo si unisce al condimento l'aceto balsamico e si mescola con delicatezza il tutto. Una volta ottenuto , il condimento si versa sui pezzi di melone ed avocado, a cui si uniscono le restanti scaglie di grana. Va posto in frigo per 15'  prima di essere servito.

E'  ottimo  come  antipasto o come un leggero secondo piatto !
                                

martedì 17 maggio 2011

Carciofi romani ripieni

Ingredienti :
4 carciofi romani ( tipo mamma )  x 4 persone
3 fette di pan carrè senza crosta
2cucchiai di parmigiano grattuggiato
1 cucchiaio di mandorle
1 cucchiaio di prezzemolo
1spicchio d'aglio
3 cucchiai d'olio d'oliva extravergine
sale e pepe q.b.

Procedimento :
Lavare i carciofi e pulirli togliendo le foglie grosse più esterne, ma non i sepali ovvero quelle piccole sul gambo, che serviranno a renderli più digeribili.
Tritare il pane, le mandorle, il  prezzemolo e l'aglio mettendo il tutto nel mixer. Una volta ottenuto il trito si aggiunge il parmigiano grattato ed un cucchiaio d'olio,poi si aggiusta di sale e pepe ed infine si mescola per ottenere un impasto.
 Dopo aver fatto un po' asciugare i carciofi a testa in giù sopra un panno, si allarga la corolla con le dita e li si riempie con l'impasto.   In una casseruola capiente e leggermente unta con un cucchiaio d'olio, si posano dunque  i carciofi ripieni e si va a riempire la padella con acqua un po' salata fino a metà altezza dei carciofi, versandola un po' alla volta.  Vanno messi a cuocere col coperchio a fuoco medio per circa mezz'ora.
Una volta pronti per essere mangiati , si consiglia di irrorarli con un ultimo cucchiaio di olio, crudo .
Bon  Appetit !

domenica 15 maggio 2011

Frittatine semplici delle monache

  
Da una ricetta di zia Norina...
Ingredienti :
 8 uova  ( per 20 frittatine)
4 foglie di lattuga lavata ed
1 manciata di foglie di basilico fresco, lavate e    lasciate asciugare all'aria
qualche foglia di prezzemolo
100 gr. di parmigiano grattuggiato
1 cucchiaio di latte
sale e pepe q.b.


Procedimento :
Sbattere bene le uova con sale e pepe, unire il parmigiano ed il latte. Tritare le verdure con coltello o mezzaluna, quindi unirle al composto. Ungere una padella antiaderente e larga con del'olio di arachide. Quando l'olio è bollente versare il composto  nella padella, un po' alla volta, con un cucchiaio da cucina . Cuocere  a fuoco medio e girare le frittatine con l'aiuto di due forchette. Una volta tolte dal fuoco, vanno passate in carta assorbente e poi servite su di un piatto di portata . Ottime calde, ma buonissime anche fredde. Si possono conservare in frigo coperte da carta stagnola. Si accompagnano molto bene con un'insalata di pomodori.
Consiglio  :  al trito di verdure si può aggiungere, se piace , del prosciutto cotto sminuzzato.





            
                   

lunedì 2 maggio 2011

Il punto !

A questo punto , facendo un rapido giro sulle pagine del blog,  ci siamo rese conto che la maggior parte dei piatti proposti, ricavati  o trascritti dai testi che abbiamo letto, sono quasi sempre dei "primi"... o  dei dolci .
La ragione è che noi due preferiamo di  gran lunga un bel primo piatto elaborato, a qualsiasi altra cosa e spesso  usiamo offrirli alle nostre famiglie come piatti unici. Ma dato che il nostro apprezzamento in materia culinaria, "sale i monti e gira i colli " , prossimamente daremo spazio a gustosi piatti a base di verdure, non solo contorni, ma vere pietanze !
Monica e Gioia

domenica 1 maggio 2011

Risotto alla milanese

Ingredienti per 4 persone:
500gr. di riso carnaroli o vialone nano
100gr. di burro
50gr. di midollo di bue
1cipolla bionda
1l.di brodo di carne
2 bei pizzichi di pistilli  di zafferano
parmigiano grattato

Procedimento:
Mettere in una casseruola , o pentola antiaderente, 50gr.di burro, la cipolla finemente tritata ed una volta appassita, aggiungere prima il midollo tritato e poi il riso. Mescolare, il riso si dovrà leggermente tostare. Pian piano aggiungere il brodo caldo. Nel caso fosse necessario, aggiustare di sale.Preparare lo zafferano macinato e sciolto in una tazza con un po' d'acqua calda. Quando il riso sarà cotto unire lo zafferano, mescolando bene. Spento il fuoco si farà mantecare il riso con gli altri 50gr. di burro ed il parmigiano grattuggiato.
Il risotto va servito ben caldo e decorato con qualche pistillo di zafferano.

giovedì 28 aprile 2011

Pinocchio e ..la fame

La fame di Pinocchio è presente in tutta la sua storia, "fame" di correre via per provare le sue gambe di legno, appena fatte da Geppetto, " fame " di conoscere il mondo in cui era giunto, "fame " di divertimento, in contrasto con gli insegnamenti del  padre che rinunciava anche all'unica giacchetta per  procurargli un abbecedario per la scuola e.... tanta fame di cibo...nonostante fosse fatto di legno.
Pinocchio era la rappresentazione simbolica e  pittoresca di un  bambino dell'ottocento, figlio di povera gente, secco e monello, sempre affamato di tutto.  Il suo destino poteva anche essere quello di finire come un asino morto in fondo al mare, ma Collodi volle disegnare un finale diverso per lui, una prospettiva più rosea, quella di essere "salvato" da una signora, dai capelli turchini, e finire invece come un bravo bambino borghese , in carne ed ossa ...
Tra le tante disavventure gli capitò dunque di essere trasformato, a causa della sua dabbenaggine, in un somaro . Pinocchio si trovò perciò a mangiare paglia e fieno e sognare il cibo vero...
"Allora  prese una boccata di paglia tritata: ma in quel mentre che la masticava
 si dovè accorgere  che il sapore della paglia tritata non somigliava punto nè al
 risotto alla milanese nè ai maccheroni alla napoletana. "  (C.Collodi)

Maccheroni alla napoletana

Ingredienti : (x 4 persone)
350 gr. di maccheroni lunghi
350 gr. di polpa di manzo intera
100gr. di prosciutto cotto
1 fetta di pancetta o lardo
1 spicchio d'aglio
prezzemolo
4cucchiai d'olio extravergine d'oliva
1cucchiaio di malvasìa
1 cucchiaio di pinoli
1 scatola di pelati interi
1/2 cipolla
30 gr. di burro
parmigiano o pecorino grattugiato
sale e pepe q.b.
Procedimento :
Fare un trito del lardo, o pancetta, con il prosciutto, l'aglio e il prezzemolo. A parte scaldare il un pentolino la malvasìa  con un po' d'acqua e del burro. Una volta raffreddato, unire il tritato mescolando fino ad ottenere un impasto.
Praticare dei fori nella polpa di manzo e poi riempirli con l'impasto , aiutandosi con un cucchiaino.
Tritare la cipolla e farla rosolare in una pentola antiaderente con l'olio, poi sistemarvi la polpa conciata. Prima dovrà dorare per bene su ogni lato e poi verranno aggiunti i pelati, facendo attenzione a schiacciarli con una forchetta. Sale e del pepe q.b. ed infine si porterà a cottura ,a fiamma bassa e con il coperchio, per circa 2 orette, rigirando il pezzo di carne ogni tanto. Si baderà ad aggiungere dell'acqua calda quando il sugo tenderà ad addensarsi troppo.
Circa 15 min. prima del termine di cottura previsto, si metterà a bollire l'acqua per la pasta. I maccheroni, una volta cotti al punto giusto, verranno scolati e conditi con il sugo della carne, il formaggio grattato e i pinoli .

 " ...come usano i Napoletani, si condiscono i maccheroni e la carne serve da companatico. "
 (Artusi )

mercoledì 20 aprile 2011

Pasta alla scarola


Ricetta per 4 persone:
* Sbollentate in acqua calda per 2 minuti metà testa di scarola (un po' grande) tagliata a striscioline, scolatela e   mettetela in una padella grande dove avrete scaldato 2 o 3 spicchi d'aglio, magari quello fresco di questa stagione, e un po' di peperoncino. 
* Stufate per 5 minuti e aggiungete ca. 25 olive di gaeta denocciolate e spegnete. 
* A parte in un padellino più piccolo cuocete per 3/4 minuti sempre con aglio fresco e peperoncino una decina di pomodorini possibilmente i pizzuttelli .   
* Nel frattempo avrete cotto la pasta al dente ( consigliamo pasta fresca di semola un po' attorcigliata) e tagliato a dadini 150 gr. di provola affumicata. 
* Riaccendete la padella grande con la scarola versateci la pasta, il sughetto di pomodorini, mescolate qualche istante, spegnete il fuoco, aggiungete la provola e...godetevi  questa deliziosa, ma semplice... "pasta alla scarola con pomodorini, olive di gaeta e provola affumicata".

venerdì 15 aprile 2011

Pastepatate

Una storia nella Storia di una città fatta di un sopra e di un sotto,raccontata attraverso le vite di due orfani cresciuti in epoche diverse, ma ugualmente soli e che per un caso del destino si incontrano. Don Gaetano è il più vecchio e fa il portinaio di un vecchio palazzo, si farà carico d'insegnare al giovane figlio di Nessuno, lo Smilzo , come restare vivo ed imparare l'arte del vivere, e lo fa raccontandogli la sua,  di storia . Il ragazzino beve ogni parola che esce dalla  bocca del suo 'maestro'. Fuori dalla guardiola di Don Gaetano,c'è la città di Napoli, i suoi vicoli scuri, il porto e il mare.
Il giorno prima della felicità " T'aggia imparà e t'aggia perdere" , dice Don Gaetano allo Smilzo . Devo insegnarti tutto e devo lasciarti andare, in queste parole è racchiuso il senso stesso della vicenda di questo romanzo,e nel contempo, una preziosa rivelazione pedagogica.  Il ragazzo si nutrirà della sapienza e dell'esperienza di Don Gaetano che rappresenta per lui radici , terra e città  fino a quando, diventato abbastanza grande, se ne dovrà andare. Lo Smilzo si nutre di storie, dell'amore che scopre e da cui viene scoperto,della forza e della dannazione di un destino segnato. Prima di andare via dovrà conoscere il segreto del fuoco che gli riserverà dignità e considerazione tra la sua gente, e prima di partire dovrà assaporare ciò che si prova " il giorno prima della felicità" quello prima che tutto cambi.
Un sapore che ha il gusto famigliare di un piatto di "pastepatate".
( Il giorno prima della felicità ...Erri De Luca...Ed.Feltrinelli )
                                               
PASTEPATATE  alla napoletana

Ingredienti x tre persone: 250 g r.di pasta mista
                                       1/2 cipolla, 1 carota, 1costa di sedano
                                        qualche foglia di prezzemolo e basilico
                                       3 patate (sbucciate e tagliate a cubetti)
                                       1 pugno di pancetta a dadini o di lardo
                                       2/3 cucchiai di concentrato di pomodoro
                                       parmigiano ( anche un pezzo di crosta ripulita) grattato
                                       sale, pepe ,peperoncino, olio d'oliva
Procedimento:
Fare un battuto di cipolla, carota e sedano, far rosolare nell'olio con un pezzetto di peperoncino e un po' di lardo o pancetta a cubetti. Quando tutto sarà rosolato si potrà aggiungere il concentrato di pomodoro, si mescola bene e si uniscono le patate a cubetti. Si fa insaporire, sempre mescolando e poi s'aggiunge dell'acqua calda fino a copertura, con un po' di sale e la crosta di parmigiano. Quando le patate saranno cotte, ma non disfatte, si va ad aggiungere altra acqua calda, si porta a bollore e si butta la pasta mista. A questo punto si regola di sale e la pasta viene portata fin quasi a cottura, a fiamma bassa, mescolando. Se occorre si potrà aggiungere altra acqua calda, nella misura di una tazza alla volta. Quando sarà al dente, si spegne il fuoco e si lasca riposare ed addensare per 5'.
Prima di impiattare, si aggiunga del parmigiano grattato, un trito leggero di prezzemolo e una foglia di basilico,come decoro.