sabato 24 settembre 2011

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Eccoci qui dopo quasi due mesi di latitanza... è ora di rimettersi ai fornelli ! In pentola bolle un'altra storia....

lunedì 20 giugno 2011

Antipasto o brunch , magari in terrazza ?

INVOLTINI DI UOVA E ZUCCHINE
Ingredienti x 4 persone: 
2 grosse zucchine
4 uova sode
olio extravergine d'oliva, aceto balsamico, timo,pepe, sale
Procedimento:
Lavate bene le zucchine e tagliatele a fette abbastanza sottili.   Grigliatele,dopo averle leggermente bagnate con l'olio in modo che non si attacchino alla padella antiaderente. Quindi posatele in un piatto  e spruzzatele con l'aceto balsamico. Sale ,pepe e timo e poi lasciate marinare per circa 15 minuti.
Intanto rassodate le uova e poi, una volta fredde, tagliatele in spicchi .Prendete le zucchine, fatele leggermente sgocciolare dalla marinata ed avvolgetele attorno ad ogni spicchio d'uovo sodo, fermandole con uno stecchino. Una volta messi gli involtini così ottenuti in un piatto di portata, vanno irrorati con un filo d'olio crudo ed una leggera spolverata di timo.   Piatto freddo semplice, ma efficace !

COPPETTE DI FORMAGGIO AL BASILICO
Ingredienti :
2etti di crescenza o stracchino
1mazzetto di basilico
olio extravergine ,pepe ,sale
Procedimento :
Lavate bene il basilico ed asciugatelo con delicatezza , se le foglie sono grandi, dividetele in due o tre pezzi con le mani.
In ciotole monoporzione alternate a strati, un filo d'olio, un bel cucchiaio di crescenza, e del basilico. Aggiungete una spruzzata di pepe,senza esagerare. L'ultimo strato sarà di basilico. Si potrà decorare con mezzo pomodorino pachino messo sopra. Porre in frigo per almeno 30 minuti .
 Ben si accompagnano al piatto precedente !

venerdì 10 giugno 2011

Il cielo estivo, l'invidia e la grandezza esponenziale dell'amore ... spiegato ai bambini

 IL SOLE E LA NUVOLA...


" Il sole viaggiava in cielo, allegro e glorioso sul suo carro di fuoco, gettando i suoi raggi in tutte le direzioni, con gran rabbia di una nuvola di umore temporalesco,che borbottava:
-- Sciupone, mano bucata, butta via i tuoi raggi, vedrai quanti te ne rimangono.
Nelle vigne ogni acino d'uva che maturava sui tralci rubava un raggio al minuto, o anche due; e non c'era filo d'erba, o ragno, o fiore,o goccia d'acqua, che non si prendesse la sua parte.
-- Lascia, lascia che tutti ti derubino: vedrai come ti ringrazieranno, quando non avrai più niente da farti rubare.
Il sole continuava allegramente il suo viaggio, regalando raggi a milioni, a miliardi,senza contarli.
Solo al tramonto contò i raggi che gli rimanevano : e guarda un po', non gliene mancava neanche uno.
La nuvola,  per la sorpresa, si sciolse in grandine. 
Il sole si tuffò allegramente nel mare. "


Gianni Rodari --Favole al telefono 1962--

giovedì 2 giugno 2011

E..state al fresco !!!

Insalata al melone

Ingredienti ( 4pers.) : 1 melone profumato
                                 1avocado maturo
                                 50 gr. di scaglie di grana
                                 1lime ( il succo)
                                 1 cucchiaio d'aceto balsamico
                                 2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
                                 erba cipollina, semi di sesamo tostati, sale e pepe rosa o bianco

Procedimento :       Si taglia il melone, precedentemente tenuto al fresco, insieme all'avocado in pezzi nè piccoli nè grossi e si pone il tutto in una ciotola di vetro in cui si avrà l'accortezza di sistemare delle foglie pulite di lattuga freschissima.  Si aggiunge anche la metà delle scaglie di grana. A parte si prepara il condimento, mescolando l'olio al succo di lime , sale e pepe q.b. , un po' di erba cipollina tagliata e una manciatina di semi di sesamo . Il sesamo però deve essere prima leggermente tostato in padella con una goccia d'olio, quando si colora leggermente, si toglie dal fuoco e si lascia raffreddare. In ultimo si unisce al condimento l'aceto balsamico e si mescola con delicatezza il tutto. Una volta ottenuto , il condimento si versa sui pezzi di melone ed avocado, a cui si uniscono le restanti scaglie di grana. Va posto in frigo per 15'  prima di essere servito.

E'  ottimo  come  antipasto o come un leggero secondo piatto !
                                

martedì 17 maggio 2011

Carciofi romani ripieni

Ingredienti :
4 carciofi romani ( tipo mamma )  x 4 persone
3 fette di pan carrè senza crosta
2cucchiai di parmigiano grattuggiato
1 cucchiaio di mandorle
1 cucchiaio di prezzemolo
1spicchio d'aglio
3 cucchiai d'olio d'oliva extravergine
sale e pepe q.b.

Procedimento :
Lavare i carciofi e pulirli togliendo le foglie grosse più esterne, ma non i sepali ovvero quelle piccole sul gambo, che serviranno a renderli più digeribili.
Tritare il pane, le mandorle, il  prezzemolo e l'aglio mettendo il tutto nel mixer. Una volta ottenuto il trito si aggiunge il parmigiano grattato ed un cucchiaio d'olio,poi si aggiusta di sale e pepe ed infine si mescola per ottenere un impasto.
 Dopo aver fatto un po' asciugare i carciofi a testa in giù sopra un panno, si allarga la corolla con le dita e li si riempie con l'impasto.   In una casseruola capiente e leggermente unta con un cucchiaio d'olio, si posano dunque  i carciofi ripieni e si va a riempire la padella con acqua un po' salata fino a metà altezza dei carciofi, versandola un po' alla volta.  Vanno messi a cuocere col coperchio a fuoco medio per circa mezz'ora.
Una volta pronti per essere mangiati , si consiglia di irrorarli con un ultimo cucchiaio di olio, crudo .
Bon  Appetit !

domenica 15 maggio 2011

Frittatine semplici delle monache

  
Da una ricetta di zia Norina...
Ingredienti :
 8 uova  ( per 20 frittatine)
4 foglie di lattuga lavata ed
1 manciata di foglie di basilico fresco, lavate e    lasciate asciugare all'aria
qualche foglia di prezzemolo
100 gr. di parmigiano grattuggiato
1 cucchiaio di latte
sale e pepe q.b.


Procedimento :
Sbattere bene le uova con sale e pepe, unire il parmigiano ed il latte. Tritare le verdure con coltello o mezzaluna, quindi unirle al composto. Ungere una padella antiaderente e larga con del'olio di arachide. Quando l'olio è bollente versare il composto  nella padella, un po' alla volta, con un cucchiaio da cucina . Cuocere  a fuoco medio e girare le frittatine con l'aiuto di due forchette. Una volta tolte dal fuoco, vanno passate in carta assorbente e poi servite su di un piatto di portata . Ottime calde, ma buonissime anche fredde. Si possono conservare in frigo coperte da carta stagnola. Si accompagnano molto bene con un'insalata di pomodori.
Consiglio  :  al trito di verdure si può aggiungere, se piace , del prosciutto cotto sminuzzato.





            
                   

lunedì 2 maggio 2011

Il punto !

A questo punto , facendo un rapido giro sulle pagine del blog,  ci siamo rese conto che la maggior parte dei piatti proposti, ricavati  o trascritti dai testi che abbiamo letto, sono quasi sempre dei "primi"... o  dei dolci .
La ragione è che noi due preferiamo di  gran lunga un bel primo piatto elaborato, a qualsiasi altra cosa e spesso  usiamo offrirli alle nostre famiglie come piatti unici. Ma dato che il nostro apprezzamento in materia culinaria, "sale i monti e gira i colli " , prossimamente daremo spazio a gustosi piatti a base di verdure, non solo contorni, ma vere pietanze !
Monica e Gioia

domenica 1 maggio 2011

Risotto alla milanese

Ingredienti per 4 persone:
500gr. di riso carnaroli o vialone nano
100gr. di burro
50gr. di midollo di bue
1cipolla bionda
1l.di brodo di carne
2 bei pizzichi di pistilli  di zafferano
parmigiano grattato

Procedimento:
Mettere in una casseruola , o pentola antiaderente, 50gr.di burro, la cipolla finemente tritata ed una volta appassita, aggiungere prima il midollo tritato e poi il riso. Mescolare, il riso si dovrà leggermente tostare. Pian piano aggiungere il brodo caldo. Nel caso fosse necessario, aggiustare di sale.Preparare lo zafferano macinato e sciolto in una tazza con un po' d'acqua calda. Quando il riso sarà cotto unire lo zafferano, mescolando bene. Spento il fuoco si farà mantecare il riso con gli altri 50gr. di burro ed il parmigiano grattuggiato.
Il risotto va servito ben caldo e decorato con qualche pistillo di zafferano.

giovedì 28 aprile 2011

Pinocchio e ..la fame

La fame di Pinocchio è presente in tutta la sua storia, "fame" di correre via per provare le sue gambe di legno, appena fatte da Geppetto, " fame " di conoscere il mondo in cui era giunto, "fame " di divertimento, in contrasto con gli insegnamenti del  padre che rinunciava anche all'unica giacchetta per  procurargli un abbecedario per la scuola e.... tanta fame di cibo...nonostante fosse fatto di legno.
Pinocchio era la rappresentazione simbolica e  pittoresca di un  bambino dell'ottocento, figlio di povera gente, secco e monello, sempre affamato di tutto.  Il suo destino poteva anche essere quello di finire come un asino morto in fondo al mare, ma Collodi volle disegnare un finale diverso per lui, una prospettiva più rosea, quella di essere "salvato" da una signora, dai capelli turchini, e finire invece come un bravo bambino borghese , in carne ed ossa ...
Tra le tante disavventure gli capitò dunque di essere trasformato, a causa della sua dabbenaggine, in un somaro . Pinocchio si trovò perciò a mangiare paglia e fieno e sognare il cibo vero...
"Allora  prese una boccata di paglia tritata: ma in quel mentre che la masticava
 si dovè accorgere  che il sapore della paglia tritata non somigliava punto nè al
 risotto alla milanese nè ai maccheroni alla napoletana. "  (C.Collodi)

Maccheroni alla napoletana

Ingredienti : (x 4 persone)
350 gr. di maccheroni lunghi
350 gr. di polpa di manzo intera
100gr. di prosciutto cotto
1 fetta di pancetta o lardo
1 spicchio d'aglio
prezzemolo
4cucchiai d'olio extravergine d'oliva
1cucchiaio di malvasìa
1 cucchiaio di pinoli
1 scatola di pelati interi
1/2 cipolla
30 gr. di burro
parmigiano o pecorino grattugiato
sale e pepe q.b.
Procedimento :
Fare un trito del lardo, o pancetta, con il prosciutto, l'aglio e il prezzemolo. A parte scaldare il un pentolino la malvasìa  con un po' d'acqua e del burro. Una volta raffreddato, unire il tritato mescolando fino ad ottenere un impasto.
Praticare dei fori nella polpa di manzo e poi riempirli con l'impasto , aiutandosi con un cucchiaino.
Tritare la cipolla e farla rosolare in una pentola antiaderente con l'olio, poi sistemarvi la polpa conciata. Prima dovrà dorare per bene su ogni lato e poi verranno aggiunti i pelati, facendo attenzione a schiacciarli con una forchetta. Sale e del pepe q.b. ed infine si porterà a cottura ,a fiamma bassa e con il coperchio, per circa 2 orette, rigirando il pezzo di carne ogni tanto. Si baderà ad aggiungere dell'acqua calda quando il sugo tenderà ad addensarsi troppo.
Circa 15 min. prima del termine di cottura previsto, si metterà a bollire l'acqua per la pasta. I maccheroni, una volta cotti al punto giusto, verranno scolati e conditi con il sugo della carne, il formaggio grattato e i pinoli .

 " ...come usano i Napoletani, si condiscono i maccheroni e la carne serve da companatico. "
 (Artusi )

mercoledì 20 aprile 2011

Pasta alla scarola


Ricetta per 4 persone:
* Sbollentate in acqua calda per 2 minuti metà testa di scarola (un po' grande) tagliata a striscioline, scolatela e   mettetela in una padella grande dove avrete scaldato 2 o 3 spicchi d'aglio, magari quello fresco di questa stagione, e un po' di peperoncino. 
* Stufate per 5 minuti e aggiungete ca. 25 olive di gaeta denocciolate e spegnete. 
* A parte in un padellino più piccolo cuocete per 3/4 minuti sempre con aglio fresco e peperoncino una decina di pomodorini possibilmente i pizzuttelli .   
* Nel frattempo avrete cotto la pasta al dente ( consigliamo pasta fresca di semola un po' attorcigliata) e tagliato a dadini 150 gr. di provola affumicata. 
* Riaccendete la padella grande con la scarola versateci la pasta, il sughetto di pomodorini, mescolate qualche istante, spegnete il fuoco, aggiungete la provola e...godetevi  questa deliziosa, ma semplice... "pasta alla scarola con pomodorini, olive di gaeta e provola affumicata".

venerdì 15 aprile 2011

Pastepatate

Una storia nella Storia di una città fatta di un sopra e di un sotto,raccontata attraverso le vite di due orfani cresciuti in epoche diverse, ma ugualmente soli e che per un caso del destino si incontrano. Don Gaetano è il più vecchio e fa il portinaio di un vecchio palazzo, si farà carico d'insegnare al giovane figlio di Nessuno, lo Smilzo , come restare vivo ed imparare l'arte del vivere, e lo fa raccontandogli la sua,  di storia . Il ragazzino beve ogni parola che esce dalla  bocca del suo 'maestro'. Fuori dalla guardiola di Don Gaetano,c'è la città di Napoli, i suoi vicoli scuri, il porto e il mare.
Il giorno prima della felicità " T'aggia imparà e t'aggia perdere" , dice Don Gaetano allo Smilzo . Devo insegnarti tutto e devo lasciarti andare, in queste parole è racchiuso il senso stesso della vicenda di questo romanzo,e nel contempo, una preziosa rivelazione pedagogica.  Il ragazzo si nutrirà della sapienza e dell'esperienza di Don Gaetano che rappresenta per lui radici , terra e città  fino a quando, diventato abbastanza grande, se ne dovrà andare. Lo Smilzo si nutre di storie, dell'amore che scopre e da cui viene scoperto,della forza e della dannazione di un destino segnato. Prima di andare via dovrà conoscere il segreto del fuoco che gli riserverà dignità e considerazione tra la sua gente, e prima di partire dovrà assaporare ciò che si prova " il giorno prima della felicità" quello prima che tutto cambi.
Un sapore che ha il gusto famigliare di un piatto di "pastepatate".
( Il giorno prima della felicità ...Erri De Luca...Ed.Feltrinelli )
                                               
PASTEPATATE  alla napoletana

Ingredienti x tre persone: 250 g r.di pasta mista
                                       1/2 cipolla, 1 carota, 1costa di sedano
                                        qualche foglia di prezzemolo e basilico
                                       3 patate (sbucciate e tagliate a cubetti)
                                       1 pugno di pancetta a dadini o di lardo
                                       2/3 cucchiai di concentrato di pomodoro
                                       parmigiano ( anche un pezzo di crosta ripulita) grattato
                                       sale, pepe ,peperoncino, olio d'oliva
Procedimento:
Fare un battuto di cipolla, carota e sedano, far rosolare nell'olio con un pezzetto di peperoncino e un po' di lardo o pancetta a cubetti. Quando tutto sarà rosolato si potrà aggiungere il concentrato di pomodoro, si mescola bene e si uniscono le patate a cubetti. Si fa insaporire, sempre mescolando e poi s'aggiunge dell'acqua calda fino a copertura, con un po' di sale e la crosta di parmigiano. Quando le patate saranno cotte, ma non disfatte, si va ad aggiungere altra acqua calda, si porta a bollore e si butta la pasta mista. A questo punto si regola di sale e la pasta viene portata fin quasi a cottura, a fiamma bassa, mescolando. Se occorre si potrà aggiungere altra acqua calda, nella misura di una tazza alla volta. Quando sarà al dente, si spegne il fuoco e si lasca riposare ed addensare per 5'.
Prima di impiattare, si aggiunga del parmigiano grattato, un trito leggero di prezzemolo e una foglia di basilico,come decoro.
                          

martedì 12 aprile 2011

Lo strudel di nonna Anna

Ingredienti per la sfoglia :
200 gr. di farina bianca
100 gr. d'acqua tiepida
2 cucchiai d'olio di semi (arachidi o mais)
1 pizzico di sale
Si versa la farina in una ciotola facendola smuovere bene,poi s'aggiunge il sale e si versa l'olio nel mezzo. Si aggiunge l'acqua tiepida piano piano. Si dovrà mescolare il tutto finchè non si ottiene una pasta morbida, da lavorare fino a che non sia più appiccicosa. Poi si deve sfarinare il piano di lavoro dove si inizierà a manipolare l'impasto. Una volta ottenuta una palla di pasta ,con forza si deve buttarla sul piano due o tre volte  fino ad ottenere una palla di pasta ben liscia e che non attacchi. A questo punto si lascia riposare per mezz'ora, poggiata sulla carta forno,infarinata anch'essa, e su di un canovaccio grande. Si ungerà un po' la palla e si ricoprirà con una ciotola riscaldata. (in microonde oppure con l' acqua calda e poi va asciugata) Accendere il forno a 180° .

 Ingredienti per la farcitura:
800gr di mele leggermente acidule ( renette o pinova)
100gr di pangrattato
60gr di burro
100gr di zucchero
2 cucchiai di Rum
1 limone
50gr di uvetta
50gr noci o mandorle tritate
50gr pinoli
cannella
zucchero a velo
Prima di tutto si metterà l'uvetta in acqua calda per idratarla bene,poi si deve rosolare il pangrattato con il burro sciolto nel padellino. Si lavano e si sbucciano le mele.avendo cura di levare il torsolo, poi si tagliano a fette sottili. Si mettono in una ciotola a cui si aggiunge lo zucchero,il rum,il succo del limone e un po' di buccia grattata se è bio. Infine, una volta strizzate le uvette, si aggiungono alle mele ,insieme alle noci o mandorle, ai pinoli e alla cannella.
Procedimento:
La pasta che ha riposato si stende, prima con il mattarello e poi con le mani, fino ad ottenere una forma rettangolare, di consistenza finissima, ma elastica sotto le mani.Bisogna renderla quasi trasparente ,tanto da poter vedere la trama del canovaccio sottostante. Ora è pronta per essere riempita , in quest'ordine : prima il pangrattato rosolato, e tutto il rettangolo deve essere ben riempito , poi il ripieno verrà versato a pioggia,  con le mani dalla ciotola e poi distribuito sulla superficie della pasta. Infine, aiutandosi con il canovaccio, si fa arrotolare dalla parte più lunga fino a che si uniscano i lembi.Si chiuderanno poi le estremità dello strudel, cercando di dargli una forma leggermente a ferro di cavallo. Usando la carta forno si trasferirà lo strudel in forno sopra una teglia. starà a cuocere per 40' ed a metà cottura si potrà bagnare la parte superiore con del latte tiepido.
Una volta sfornato si servirà sempre tiepido con una sfarinata di zucchero a velo oppure accompagnato  da una salsa di vaniglia calda.

La baklava turca e le origini dello strudel...

 La notizia è che lo strudel.... ha sicure origini mediorientali!  
Tanto per sottolineare ancora una volta, se servisse, che da lì ha preso forma la nostra cultura...  Sembra che derivi da un dolce molto diffuso in quei territori, la baklava .
La baklava è un dolce di pasta sfogliata, pasta fillo , ripieno di frutta secca, miele , zucchero e succo di limone, spezie e acqua di rose.  In Turchia viene tagliata in rettangoli o triangoli, oppure arrotolata e tagliata a fette circolari.   E' possibile che ogni famiglia turca lo faccia in un modo un po' diverso una dall'altra, seguendo antiche ricette tramandate di madre in figlia.
L'origine di questo dolce ha radici molto antiche che risalgono agli Assiri, che infornavano un trito di noci e miele, avvolto in una pasta molto lavorata e tirata.   L'uso della pasta fillo ( da phyllo che in greco significa foglia) lo si deve appunto ai Greci, cui il dolce era giunto al seguito di  viaggiatori e marinai.
Un'ulteriore modifica alla farcia del dolce,  la portarono gli Armeni, che all'epoca di Bisanzio, unirono all'impasto di frutta secca : pistacchi, cannella e chiodi di garofano tritati. 
Infine si deve alla cultura araba sia l'aggiunta del cardamomo e dell'acqua di rose, sia il nome,che significa "noci".  Insomma " le mani in pasta" ce le hanno messe in tanti.
A seguito delle conquiste turche  il dolce giunse nella penisola balcanica e poi nel 1547 circa arrivò fino in Ungheria, dove cambiò nome e parte della farcitura e divenne lo strudel di mele. Durante il tempo dell'impero austro-ungarico diventò uno dei dolci più amati e diffusi . Infine, dopo il congresso di Vienna  del 1815 , entrò ufficialmente a far parte della tradizione gastronomica delle regioni dolomitiche. La produzione di mele del territorio ha ulteriormente contribuito a dare a questo dolce una grande popolarità e diffusione .

venerdì 18 marzo 2011

Dolcezze dal mondo... l' Ashure ad Istanbul





Riportiamo la citazione  da un libro letto con curiosità e piacere dove la ricetta dell' ashure  viene  riportata integralmente , si tratta del romanzo  --"La bastarda di Istanbul" di Elif Shafak , ed.BUR  --  ...e  si legge con il piacere di una scoperta.  La città di Istanbul viene paragonata ad una nave che naviga fra due mari,  dove si incrociano i destini di due famiglie etnicamente diverse , ma con un passato comune. Il passato per gli armeni della diaspora è il doloroso ed unico aggancio alla propria origine, non vogliono e non possono dimenticare. 
Per i turchi invece sembra essere  un buco nero dove lasciare il ricordo di efferatezze non riconosciute. In questa atmosfera di profonde differenze si incrociano le vite di due ragazze i cui destini sono indissolubilmente legati proprio dal passato dei loro popoli diversi e simili. 
In casa della ragazza turca, Asya, dove un vuoto incolmabile è rappresentato dalla mancanza del padre, vivono solo donne e tra i vapori di una cucina che dal mattino alla sera è piena di profumi di spezie, si prepara un dolce antico...


  ...  " L'\ashure era il simbolo della continuità e della stabilità, l'epitome dei tempi felici che seguono  ogni bufera,  non importa quanto terribile sia   stata.
La nonna aveva messo a mollo gli ingredienti il giorno prima, e adesso si apprestava a cucinarli.  Aprì un armadietto e tirò fuori una grossa pentola.  Bisognava sempre tenere in casa un pentolone adatto per l'ashure...
Ingredienti:
La bastarda di Istanbul1/2tazza di ceci
                    
1tazza di grano integro in chicchi                                                            
1tazza di riso                                                                   
1tazza e1/2 di zucchero
1/2tazza di nocciole tostate
1/2tazza di pistacchi
1/2tazza di pinoli
1cucchiaino di vaniglia
1/3tazza di uvetta
1/3tazza di fichi secchi
1/2tazza di albicocche secche
1/2tazza di scorze d'arancia
2cucchiaini di acqua di rose
Decorazione:
2cucchiaini di cannella
1/2 tazza di mandorle sbiancate ed affettate
1/2tazza di semi di melagrana

Preparazione :
La maggior parte degli ingredienti va messa a bagno il giorno precedente, come segue : lavare accuratamente ceci,grano,riso e poi lasciarli a mollo tutta la notte in ciotole separate. Immergete fichi, albicocche e scorze d'arancia in acqua calda per mezz'ora,poi scolate tenendo da parte l'acqua di ammollo;tagliare il tutto a pezzi, mescolare con uvetta e tenere da parte.
Cottura :
Coprire i ceci con circa quattro litri d'acqua fredda. Portare a ebollizione e cuocere a fuoco medio per circa un'ora. Intanto portare ad ebollizione 75cl. d'acqua e cuocere riso e grano a fuoco basso per un'ora continuando a mescolare fino a quando la miscela è morbida. Aggiungere l'acqua di ammollo della frutta secca, lo zucchero, le nocciole spezzate,i pistacchi e i pinoli nella pentola, e far bollire il tutto a fuoco medio mescolando di continuo, per 30 minuti o più. La miscela deve addensarsi leggermente fino ala consistenza di una zuppa spessa. Aggiungere la vaniglia, l'uvetta,i fichi, le albicocche e le scorze d'arancia, e cuocere per altri 20 minuti continuando a mescolare. Spegnere il fuoco e aggiungere l'acqua di rose. Lasciar raffreddare l'ashure a temperatura ambiente per un'ora o più. Spolverare con la cannella e guarnire con fettine di mandorla e semi di melagrana.   " (c.d.t.)      

martedì 11 gennaio 2011

Con ciò che rimane...

Passate le festività cosa resta, un pò franato ,ma sempre morbido ?... ma il pandoro ! Bene qui abbiamo giusto un sistema per eliminarlo ...in modo non cruento , e cioè come trasformare un vecchio pandoro in un semifreddo da tirare fuori dal freezer in qualsiasi momento.

LO ZUCCOTTO DELLA BEFANA


Ingr. : 1 pandoro, anche già aperto, 1 vasetto di panna da montare, 1 vasetto di yoghurt bianco magro, 1 pezzo di cioccolato fondente da grattare, cannella in polvere, 2 arance tarocco rosso.
Servirà una ciotola di acciaio o comunque una  che sia possibile mettere in freezer e della pellicola trasparente.

Cominciamo tagliando il pandoro dalla cima ,ottenendo una stella, che metteremo su di un piatto grande insieme ad altri pezzi di pandoro tagliati invece grossolanamente. Si spremono le arance e con il succo filtrato, si vanno a bagnare i pezzi di pandoro e la stella badando di non esagerare .Il pandoro non deve essere fradicio ma deve assorbire il liquido.
Si  versa la panna in un contenitore per sbatterla, assieme a tre pizzichi di cannella e  si  ottiene una panna montata soffice e profumata.   Alla fine si grattuggia il cioccolato.
Per ultimo si unisce lo yoghurt alla panna, velocemente con un mestolo.
Ora si deve ricoprire il fondo della ciotola con la pellicola, messa a croce e con i 4 lembi lunghi che escono dalla ciotola stessa.
Per prima cosa  vi verrà appoggiata la stella di pandoro, e sopra con un cucchiaio si versa un pò del composto di panna e yoghurt e delle scagliette di cioccolato, poi si andrà a ricoprire a strati, di nuovo i pezzi di pandoro bagnato ben uniti a formare uno strato e poi di nuovo il composto e il cioccolato  e così via fino all'orlo della ciotola.Alla fine si livella con un cucchiaio il composto e si sparge ancora il cioccolato.Una volta a livello si copre con i quattro lembi di pellicola che escono dalla ciotola e così com'è si mette in freeezer.
Dopo almeno tre  ore , si può presentare lo zuccotto...in questo modo : si riaprono i quattro lembi e si capovolge la ciotola su di un piatto.  La pellicola verrà via con facilità e come decorazione si può spargere sopra dello zucchero a velo o del cacao e poi si potrà affettare lo zuccotto. Sarà buonissimo è una ricetta sperimentata !
Per riporre parte dello zuccotto ,se avanza, bisognerà ricoprirlo con la pellicola a croce, con lembi lunghi e rimetterlo nella ciotola , chiudere i lembi e così si conserverà ancora un pò.

sabato 30 ottobre 2010

Pasta alle vongole...a modo mio

Le vongole vanno lavate sotto un getto d'acqua , tenute tra le mani, leggermente scosse e poi lasciate almeno tre ore in acqua di mare pulito, o in alternativa, si possono mettere in una bacinella con acqua e un cucchiaio di sale marino .   C'è chi le tiene in frigo e chi fuori.      Occorre mezzo spicchio d'aglio, qualche peperoncino , prezzemolo tritato. Naturalmente olio extra vergine di oliva, e un pacchetto di  spaghetti.   Una volta raccolti tutti gli ingredienti sul tavolo di cucina, si mette a bollire una pentola d' acqua salata per la pasta, si tolgono le vongole dalla bacinella e si deve filtrare un poco dell'acqua rimasta. Mentre la pasta cuoce si fa scaldare l'olio ,l'aglio e il peperoncino in un padella larga . Quando sarà ben caldo si rovesciano dentro le vongole , si rimesta un paio di volte, poi la padella deve essere coperta. Il fuoco abbassato al minimo. Scolata la pasta , si controlla che le vongole si siano tutte dischiuse e a quel punto si aggiunge del prezzemolo tritato.  La pasta scolata viene versata nella padella insieme alle vongole, è sempre consigliabile toglierne tre cucchiaiate per poter meglio condire la pasta nei piatti. Se la pasta risultasse un po’ troppo asciutta si può aggiungere un paio di cucchiai di acqua delle vongole filtrata.  Si serve nei piatti aggiungendo le vongole, tenute a parte ,per guarnire.        Prima di mangiare si consiglia di annusare il piatto così composto, per poterlo gustare pienamente con tutti i sensi .

lunedì 25 ottobre 2010

Pel di carota

"Salta giù dal letto di primo mattino e si mette in cammino solo quando ha lo spirito netto, il cuore puro, il corpo leggero come un abito estivo. Non si porta dietro provviste. Berrà per strada aria fresca e respirerà salubri odori. Lascia le armi a casa, gli basta tenere gli occhi ben aperti. Gli occhi gli servono da reti dove le immagini verrano ad imprigionarsi da sole."
Jules Renard

Una torta per...pel di carota !

....e per tutti gli altri, brutti sporchi ,anche cattivi a volte...ma bambini.

Serviranno:
220gr. di carote,220 gr. di mandorle pelate, 150 gr.di zucchero, 5 uova intere, una bustina di lievito, 20 gr. di fecola e 2 cucchiaini di liquore per dolci.
Si prepara così :
Dividendo prima i rossi dai bianchi d'uovo e mettendo i bianchi in frigorifero. Si sbatteranno ben bene i rossi con lo zucchero, unendo poi le carote e le mandorle tritate finemente, il liquore, la fecola .Si monteranno a neve i bianchi con l'aggiunta di un pizzico di sale e si uniranno al composto.
Per ultimo si aggiungerà il lievito stemperato in una tazzina con poco latte.
Il tutto verrà infine versato in una teglia precedentemente unta e cosparsa di pangrattato. Il forno verrà preriscaldato a 160° pronto ad accogliere la teglia per circa 40' .

* dalla ricetta autentica di una vicina di casa...

giovedì 14 ottobre 2010

Cambio di stagione....

L'uomo di scienza sa che il mondo non è semplicemente quale appare ai nostri sensi, egli sa che la terra e l'acqua sono in realtà il gioco di forze che si manifestano a noi come terra ed acqua; il come, possiamo soltanto in parte comprenderlo.   Similmente l'uomo che ha gli occhi dello spirito aperti sa che la verità finale circa la terra e l'acqua consiste nella nostra comprensione della volontà eterna che opera nel tempo, e si impersonifica in forze rivelantesi a noi sotto questi aspetti.   Questa non è semplice nozione, come è la scienza, ma è la percezione dell'anima per mezzo dell'anima.  Essa non ci conduce alla potenza come fa la scienza, ma ci dà la gioia, che è il risultato dell'unione di cose affini.   Chi non sa divenire più profondo con la pratica della vita, che con la scienza, non comprenderà mai che cosa rivelano i fenomeni naturali all'uomo dotato di visione spirituale.   L'acqua non gli netta solo le membra, ma gli purifica il cuore perchè essa riguarda anche la sua anima.   La terra non solo gli allieta lo spirito, perchè il contatto con essa è più che un contatto fisico, è una presenza vivente."...
(Tagore -La religione della gioia-)

lunedì 4 ottobre 2010

Aforismi e Aperitivi

"Si dice che l'appetito vien mangiando, ma in realtà viene a star digiuni." (Totò )


Una torta salata, come aperitivo...!
Approfittate degli ultimi gustosi cipollotti bianchi. Tagliatene 1\2 kg a fettine sottili per la loro lunghezza e fateli appassire dolcemente per 10 min. in olio extra vergine di oliva con un pò di sale, pepe e timo. All'occorrenza aggiungete anche un pò d'acqua. A parte fate dorare in poco olio,  50 gr circa di pane grattuggiato e, se le avete in casa, si possono unire delle mandorle tritate finemente, perchè ci stanno benissimo. Si mescola con un cucchiaio di legno fino ad una doratura leggera. Si stende poi, in una teglia rivestita dalla carta forno,della pasta-sfoglia o della pasta di pane tirata  sottile.
La pasta verrà ricoperta  nell'ordine, dal pangrattato dorato, quindi dai cipollotti ripassati e da 250 gr di crescenza fatta a tocchetti. Si finisce con una spolverata di grana e di pangrattato. Potete sia chiudere con un altro disco di pasta sia lasciare la torta aperta , avendo cura di tirare con delicatezza i lembi esterni,  verso il centro. Inumidite il bordo con acqua e olio e infornate a 180° per circa mezz'ora.
Sappiateci dire..

mercoledì 29 settembre 2010

Dai personaggi agli... ingredienti seguendo il filo della metafora

IL BAMBINO DI NOE'   di Eric Emmanuel Schmitt  --Rizzoli  2004Il bambino di Noè

La Storia attraverso il vissuto personale di un bambino, casualmente ebreo per quel che lo riguarda, che viene mandato via da casa dai genitori con l’intento di metterlo in salvo. Finisce insieme a molti altri ragazzini , ebrei e non, nell’orfanotrofio diretto da Padre Pons, il collezionista dell’impossibile. Siamo in Belgio, a Chemlay, nel tempo in cui la Germania nazista era dilagata, occupando gran parte d’Europa.   

"La donna terminò la sua zuppa lentamente, coscienziosamente raccolse il brodo con un pezzetto di pane asciugando la porcellana fino a renderla immacolata,indifferente al resto.Intorno a lei tutti gli scampati ripulivano il piatto con altrettanta cura..."

Minestrone, minestra, zuppa

Certo voi direte, adesso ci vogliono insegnare a fare un minestrone...!  No, questa non è proprio una ricetta, ma una specie di metafora che dalla semplicità ed unicità degli ingredienti del minestrone arriva ai personaggi di una storia...Ognuno ha il suo sapore e il suo destino, ma uniti e mescolati apparentemente dalle mani del caso, creano nuove svolte e possibilità, un significato speciale alla storia narrata. Così come gli ingredienti del minestrone, nel sobbollire insieme danno luogo ad una magia di sapori da sorbire 'cucchiaio dopo cucchiaio'. E l'alchimia viene infine rivelata   dal profumo. 
L'ingrediente magico con cui dar forma a questa metafora sarà necessariamente una buona dose d'immaginazione, usatela ... mentre tagliate le carote per la signorina Marcelle, la farmacista, come la carota è dura al taglio, ma si scoprirà  ben presto essere dotata di tanta dolce generosità da arrivare al sacrificio della propria vita.   Aggiungendo i piselli potreste vedere nel loro correre e scapparvi dalle dita, la gioiosa ed innocente vivacità dei bambini di Padre Pons, mentre giocano nel cortile dell'orfanotrofio  ...la cipolla invece assomiglia un pò a quel soldato tedesco capace di commuoversi e di cercare dentro di sè sentimenti di compassione, nel deserto di una guerra feroce e senza ragioni. E poi le patate, il legame e la base del minestrone, che senza dubbio rimandano a Padre Pons . Il collezionista, colui che tenacemente tiene unite le radici ai più teneri germogli dell'umanità, sconvolta dalla guerra fratricida e distrutta dall'arroganza dei potenti e dalla loro ferocia.
A voi ora la fantasia di aggiungere altri ingredienti, presenti nel racconto di Schmitt, arricchendo il vostro minestrone fino a che il suo profumo non vi avrà avvolto.
 In fondo il minestrone altro non è che una collezione di ingredienti unici che, sapientemente mescolati, trovano un'armonia di gusto.

domenica 26 settembre 2010

Canocchia...chi era costui ?



Il mistero delle canocchie assassine

Il mistero delle canocchie assassine

 di Paolo Starni

 ed. Il ponte vecchio --2010

 

Ci sono dodici persone decedute dopo una cena condominiale, a causa  di  strane lesioni.  Inizia così il nuovo romanzo di Paolo Starni, ex docente in lingua italiana dell'Istituto Pluricomprensivo di Vipiteno che con questo libro è alla sua quinta prova letteraria.    Pieno di suspense, di ironica visione del mondo e di uno humor freddo,  inglese .  Un graffiante e satirico sguardo sulla società contemporanea .  Questo caso di morti multiple, sembra avere tutte le caratteristiche di un scoop giornalistico, è infatti dalla redazione un po'abborracciata di un giornale che parte l'inchiesta. Un giornalista indaga tra decessi, tavole imbandite, chiacchere e varie superstizioni. L'autore si diverte a dar spazio al  linguaggio vernacolare, in particolare al romanesco verace e un pò becero della  'Sora Cesira'. Poi c'è il finto francese della moglie del biologo marino esperto in canocchie e ancora lo strano modo impettito di parlare del cameriere . Il linguaggio  risulta essere lo specchio della personalità e del ruolo dei protagonisti, così per esempio  è volgare e tecnico quello  dei giornalisti di cronaca nera  quando pur tra molti misteri, si scopre che ad uccidere sono state le canocchie, le canocchie assassine, appunto. Lungo i percorsi di questa vicenda grottesca, ma folgorante, l'autore conferma la sua qualità di inventore di storie, attraverso il  sapiente uso dell'ironia e del divertimento linguistico e di costume , tipicamente legati al  suo stile narrativo.


In quanti modi può essere chiamato questo delicato abitante dei fondali marini,protagonista di tantissime ricette una più deliziosa dell' altra.Il suo sapore è delicato, ma non dolciastro come quello degli altri crostacei e capace di assorbire bene il sapido dei sughi ed intingoli vari cui viene accompagnato.

Canocchie ripiene

Ingredienti:
 1000 gr.di canocchie
pane grattato, olio di oliva ,aglio ,prezzemolo
6 pomodorini pachino
un cucchiaio di capperi sotto sale
qualche filetto d'acciuga
il succo di mezzo limone ed un pò di buccia

Si sciacquano bene le canocchie, che dovrebbero essere ancora vive, ma per chi come me non se la sente , bisogna metterle in frigo per qualche ora.
Una volta lavate, si stendono su di un tagliere dove si procederà a tagliare via la testina e le zampette, poi verticalmente il carapace superiore .
A parte si preparerà del pane grattuggiato insieme a dell'aglio tagliato finemente , del prezzemolo e del sale. Il composto di pane grattato deve essere mescolato a qualche goccia di olio d'oliva extra vergine, fino ad ottenere una pasta, con cui si riempirà il carapace delle cannocchie. Una volta pronte vanno distese in una pirofila precedentemente unta con poco olio.
I pomodorini tagliati a piccoli spicchi, insieme ai capperi dissalati vanno aggiunti a pioggia . Per ultimo si uniranno i filetti di acciuga, tagliati verticalmente fino ad ottenere delle striscioline sottili, posizionandoli sopra le canocchie. Infine si unirà il succo del limone e la buccia grattuggiata.
La pirofila va coperta con la carta d'alluminio e messa in forno caldo a 160° per 15 minuti. Dopo  questo tempo la carta va tolta e proseguita la cottura per 5  minuti .
Si possono gustare accompagnate da un buon vino bianco aromatico, come il Muller Thurgau e da una fresca insalata .




 

giovedì 23 settembre 2010

Il sapore di una storia...


Gianrico Carofiglio -  Le perfezioni provvisorie  - Edizioni Sellerio Palermo

"...Nadia ripassò dal mio tavolo mentre finivo di spazzolare la seconda
  porzione e di vuotare il secondo bicchiere di Negramaro. Mi lanciò
 uno sguardo ironico.
- E allora?-
Alzai le mani mostrandole i palmi,in segno di resa.
-Avevi ragione. Un riso,patate e cozze come questo lo faceva solo la vecchia Marietta .- "
perfezioni provvisorie

Tiella barese o riso,patate e cozze

tiella barese
Ingredienti per 6 persone:
- 300 g. di riso,
- 1 kg di cozze,
- 500 g, di pomodorini
- 500 g. di patate,
- 2 cipolle medie,
- 2 spicchi d’aglio,
- un ciuffo di prezzemolo,
- 3-4 cucchiai di pecorino grattuggiato (o misto pecorino/parmigiano),
- olio d’oliva,
- sale e pepe.
Esecuzione:    Lavate le cozze e spazzolate i gusci e fatele aprire, conservare il liquido emesso e filtratelo. Disponete in una “tiella” metà delle cipolle affettate e spolverizzate con metà del trito di aglio e prezzemolo, coprite con 250 gr di pomodori spezzettati e spolverizzate con una manciata di formaggio. Regolate di sale e pepe e ricoprite con metà delle patate affettate accavallandole leggermente.
Distribuite il riso e le cozze con il liquido filtrato, aggiungete il prezzemolo, l’aglio, le cipolle rimaste, i pomodori sempre spezzetati e le patate affettate. Irrorate con l’olio, pepare e coprire con circa 3/4 l. di acqua fredda.
Mettete in forno già caldo a 180° coprendo la teglia con un foglio di alluminio. Dopo circa 20 min. togliete il foglio di alluminio e fate cuocere per 25 - 30 minuti ancora. Controllate la cottura del riso prima di toglierlo dal forno.

giovedì 16 settembre 2010

...la dieta del mangiare e del pensare...

In un bel libro di Francesca Rigotti dal titolo  " La filosofia in cucina " ( ed. Il Mulino -1999) è citato un'interessante aforisma del filosofo I.Kant , dove viene suggerito di variare il 'cibo mentale' in caso di saturazione...:
"C'è una regola nella dieta del mangiare e del bere che invita a non trascurare i consigli della natura riguardo all'appetito, e di smettere di mangiare se, dopo una piccola pausa si nota che essa non ha bisogno più di nulla, anzi rifiuta il cibo. Il lavoro intellettuale procede allo stesso modo. La testa si rifiuta, in certo qual modo, di continuare a lavorare, ma le permette di occuparsi di un'altra specie. Ricordarsene è un pezzo della dietetica del pensare. "
  

lunedì 6 settembre 2010

A proposito di...

" In fondo ciò che veramente serve non è difficile a trovarsi, l'inutile è  difficile. 
 I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l'acqua e un pezzo di pane fanno
il piacere più pieno a chi ne manca... 
Perchè non sono di per se stessi i banchetti, le feste...e quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di respingere i falsi condizionamenti che sono per l'animo causa di immensa sofferenza. "...

 ( Epicuro - Lettera sulla felicità )


     Benvenuti !     Monica e Gioia